Durante il Bologna Pride di ieri c’è stato un fermo: quello di Graziella Bertozzo, nota attivista omosessuale del movimento No-Vat (per intenderci, il movimento che durante il Roma Pride ha “occupato” simbolicamente Piazza San Pietro in Vatiano). Pare che il fermo sia avvenuto dopo una lieve colluttazione con gli agenti nata a seguito delle insistenze della donna per entrare nella zona dietro il palco, delimitata dalle transenne. Così leggiamo su Rainews 24.
Ieri sera si sono recati in questura sia Vladimir Luxuria, che alcuni partecipanti al Pride. Con la Bertozzo c’erano due avvocati e il portavoce del comitato organizzatore del gay pride, Flavio Romani.
Forse con un clima di maggior dialogo - anche, e soprattutto, all’interno del movimento - si sarebbe potuto evitare l’accaduto
Foto | River
FacciamoBreccia
30 giu 2008 - 14:05 - #1Comunicato di Facciamo Breccia sui fatti avvenuti al Pride di Bologna
Facciamo breccia esprime sconcerto e preoccupazione politica per quanto avvenuto ieri, 28 giugno 2008, alla conclusione del pride di Bologna, a Graziella Bertozzo, nostra compagna di lotta e figura storica del movimento lgbt italiano.
Durante gli interventi conclusivi, mentre parlava Porpora Marcasciano, vicepresidente del MIT e attivista di Facciamo Breccia, il nostro coordinamento saliva sul palco per aprire uno striscione con la scritta: “28 giugno 1982. Indietro non si torna. Facciamo Breccia” per rivendicare la storia del movimento lesbico, gay e trans che in quella data aveva ottenuto il Cassero di Porta Saragozza, prima sede assegnata da un’istituzione pubblica al movimento, poi restituita nel 2001 alla Curia. Graziella Bertozzo, a differenza delle altre e degli altri attiviste/i di Facciamo Breccia, viene fermata all’ingresso del palco da una volontaria del Comitato Bologna Pride e da questa additata ad un uomo in borghese che non si è qualificato in nessun modo e che solo dopo avremmo appreso che era un funzionario della Digos. Graziella viene spintonata a terra e quindi cerca di rialzarsi (non sapendo che l’uomo che l’aveva fermata era un funzionario di polizia), intervengono allora altri poliziotti in divisa, la ammanettano e la trascinano fuori dalla piazza tenendole una mano sul collo, abbassandole la testa verso terra, la caricano a forza su un cellulare e la portano via a sirene spiegate. Altri compagni di Facciamo Breccia cercano di intervenire e altre persone presenti al pride o affacciate alle finestre gridano che la “signora” non aveva fatto niente e che la situazione era incomprensibile. Graziella viene rilasciata dopo tre ore di fermo, indagata per “Resistenza a pubblico ufficiale e lesioni finalizzate alla resistenza”.
Graziella stava partecipando ad un’azione di comunicazione politica con altri/e compagni e compagne che rientrava nei contenuti che Facciamo Breccia ha scelto di portare in piazza al pride di Bologna, mostrando uno striscione che due ore prima, durante il corteo avevamo aperto davanti al Cassero di Porta Saragozza, per rivendicare la storia del movimento lgbt che in questo periodo le destre e il Vaticano stanno tentando di oscurare e criminalizzare in ogni modo, per ridurre nuovamente le nostre soggettività al silenzio.
Il Cassero è stato simbolicamente circondato di drappi rosa e arricchito di cartelli di rivendicazione politica, la polizia ha lasciato svolgere l’azione del tutto pacifica che ha riscosso molto riconoscimento dai/dalle partecipanti al corteo che hanno festosamente preso parte.
Siamo sconcertate/i che, alla conclusione di un grande corteo che pacificamente e festosamente voleva rivendicare diritti e cittadinanza per tutte/i, sotto il palco sia potuto accadere un simile fatto ai danni di Graziella Bertozzo, una delle prime lesbiche visibili del nostro movimento, per anni alla direzione di Arcigay – Arcilesbica, da sempre impegnata in tanti percorsi per i diritti di lesbiche, gay e transessuali e, tra le altre cose, una delle organizzatrici del Forum Sociale Europeo di Firenze del 2002.
Non si era mai vista la polizia legittimata sul palco di un pride: il concetto di “sicurezza” messo in opera, - in una manifestazione dal clima del tutto pacifico - è risultato un’azione violentemente repressiva e diffamatoria contro un’attivista riconosciuta da tutte e tutti.
