Milano non sarà più gemellata con San Pietroburgo

Milano non sarà più gemellata con San Pietroburgo

Una specie di separazione, ma dovuta, per divergenze di opinioni. Un monito. Il Comune di Milano ha sospeso il proprio gemellaggio con San Pietroburgo. La decisione è stata presa in seguito all'introduzione, nell'ex Leningrado dell'ormai nota legge contro la propaganda gay.

Il distretto di San Pietroburgo infatti, ha approvato in prima istanza una legge che prevede una multa da 3.000 a 5.000 rubli - una cifra stimata da 72 a 120 euro – a gay, lesbiche e transgender che decidano di fare coming out ovvero dichiarare pubblicamente la propria omosessualità in presenza di un minorenne.

In più, oltre a multare anche le associazioni pro gay, le manifestazioni, le sfilate pubbliche, della comunità lgbt, Gay pride compresi, vengono equiparate alla propaganda omosessuale.

Il gemellaggio di Milano con l'allora Leningrado, risaliva al 1967,: a metterlo in discussione a seguito dell'approvazione delle norme, l'associazione Radicale Certi Diritti, che così ha motivato la mozione, approvata in maggioranza da Palazzo Marino, Yuri Guaiana, segretario dell'Associazione Radicale Certi Diritti:

È un segnale forte ma rispettoso. Speriamo che l'esempio meneghino sia seguito anche da Venezia, gemellata dal 2006, e da Torino, che ha sciaguratamente siglato un accordo bilaterale di collaborazione con l'ex capitale zarista solo una settimana fa.

Foto | Getty

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