La scrittrice Cristiana Alicata - che abbiamo intervistato qui - ha scritto una lettera ad Ezio Mauro, direttore di Repubblica, in merito al Bologna Pride e al silenzio dei mezzi di comunicazione. La riportiamo di seguito, con il permesso dell’autrice. Che ne pensate?
Ezio carissimo,
sono rimasta stupefatta, e così molti gay italiani, dallo spazio che il tuo giornale ha dato, domenica alla manifestazione di Bologna. Io c’ero, sono una persona oggettiva, è stata una manifestazione mastodontica e composta se si esclude la rissa finale, rissa che si spiega con la disperazione, la disperazione della censura a cui siamo costretti, per cui comincia ad esserci qualcuno che alza i toni per cercare modi di fare parlare di sè. Quando una minoranza viene così tanto isolata dai media e dalla politica, le ali si estremizzano, si irrigidiscono e diventano pericolose. Questo persino nella minoranza storicamente più pacifica del mondo.È stato doloroso comprare il tuo giornale, salire su un treno sperando di leggere commenti e interviste della gente e trovare un trafiletto in mezzo alla cronaca e vicino ad una ragazza che si prostituiva non mi ricordo per cosa.
Mi ha dato un senso di disfatta democratica, di frustrazione infinita.
Dimmi perché. Dimmi perché i gay in Italia non hanno nemmeno diritto ad esistere nella cronaca. Dimmi perché all’alba di un Pride Nazionale un giornale come il tuo non intervista i leader del movimento, non racconta le nostre storie, non fa il punto di una situazione sempre più scandalosa, non punzecchia la politica, persino quella che dovrebbe essere dalla nostra parte, non si confronta con il resto d’Europa. Una stampa oggettiva e matura e democratica deve contribuire alla crescita del Paese, a porgli la realtà con la giusta oggettività. Questo silenzio collettivo sui temi GLBT sta diventando ogni giorno più pericoloso perché autorizza la violenza omofoba, incrudisce la violenza psicologica tra le mura familiari, porta gli adolescenti alla depressione e a volte anche al suicidio. Chi nega questo è un irresponsabile.
Perché il tuo giornale non apre on-line una sezione dedicata a queste storie? Perché il tuo giornale non dà cittadinanza ad un pezzo d’Italia e pone una pietra di civiltà, una di quelle pietre che possono accelerare il processo di ottenimento dei diritti fondamentali che in Italia ancora mancano?
Ti informo che pubblicherò questa lettera sul mio blog.
Ti mando un amaro saluto.
marco08
01 lug 2008 - 11:10 - #1Ormai “La Repubblica” è un giornale inutile al pare de “Il Giornale”
moltofermento
01 lug 2008 - 11:20 - #2ah perchè la repubblica è un giornale? pensavo fosse un supplemento cartaceo al dvd…
esistono quindi delle persone pagate per (non) scrivere su un giornale che tranne nelle edicole dei tg non legge nessuno perchè finisce sopra il portariviste vicino al water o nella sala d’attesa del dentista vicino al ficus?
ah bene!
forse per qullo non scrivono….
destynova
01 lug 2008 - 14:12 - #3I gay sono un problema per il PD, normale che Repubblica cerchi di evitargli problemi non parlandone. Dopotutto e’ facile in Italia, qui i problemi si risolvono magicamente ignorandoli e chi ne parla e’ considerato il solito fissato, estremista, noiso, piagnone, esagerato …
destynova
01 lug 2008 - 14:13 - #4pardon, volevo dire noioso non noiso :P
lucagay
01 lug 2008 - 14:14 - #5già..peccato che alle precedenti elezioni tutti i gay abbiano votato pd..
costarom
01 lug 2008 - 14:41 - #6c’ero anch’io ed è stato bellissimo, inoltre ho anche potuto conoscere certi ragazzi della mia zona, Verona, che presto spero di rincontrare per allargare il numero della amicizie e no solo
Felipe_tr
01 lug 2008 - 14:54 - #7Non compro più Repubblica da un pezzo, di queste cose non scrive o scrive mentendo (come sul NoVat di febbraio). Carta straccia, ‘informazione’-prostituta.
Ma ben venga questa lettera, ben venga ogni tentativo di tirare per la giacchetta gli ipocriti parolai italiani.
A proposito: Mauro risponderà? mah…
enrico00
02 lug 2008 - 00:23 - #8anch’io aspetto la risposta del direttore!
Mirco 73
02 lug 2008 - 01:57 - #9Ciao ,sono Mirco che ha scritto sul post riguardante Di Pietro.
Come detto sono etero e ho da dire solo due cose banali:
a) condivido la lettera e l’incazzatura della scrittirice.
b) ‘mazza che carina che è!
c) l’informazione libera in Italia NON E’ MAI ESISTITA
d) dovete coinvolgere tutti noi etero nelle vostre battaglie.
Insomma io sono andato al Pride di Roma nell’anno del Giubileo con il mio miglior amico che è gay. Lui non voleva perchè aveva paura che poi la gente, se mi avessero riconosciuto in TV, mi girassero alla larga.
Ca**o! Quando capiremo che l’orientaento sessuale di una persona non può e non deve essere una discriminante?
Nell’altro post ho scritto del mio amico che per me è un fratello. Che me frega se è fidanzato con uno che si chiama Fabio?
L’unica cosa che mi rode è che quando c’è sto ca**o di Fabio passa meno tempo con me ma poi per il resto….