Chiediamo oggi a tutte le componenti del movimento lgbt italiano e a tutte le soggettività politiche che si riconoscono nelle istanze di autodeterminazione, cittadinanza, diritti di assumersi la gravità di quanto avvenuto e di prendere posizione in merito ad accuse paradossali comminate ad una nostra compagna. Chiediamo a tutte e tutti, ed in particolare al Comitato Bologna Pride, di spendersi affinché la questione giudiziaria si chiuda immediatamente rendendo chiaro che l’azione di polizia è stata causata da un abnorme “equivoco”.
offeso
30 giu 2008 - 22:51 - #2invito i moderatori di questo blog ad eliminare il commento di “marco 74″ in quanto decisamente offensivo
testimone oculare
30 giu 2008 - 23:00 - #3Questo comunicato esprime tutta la faziosità di cui solo persone in malafede sono capaci. Ho assistito personalmente a tutto quanto dal momento che c’ero dietro a quel palco. La signora Bertozzo ha chiesto l’intervento di Porpora Marcasciano (vice prsidente del MIT invitata a parlare sul palco) per poter entrare nell’area riservata del back stage. Porpora non è intervenuta a favore delle richieste della Bertozzo con il comitato, l’unico che poteva in quel momento autorizzare un intervento non previsto. Graziella ha cercato di scavalcare le transenne ha cominciato a spingere e strattonare i volontari a presidio dell’ingresso al palco. Gli agenti presenti hanno visto i volontari in difficoltà e li hanno sentiti chiedere aiuto per quella situazione quantomeno grottesca. all’intervento degli agenti digos in borghese la Bertozzo ha risposto con clci a destra e sinistra. È stat fermata!
Questa storia ha diversi protagonisti: la Bertozzo, Facciamo Breccia, i volontari pirde, la digos.
Facciamo Breccia: Manipolo di opportunisti che vampirizza le manifestazioni altrui per portare contirbuti altri rispetto aquelli che sono stati discussi in più occasioni in incontri aperti a tutto il movimento ma che per snobismo politico facciamo breccia evita.
Graziella Bertozzo: esponente politico del movimento i cui meriti non possono giustificare un comportamento violento e irragionevole.
I volontari del Pride: ragazzi che si sono dati disponibili per aiutare l’organizzazione di un evento enorme (con tutto ciò che comporta in fatto di sacrifici e responsabilità)
La digos: che ha visto una pazza isterica ed è intervenuta.
Fine della storia.
Questo comunicato stampa è solo un tentativo per oscurare la realtà dei fatti cari miei di Facciamo breccia. Siete fuori tempo, violenti e faziosi.
offeso
30 giu 2008 - 23:20 - #4Ma quale sarebbe la “manifestazione altrui?” Il pride non credo proprio sia di qualcuno in particolare, o sbaglio?
E quale sarebbe questa vampirizzazione? Eri presente agli incontri per la costruzione del pride? Se vogliamo discutere su chi sia vampiro e chi utilizza strumentalmente i gay e le lesbiche per fare carriere politiche e soldoni con commerci vari di sicuro non dobbiamo additare facciamo breccia… loro di locali commerciali non ne hanno ne’ sono mai stati in parlamento…
La digos, giusto per la cronaca, non e’ intervenuta di sua spontanea volonta’ ma e’ intervenuta chiamata dalla security del pride che ha deciso di affrontare un problema politico affidando una persona nelle mani della polizia… questa e’ la cosa grave!
testimone oculare
30 giu 2008 - 23:35 - #5Tesoro una manifestazione da 200000 persone non si organizza da sola.
E siccome tra gli esponenti di facciamo breccia ho visto facce che potevano porre la questione di un intervento in altro modo, credo proprio che abbiate voluto creare una bella occasione per farvi un po’ di pubblicità!
La stessa Porpora, che non è una stupida, non ha mosso un dito per far entrare la Bertozzo. La polizia è stata chiamata non per far arrestare qualcuno ma per farla allontanare da un luogo in cui non poteva stare. Lo so che parole come ordine e “permesso” sono estranee dal vocabolario di facciamo breccia e in certi casi posso essere pure daccordo, ma in quell’occasione in quel modo mi spiace ma non posso che dare contro a facciamo breccia. Per tutto quello che è successo a Graziella (che se l’è cercato il fermo…) e per tutto quello che è successo dopo. Urla, grida minacce e schiaffi. Nessuno di facciamo breccia si è visto una mano levata sul viso, molti esponenti di arcigay si sono presi insulti e schiafi.
Lecito provale il colpo di tetaro dell’assalto al palco, ma se non riesce ci si mette il cuore in pace e si toglie il disturbo. Lei ha usato calci e spinte per resistere all’allontanamento da un’area ti ripeto sottoposta al controllo anche per la presenza di personalità importanti e personaggi più o meno famosi. Non si può accusare nessuno di questo fermo se non Graziella Bertozzo che se l’è proprio cercata.
a me me piace
30 giu 2008 - 23:39 - #6Mentre leggevo il comunicato di FacciamoBreccia ero sicuro che le cose non fossero andate come descritto.
Già solo la retorica di espressioni come “compagni e compagne”, “attiviste/i”, “sconcertate/i” ci fa capire che siamo di fronte ad un’associazione di estrema sinistra (nessun’altro maltratterebbe così tanto la lingua italiana, pur di veicolare la paradossale banalità dell’equazione uomo=donna).
