Il talento incompreso di Patrick Angus

Patrick Angus

Le sue opere vennero sistematicamente rifiutate dalle maggiori gallerie d’arte del mondo. Il suo nome e i suoi quadri venivano ogni volta giudicati troppo esplicitamente legati alla sottocultura omosessuale per meritare attenzione. Un talento quello di Patrick Angus che allora sembrava non avere alcuna possibilità a emergere. A sentire o meglio ancora vedere.

Quei suoi dipinti che ritraevano anche le verità magari meno gradevoli dell’omosessualità (come la prostituzione maschile) venivano invariabilmente snobbati.

Solo sul letto di morte a trentaquattro anni (era il 1992), Patrick Angus capì vedendo le sue opere raccolte in un volume pronto per la pubblicazione che la sua arte non si sarebbe spenta con lui, che l’intervento del critico Robert Patrick e quello di Douglas Blair Turnbaugh lo avevano definitivamente salvato dall’oblio.

Il suo talento è stato anche raccolto e raccontato dal regista Ira Sachs nel suo premiatissimo corto “Last Address”, dedicato agli artisti con l’A maiuscola morti prematuramente per Aids.

Via | Bandofthebes

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