Luca ha sofferto come un cane perchè i suoi lo hanno cacciato di casa, lo hanno isolato e ne ha passato un sacco.
Per questo gli voglio ancor piu bene perchè quello che lui ha passato non lo deve passare nessun’altro!
Un abbraccio
flop
02 lug 2008 - 02:42 - #10perchè questa ininterrotta supplica agli eterosessuali è una cosa indegna e disgustosa. cara cristiana alicata, sarà l’ora che tu imposti le tue missive spedendole all’indirizzo giusto, cioè a quella tonnellata di gay e lesbiche che occupano mille posti di potere, anche nel mondo dei media, e che, col cinismo e la pochezza propri di chi ha davvero poco cervello, si sentono forti e sprezzanti nello sdegnare ogni minimo coinvolgimento nella causa gay. basta con questo pietire ed importunare gli eterosessuali, ma che siamo dei minorati?
Kamomillo
02 lug 2008 - 02:48 - #11Molto valida l’idea di Cristiana Alicata di porre al direttore di un giornale molte domande che tutti noi avremmo voluto fargli. Ho dei dubbi riguardo le risposte ma staremo a vedere. Questa iniziativa ha avuto un certo eco, possibile che sia ignorata???
fabio nolli
02 lug 2008 - 09:25 - #12@ #11: a quanto pare, non è possibile, ma ormai è certo che anche questa missiva sia stata ignorata.
Altro esempio di silenzio assordante..
Guermantes70
02 lug 2008 - 16:24 - #13ho avuto anch’io la stessa sensazione di delusione, messi li in una paginetta di cronaca nera, con due righe scarne degne di Avvenire. Eppure ricordo la copertura del pride del 2000, di ben altro spessore.Ed ho pensato, adesso scrivo a Repubblica, ma vedo che è stato fatto e bene, aspetto “fiducioso” una risposta
enrico00
02 lug 2008 - 18:29 - #14son daccordo con Flop, una cosa è certa…spesso siamo noi omosessuali per primi a considerarci al di fuori della norma, a non creder di aver diritti ed a volte addirittura a gongolarci nella nostra diversità, ostentandola manco fosse un modo per sentirci migliori di altri… già già!
daniela t.
02 lug 2008 - 19:59 - #15Oki: certo che c’è una linea editoriale ben precisa, del resto non pubblicano nemmeno le iniziative dei cattolici che si oppongono a Ratzinger e non condannano i gay, e lo so bene perché appartengo a quei cattolici. Però - attraverso i commenti dell’ineffabile Augias - non perdono occasione di lamentare il “silenzio dei dissenzienti”. Quando sono i primi a non conceder loro spazio.
Recitano, recitano e basta. Ma, al netto di tutto, Mauro ha risposto ad Alicata? Col piffero, vero? Io, infatti, finora non ho letto nulla di nulla.
flop
03 lug 2008 - 02:55 - #16vorrei ricordare che repubblica non è la rai tv (cioè pubblica).
è un giornale proprietario di un gruppo editoriale che nel libero (per quanto in italia ogni mercato possa definirsi libero) mercato può fare quel c..aspita che vuole, nell’ambito dell’etica giornalistica. la libertà di scelta della linea editoriale (quindi di cosa parlare, come e con quale spazio) è incontestabile. mi lascia sgomento che si “pretenda” una risposta da mauro (ma che deve rispondere ad ogni cittadino che gli scrive-PERALTRO A TITOLO PERSONALE- contestandogli lo spazio dato ad una certa notizia). e che insomma, si voglia essere al 100% convinti di essere nel giusto nel “pretendere” il dovuto (a nostro giudizio) spazio.
lo spazio mancato non è un furto, noi non siamo il centro del mondo e non siamo gli unici che possono decidere quanto spazio dobbiamo occupare. a mio giudizio il pride, in questa fase storica, fatto in quel modo, nel contesto italiano non meritava più di 1/3 di pagina a pagina 10 o 12, giusto per dire. non di più.
flop
03 lug 2008 - 02:57 - #17pardon, scritto in fretta con errori di battitura. ultimamente purtoppo son sempre di fretta
Astrix
03 lug 2008 - 14:19 - #18un brava a cristiana!
Felipe_tr
03 lug 2008 - 17:28 - #19Flop: Repubblica sarà pure privata, ma prende una barca di milioni di finanziamento pubblico! Come praticamente tutti i giornali italiani.
Ecco perché io leggo solo certi free press, come EPolis, DNews o Metro: che infatti di noi parlano!!!
Condivido invece il tuo appello a dare una bella svegliata ai gay ricchi e potenti che fanno finta di niente: si dice che noi (io no davvero!) siamo grandi fashion victims, allora perché non cominciare a boicottare I dolce e gabbana, armani eccetera, che votano pure berlusconi?
BOICOTTAGGIO!!!
Eliana Matania
04 lug 2008 - 10:28 - #20caro Flop anche io ti rammento che repubblica è un giornale privato solo a parole ma che di fatto con i milioni di euro pubblici che prende è pagato con le nostre tasse….è quindi a tutti gli effetti pubblico!
Riguardo la lettera di Alicata molto bella ma certamente non avrà risposta. Abbiamo un serissimo problema di non-informazione in questo paese e non solo per le questioni GLBT ma per tutto! Sarà il caso di svegliarsi su questa cosa.
Saluti
Eliana Matania da Milano