Che poi i suddetti attivisti/e siano pure delle teste calde, senza rispetto per le altre persone, interessati/e esclusivamente allo scontro con la polizia, in un contesto che non condivide i loro belligeranti scopi, io questo lo penso da molto tempo…
Sono sicuro che agli/alle attivisti/e non fregherà niente, ma io dico che i gay/lesbiche/bisex/trans non hanno bisogno di voi.
Grazie.
(Grazia/ella/e al c****)
Elena Biagini
01 lug 2008 - 00:03 - #7Faccio solo notare che in questo blog tutti urlano, accusano, alzano i toni ma nessuno si firma, nemmeno chi si dichiara testimone oculare: di testimonianze oculari ne ho lette altre, su altri blog e liste, tutte molto molto diverse da queste e tutte firmate. Non dico altro perchè la violenta e fascista misoginia di marco74 rende indegna l’intera pagina.
Elena Biagini
testimone oculare
01 lug 2008 - 00:12 - #8Cara Elena, non mi firmo perchè Bologna è piccola e le teste calde di facciamo breccia sono tante. Ho anche visto gli schiaffi che tu hai mollato a uno degli esponenti di Arcigay. Chiamami pure codardo ma dopo il clima che ho respirato a lato palco sabato preferisco tutelarmi.
La stupidità di qualche commento non inficia tutti gli altri. Getta pure sabbia negli occhi, ma chi vuol vedere vedrà lo stesso. Nonostante il vostro impegno a distruggere la fatica di molti premiata da 200000 persone non riuscirete a sminuire il significato di una giornata meravigliosa di cui l’affaire Bertozzo è solo un amaro retrogusto che ho il dubbio sia stato montato ad arte.
Emanuele PO
01 lug 2008 - 03:12 - #9“E quale sarebbe questa vampirizzazione? Eri presente agli incontri per la costruzione del pride? Se vogliamo discutere su chi sia vampiro e chi utilizza strumentalmente i gay e le lesbiche per fare carriere politiche e soldoni con commerci vari di sicuro non dobbiamo additare facciamo breccia… loro di locali commerciali non ne hanno ne’ sono mai stati in parlamento…”
Sono pienamente d’accordo!!
Io c'ero
01 lug 2008 - 08:35 - #10Il tuo ragionamento si ferma agli anni 70.
senza la forza di una grande associazione i numeri raggiunti sabato non si raggiungono. Se ci fossero state 20 persone in piazza non credo vi sareste animati tanto.
phen75
01 lug 2008 - 09:15 - #11Tutti a celebrare questi grandi numeri, ma che bravi!
Sottolineerei che il pride nazionale di Bologna è stato il meno partecipato tra quelli dell’Europa Occidentale ed addirittura meno partecipato di quello cittadino di Roma.
E poi vogliamo parlare dell’intervento di Mancuso dal palco? “Dobbiamo fare”, “Dobbiamo dire”, “Ci dobbiamo ribellare” accolti dalla più totale indifferenza della piazza che si rendeva conto di quanto queste parole stridessero con quanto in questi anni ha fatto Arcigay, cioè niente.
Magari sarebbe il caso di farsi qualche domanda, invece di far arrestare chi continua a lottare davvero per i diritti di gay lesbiche e trans.
Io c'ero
01 lug 2008 - 10:40 - #12Phen sei un professionista del fumo negli occhi.
Che l’italia sia ben altra cosa rispetto a qualunque altro paese europeo è cosa ben nota a tutti. Sulla battaglia di cifre Bologna Roma mi sfugge il senso, vuoi negare che a Bologna c’era un mare di gente? Che sia stato meno partecipato di quello di Roma ho i miei dubbi e comunque questo non cambia di una virgola il fatto che Facciamo Breccia ha tentato un’incursione vigliacca e violenta che poi si è ritorta contro alla Bertozzo.
phen75
01 lug 2008 - 11:06 - #13Infatti l’Italia è ben altra cosa rispetto all’Europa, proprio per questo credo che avrebbe senso confrontarsi e capire cosa ha sbagliato il movimento in questi anni e cosa possiamo fare per recuperare il tempo perduto.
Io credo che l’episodio in questione sia emblematico, ci scanniamo tra noi e nel frattempo ci indeboliamo e non otteniamo niente.
Non mi va di polemizzare su quello che è o non è accaduto (se Facciamo Breccia era già sul palco che motivo aveva di tentare un’incursione “Vigliacca e violenta”?), in ogni caso chiunque conosce Graziella sa che è fisicamente impossibile che abbia rotto il menisco di uno della DIGOS (è questo che le viene contestato).
Massimo Mele
01 lug 2008 - 12:42 - #14Testimone oculare sei un bugiardo. Se c´eri sai che Graziella non é entrata da sola ma insieme a me. prima di entrare io ho avvisato di chi fossimo e che semplicemente volevamo aiutare gli altri a sostenere lo striscione della Breccia durante il discorso di Porpora che fa parte della Breccia. Personalitá importanti sul palco? E noi che siamo? Non era forse la nostra manifestazione? Il MOS ha anche aderito e credo che dei militanti che da 20 anni mettono in pericolo i loro corpi e la loro vita in situazioni ben piú pericolose di Bologna come Verona o la Sardegna abbiano tutto il diritto di stare sul palco per un paio di minuti. Se invece credi che le “personalitá” sul palco come gli imbecilli del Grande Fratello o altri siano piú importanti dei militanti veri, quelli che tutti i giorni portano avanti i consultori, i telefoni amici, l´assistenza legale ecc ecc come noi facciamo, allora noi non siamo dalla stessa parte
Massimo Mele
Presidente Movimento Omosessuale Sardo
Io c'ero
01 lug 2008 - 13:34 - #15Ma tu pensi che in 5 secondi si possa decidere chi far accedere e chi no?
Cominciate chiedere con garbo le cose a chi non vi è nemico.
Come mai Porpora non si è mossa per farvi entrare?
Quello che fai lo fai perchè ci credi o per acquisire meriti da sbandierare quando ti fa comodo.
Ancora una volta Vergogna Massimo Mele, Vergogna.
E le sberle che sono volate poi? come me le commenti?
Ve le abbiamo tolte dalle mani?
Sei tu che sei un bugiardo!
Non era la vostra manifestazione in quanto movimento organizzato che non ha aderito al pride (facciamo Breccia intendo). E se si fosse presentato gayLib che dovevamo fare farli entrare?
Dai su avete fatto una bella cazzata e non avete nemmeno l’onestà intellettuale per ammetterlo.
In certi contesti poi, e tu lo sai bene, non basta semplicemnte dire ciao mi chiamo massimo mele sono gay entro o dire sono Graziella Bertozzo lesbica vado sul palco.
Andiamo, un po’ di realismo…
si-culo
01 lug 2008 - 13:35 - #16Premesso che a Graziella va tutta la mia solidarietà - per quanto poco possa significare - vorrei provare a fare un ragionamento partendo dalla situazione più “assurda” (della quale peraltro non sono affatto convinto).
Ammettiamo cioè che, nel tentativo di arrivare al palco dietro e dopo il resto della Breccia, Graziella abbia effettivamente dato inizio ad una colluttazione palesemente violenta con le volontarie lì presenti. Ammettiamo pure che abbia resistito con altrettante violenza all’intervento delle forze dell’ordine (in borghese e pertanto non immediatamente riconoscibili come tali).
Consideriamo che la Breccia era sul palco, quindi forse non si tratta di chissà quali teste calde (descrivere FB come la tifoseria dell’Hellas Verona mi pare un po’ troppo!). Graziella fa parte della Breccia ma è arrivata dopo, così è stata fermata. E’ chiaro che c’è stato un malinteso, ovvero nessuno aveva avvertito le volontarie. Preso atto del disguido, è possibile che si sia lasciato degenerare la cosa fino all’arresto? E poi: era davvero necessario chiamare la polizia per fermare una ultracinquantenne di quaranta chili? E’ davvero possibile che non si sia riuscito, neppure nei minuti e nelle ore seguenti i fatti, a ragionare e chiarire l’accaduto?
L’incapacità di fermare il ciclo di malintesi e di mettere un freno all’escalation denota assoluta “assenza di spirito” da parte della “security” o di chi per loro. Tantopiù che non si è capito che l’arresto avrebbe recato danno a tutte le associazioni e le correnti del movimento (e nessuno ha interesse a mandare un intero pride in malora, mi pare evidente).
Voglio dire: nelle discoteche (!), dove fatti simili sono all’ordine del giorno, la gestione riesce ad essere sempre più pacata. Stavolta invece, dopo un pride, arrestiamo la “vecchina” (Graziella non me ne voglia ^_^). Qualcosa è fuori scala, la reazione è fuor di misura. Non voglio dire che vi sia del dolo, ma certamente c’è della colpa degli organizzatori per la piega che i fatti hanno preso.
Massimo Mele
01 lug 2008 - 15:10 - #17Concordo pienamente. Potrei dire tante cose, che Graziella non ha aggredito nessuno, che si é semplicemente attaccata allo specchietto laterale del camion e in 4 o 5 la tiravano con violenza. Potrei dire che una volontaria mentre era carponi le ha preso la testa e la ha sbattuta violentemente a terra. Potrei dire che io mi sono presentato come MOS associazione che ha aderito al Pride da mesi. Ma la realtá é che qui si va ben oltre l´episodio e la politica. Qui c´é in gioco quel rispetto, quell´umanitá, quella capacitá di capirci e incontrarci che non c´é piú. Se per impedire ad una leader storica di salire sul palco, e neanche per protesta ma solo per scenografia dietro Porpora, bisogna picchiarla, ammanettarla ed arrestarla, vuol dire che abbiamo perso la bussola, e che il “movimento” non esiste piú. Vedere poi la faccia tronfia della volontaria mentre portavano via Graziella urlando “tutti questi c…o di froci”, mi ha fatto veramente male.
Buon Pride a tutt*
manifestante
01 lug 2008 - 15:20 - #18Concordo pienamente con si-culo …. condivido in parte le argomentazione del “testimone oculare” (e se non si vuol “firmare” saran fatti suoi); appoggio pure le battaglie di FB e se a volte alcuni modi non fanno parte della mia sensibilità anche questi son fatti miei :) …. però il ritratto che si fa di facciamobreccia a cose fatte mi fa pensar male, perchè allora se eravate così certi della loro inopportunità potevate vietare loro di manifestare al pride. Capirai per srotolare uno striscione sul palco quale atto eversivo sarebbe mai stato..suvvia!
Diciamo che le cazzate sono state fatte da TUTTI, e che ognuno si prenda una parte di queste responsabilità: FB per pensare di poter fare sempre e comunque quel che gli va ed il comitato che forse si è sentito elitariamente in una torre d’avorio dalla quale difendere i propri vip (e capirai…dei capi di stato non vedi…).
Io comunque do ragione a tutti.
Andiamo in pace e così sia.
amico della breccia
01 lug 2008 - 23:51 - #19Ecco un comunicato stampa di FacciamoBreccia che e’ stato inoltrato a varie mailing list
*Dissidi politici? Risposta repressiva!*
*Facciamo Breccia esprime la propria indignazione su quanto accaduto sabato
scorso a Bologna e rigetta le insinuazioni calunniose contenute nel
comunicato di Mancuso e Polo e in quello del Comitato Pride Bologna.
Solidarietà a Graziella Bertozzo*
L’espressione del dissenso è una normale pratica nella dinamica politica che
non c’entra niente con la violenza. L’uso della polizia per la gestione del
dissenso interno ad un movimento è la fine della politica, significa
scivolare verso lo stato di polizia.
La presenza, non prevista, di alcuni/e attivisti/e di Facciamo Breccia
“intrufolatisi” sul palco del pride per aprire uno striscione che,
ricordiamo, recitava “28 giugno 1982. Indietro non si torna. Facciamo
Breccia” - per rivendicare la storia del movimento lesbico, gay e trans che
in quella data aveva ottenuto il Cassero di Porta Saragozza, sede poi
“restituita” nel 2001 alla Curia – intendeva con ogni evidenza esprimere
dissenso politico utilizzando pratiche di movimento e pacifiche. Lo stesso
dissenso che Facciamo Breccia aveva cercato di esprimere nei mesi scorsi
avendo difficoltà a riconoscersi in un pride, a nostro avviso, troppo blando
e “neutrale”, tutto giocato sulla trasversalità politica, senza un chiaro
posizionamento antifascista (nonostante l’importante adesione dell’ANPI),
arrivando a proporre come uno dei pupazzi che campeggiavano su manifesti e
cartoline la stilizzazione di un gay neofascista partecipante al pride.
Alla fine Facciamo Breccia aveva scelto di aderire al pride di sabato 28
giugno esprimendo però, in un documento intitolato “Adesione al Bologna
Pride”, tutte le proprie perplessità, riserve e contrarietà. L’adesione
critica non è stata accettata dal Comitato Bologna Pride che non ha mai
spiegato ufficialmente il rifiuto. Inoltre il Comitato Bologna Pride ha
scelto di non permettere di intervenire sul palco alle realtà che non
avevano formalmente aderito, scelta legittima ma non includente anche a
fronte di altri eventi quali il Biella Pride dove il Coordinamento
organizzatore ha dato la parola a tutte le soggettività lgbt che lo
richiedessero, al di là della posizione di queste sulla piattaforma o
sull’adesione. Ugualmente Facciamo Breccia ha partecipato al Bologna Pride,
organizzando uno spezzone collegato allo spezzone lesbico e femminista e
portando in piazza molte persone, contribuendo così alla riuscita della
manifestazione. Durante il corteo abbiamo organizzato un’azione di
comunicazione politica che avrebbe dovuto avere il suo epilogo nell’apertura
dello striscione sul palco come espressione pacifica di dissenso: avevamo
aperto lo stesso striscione davanti al Cassero di Porta Saragozza, per
rivendicare la storia del movimento lgbt.
Il Cassero è stato simbolicamente circondato di drappi rosa e arricchito di
cartelli di rivendicazione politica, la polizia ha lasciato svolgere
l’azione del tutto pacifica che ha riscosso molto riconoscimento dai/dalle
partecipanti al corteo che hanno festosamente preso parte in centinaia.
Ma la conclusione del pride per noi è stata inverosimile: l’area del palco
(backstage lo chiama il Direttivo Comitato Bologna Pride), cioè l’area
interna del palco, delimitata da transenne, era “protetta” da volontari/e
insieme a poliziotti, alcuni in divisa, altri (avremmo scoperto in seguito)
in borghese, presenza che, se non è stata richiesta dal Comitato Bologna
Pride, è stata da questo per lo meno avallata. Questo in una manifestazione
politica non si era mai visto movimenti: la sicurezza interna gestita dalla
polizia di stato. E questa è stata la prima causa di quello che Aurelio
Mancuso sul palco (evidentemente senza crederci) definiva il terribile
“malinteso” che ha fatto fermare e ammanettare Graziella Bertozzo, leader
storica del nostro movimento certo (lo rivendichiamo a lettere chiarissime)
e riconosciuta come tale da tutte/i (o quasi), ma che non ha assolutamente
usato la sua storia per presentarsi nell’area palco: Graziella stava
partecipando ad un’azione di comunicazione politica con altri/e compagni e
compagne che voleva esprimere il dissenso di cui sopra. Le altre e gli altri
“si sono intrufolati/e” tranquillamente mentre Graziella (che non aveva
certo chiesto niente a Porpora Marcasciano visto che in quel momento teneva
il suo intervento e con la quale in precedenza aveva parlato – essendo
compagne di percorso - ma certo non le aveva chiesto il permesso per salire
su un palco di cui Porpora non aveva la gestione). Rimane da capire la
ragione per la quale solo la persona più rappresentativa di Facciamo Breccia
sia stata fermata all’ingresso del palco, mentre le altre venivano lasciate
passare. Inoltre Facciamo Breccia non attacca nessuna volontaria ma condanna
fortemente il ruolo della polizia sul palco ed il fatto che sia stata
chiamata per risolvere un dissidio politico, rifiutando ripetutamente, anche
di fronte a esplicita richiesta di attivisti/e di Facciamo Breccia, di
evitare il fermo di polizia. Chi ha scelto questa modalità? Chi non ha colto
l’occasione offerta da Facciamo Breccia con il comunicato reso pubblico in
data 29 giugno di agire tutte/i per evitare di fare di Graziella un capro
espiatorio di un conflitto tutto politico, e sta invece cercando di farla
finire strumentalmente in tribunale invece di riportare il dibattito sul
piano politico? Il Comitato Bologna Pride, che ha già finito il suo
“processo” ascoltando “alcuni diretti interessati, testimoni oculari del
fatto”. Non certo “la condannata” Graziella Bertozzo… A questo punto la
responsabilità è chiara e dichiarata. E’ questa riteniamo che sia il
risvolto più vergognoso della vicenda: l’attacco ad una persona, una
lesbica, un’attivista in carne ed ossa, cercando di screditarla, diffondendo
calunnie, usando contro di lei tutte le armi che la repressione ha sempre
usato contro le lesbiche e le donne in generale: l’accusa di isterica
violenta. E così è stata consegnata una componente del nostro movimento alla
polizia, una lesbica dichiarata in mani a poliziotti che non hanno certo
tardato, com’era presumibile, a cercare di piegarla psicologicamente e
fisicamente. A Graziella oltretutto è stata tesa una trappola: un uomo in
borghese che mai si è qualificato l’ha aggredita, lei ha cercato con le sue
forze di non farsi prendere, non sapendo che fosse un pubblico ufficiale,
come qualunque donna nelle mani di un uomo che l’aggredisce avrebbe fatto.
Quindi non esiste nessuna resistenza a pubblico ufficiale né tanto meno
esistono le lesioni visto che il sedicente lesionato è stato visto da decine
di testimoni pronti/e a testimoniare sul palco e fuori prendere di peso
Graziella e camminare tranquillamente prima e dopo il fermo. Le altre e gli
altri di Facciamo Breccia hanno dovuto insistere accoratamente perché il
terribile fatto fosse annunciato sul palco e per sapere dove era stata
portata, davanti a esponenti del Comitato Bologna Pride e di Arcigay che
continuavano a rispondere che se l’avevano fermata (quando loro stessi
avevano chiesto il fermo additandola come pericolosa) sicuramente aveva
fatto qualcosa di male, con la stessa logica che porta molti a dire che se
una donna è stata violentata qualcosa avrà fatto, se lo sarà meritato, se lo
sarà cercato.
Facciamo notare che tra le firme del Comitato Bologna Pride manca quella di
una delle tre portavoci, Marcella Di Folco, che non ha sottoscritto il
documento, oltre, ovviamente, a quelle di tutte le realtà aderenti al
Comitato stesso che non fanno parte del Direttivo.
Non abbiamo, invece, niente da aggiungere riguardo al comunicato di *Aurelio
Mancuso, Presidente nazionale Arcigay e di Francesca Polo, Presidente
nazionale Arcilesbica visto che si tratta solo di un lungo elenco di falsità
e diffamazioni, caso mai da dirimere a mezzo querela visto che questo sembra
essere il piano scelto dalle due associazioni nazionali. Facciamo Breccia
viene screditata perché ha da sempre avuto il coraggio di rendere nota la
lotta verso quelle nicchie di privilegio di cui certe associazioni si
nutrono e sopravvivono. Accusare Facciamo Breccia di violenza, maschilismo e
slealtà è solo una ridicola baggianata (dimostrata tra l’altro dagli ottimi
rapporti istaurati con gli organizzatori e le organizzatrici di tutti gli
altri pride), che dovrebbe solo far arrossire chi lo scrive. Semmai ci
appelliamo a tutte le socie ed i soci di Arcigay e Arcilesbica e i loro
circoli perché si dissocino da tali infamie. Speriamo invece che queste
associazioni dimostrino altrettanta violenza alla prossima aggressione
omofoba e fascista di quanta ne hanno dimostrata nel loro comunicato contro
Facciamo Breccia, dato che siamo sicure/i che la tradizionale piagnulocosità
che dimostrano in tali occasioni non sia utile.***
Noi siamo tutte/i con Graziella insieme a centinaia di donne, uomini,
lesbiche, gay, trans, femministe, attivisti/e e soggettività politiche,
oltre che a decine di testimoni oculari come dimostrano le molte mail di
solidarietà arrivate a Graziella, e consultabili sul sito
www.facciamobreccia.org
Noi abbiamo scelto la politica, le pratiche di movimento e di non abbassarci
mai all’uso del paradigma securitario né tanto meno alla rinuncia della
politica e dell’azione in nome dello stato di polizia.
Coordinamento Facciamo Breccia.
PaolaM
02 lug 2008 - 03:14 - #20Caro Massimo Mele,
sono Paola. Una delle ragazze volontarie che, a tuo parere, avrebbero brutalmente aggredito Graziella senza motivo.
Forse eri troppo intento a riderci in faccia, invece di invitare Graziella a calmarsi e a cercare di sedare la situazione, da persona che avrebbe potuto farlo.
La falsità delle cose che dici è raccapricciante. A Graziella e a te è stata data attenzione e ascolto (prima che cercaste di entrare a tutti i costi con modalità perlomeno discutibili sul piano della civiltà).
Avete chiesto di parlare con Porpora Marcasciano e io stessa l’ho condotta davanti a voi… o questo non lo ricordi?
Non so cosa vi siate detti con lei, perché non origlio le conversazioni altrui (ero una volontaria e non una della CIA). Fatto sta che Porpora avrebbe potuto chiedere a noi, o a qualcuno del comitato, di farvi entrare (magari senza striscione -tanto su ce n’era già un altro bello che pronto). Di tempo prima del suo intervento ce n’era a sufficienza per chiedere a chiunque.
Perché non lo ha fatto? Questo tu me lo sai dire?
Dopo tale conversazione tu e Graziella non vi siete nemmeno più rivolti a noi per entrare, ma avete iniziato a confabulare tra di voi (non sono mica cieca) e avete chiesto alle due donne davanti a voi di poter esporre lo striscione. Dopo che io ho domandato a queste due tizie cosa aveste loro chiesto vi ho invitati, con toni civili mi sembra, ad appenderlo in un altro posto visibile, ma che non implicasse l’ingresso nell’area del palco (io lo facevo per motivi di sicurezza). Vi ho suggerito il camion che stava alla sinistra del palco, ma evidentemente non lo avete ritenuto adeguato.
Avete invece atteso che venisse annunciato l’intervento di Porpora per intrufolarvi da un buco nel transennamento e, nonostante i ripetuti inviti da parte mia e di altri 2 (mica 20) volontari, da me chiamati perché sapevo che non sarei stata in grado di fronteggiare da sola la situazione, ad uscire, Graziella ha imposto una certa animosità al suo voler passare a tutti i costi.
Tu ti sei fermato, ma non hai proprio fatto un bel niente per aiutarci, a parte consigliarci di farla passare e che lei era la Bertozzo e via dicendo.
Nessuno di noi l’ha buttata a terra, non volontariamente comunque, anche perché sapevamo benissimo a cosa saremmo andati incontro se l’avessimo picchiata, e anche perché è nostra idea condivisa che la violenza sia la peggiore delle armi.
(potreste informarvi sulla collaborazione dei volontari con le sexy shock per la promozione delle macho free zone in discoteca).
Nonostante i nostri inviti ad uscire e nonostante la stessimo informando che, se avesso continuato a cercare di sfondarci, avremmo dovuto chiamare la polizia, siamo stati scherniti.
Travolti dalla situazione abbiamo chiesto aiuto ed è venuta la polizia, fra l’altro restia in un primo momento ad intervenire.
Anche i poliziotti in un primo momento hanno cercato di calmare Graziella, e non di malmenarla, ma il loro arrivo deve invece averla fatta arrabbiare ancora di più, perché ha iniziato a dimenarsi in modo più deciso.
Alla fine c’è stata una colluttazione con un poliziotto in borghese, e nemmeno noi sapevamo fosse un poliziotto, e un tristissimo arresto che si sarebbe potuto benissimo evitare se le persone avessero parlato invece di agire.
Alla fine ci sono stati tanti insulti verso una volontaria di 19 anni (non la sottoscritta), ci sono stati gli schiaffi al segretario Arcigay e tante altre brutture che proseguono con i vari comunicati che sembrano più che altro dichiarazioni di guerra reciproche.
Trovo triste e raccapricciante la strumentalizzazione che si sta facendo dell’episodio, e trovo ancora più triste che il movimento tutto, invece di chianare la testa, vergognandosi davanti allo schifo che sta mostrando di sè, e fare un bell’esame di coscienza cercando anche il dialogo, si ostini a proseguire un’inutile e controproducente sassaiola mediatica.
I dissidi tra i vari gruppi, di molto precedenti il 28 giungo, avrebbero richiesto una risoluzione prima di quella data, e non i modi che sono stati usati per prendere la parola da quel palco.
Comunque nulla giustifica le balle che stai riportando su questo blog (e altri?) circa i fatti accaduti.
Penso che se avessimo trattato Graziella come dici tu, al momento staremmo facendo i conti con una bella (e giustificata) denuncia.
Paola Montermini
Massimo Mele
02 lug 2008 - 10:55 - #21Cara paola, finalmente le persone hanno un nome. Sono contento di poterti parlare direttamente, con il senno del poi, senza l´apprensione e l´isteria del momento. Se tu ci avessi davvero detto, o forse se io l´avessi sentito, di appendere lo striscione sul camion al quale poi si é aggrappata Graziella credo proprio che l´avrei fatto. Se tu sei la ragazza con cui io ho parlato, sai che io dall´inizio mi sono presentato e ti ho detto onestamente cosa volevamo fare. Non mi sembrava una cosa cosí politicamente allucinante. Dici che io ridevo, ma non é vero. Sorridevo della furia con cui cercavate di fermare Graziella e se ti ricordi ti ho anche detto “fatela passare, é Graziella Bertozzo, va sul palco con gli altri e finisce tutto lí”. A me salire, alla fine, non interessava piú. L´avrei fatto con gioia come con gioia ho fatto la manifestazione, ma quando ho visto la vostra reazione mi sono sentito un intruso, un semplice fastidio da risolvere. Graziella é testarda e tu penso lo sappia, e non sopportava l´idea di essere scaraventata fuori da un palco che sentiva anche suo. Non vi ha aggredite, né a voi né agli sbirri. Era semplicemente appesa allo specchietto retrovisore mentre in 5 o 6 la tiravate da tutte le parti. Si é dimenata, visto che venire tirata insieme per braccia e gambe fa male, tanto piú se hai la sua struttura fisica, che sicuramente non é la tua. Anzi, tu da sola potevi bloccarla, visto che sei il doppio di lei. Ti chiedo davvero con voglia di capire: perché chiamare la polizia? Io non facevo granché e lei era appesa ad uno specchietto: dove stava il problema di ordine pubblico? Trovi davvero accettabile che il coordinamento Pride scrive che eravamo in tanti e che abbiamo assunto atteggiamenti offensivi e violenti? Io lo trovo diffamatorio. Non ho toccato nessuno, nemmeno sfiorato e oltre a me e Graziella non c´era nessun altro e lo sai bene. Davvero vuoi sostenere che Graziella ti ha aggredito? basterebbe mettervi una di fianco all´altra per capire che NON é possibile. Sei il doppio di lei e ti basterebbe toccarla per farla a pezzi. Da ultimo, anche se non so se tu l´hai sentito, ma vedere la tua faccia tronfia, forse a tratti anche spaventata lo ammetto, mentre portavano via Graziella imprecando contro i froci, mi ha fatto veramente malissimo. Ma questo, forse, spero, tu non l´hai sentito. Ma sicuramente hai visto il poliziotto in borghese, quello del ginocchio rotto, che portava via Graziella correndo. Alomeno questo, se hai un minimo di dignitá e orgoglio lesbico, ammettilo. Graziella per quella balla di uno sbirro rischia una condanna. Non mi sembra il caso. Per il resto io sono apertissimo ad un incontro e ad un confronto in cui si cerchi di ragionare su quanto é successo e ridimensionare il tutto, perché di una sciocchezza si é trattato. Ma prima, e piú importante di tutto, bisogna cancellare la denuncia contro Graziella, una nostra e VOSTRA compagna.
Paola Montermini
02 lug 2008 - 12:30 - #22Caro Massimo,
secondo me tu mi confondi con un’altra volontaria presente.
La mia struttura fisica non è molto diversa da quella di Graziella e la mia faccia diventa tronfia e gonfia solo quando canto a squarciagola sotto la doccia.
Sono quella che vi ha portato giù la Porpora, la prima volontaria con cui avete parlato, e quella a cui avreste potuto benissimo chiedere di parlare con qualcun altro per poter entrare, e non chiederlo solo quando ormai eravate entrati con un fare piuttosto discutibile e, a mio avvisto (visto il vostro parlottare tra di voi e con le due persone davanti a voi) premeditato.
Avreste potuto agire in mille modi diversi, e questo tu lo sai bene.
Mi dispiace che tu non abbia sentito il mio consiglio (a me era sembrato di sì ma, nella confusione, posso anche ammettere di essermi sbagliata).
Si è arrivati ad uno scontro evitabilissimo e non puoi dirmi che avete fatto tutto il possibile per evitarlo.
Io non so, e non penso nemmeno fosse quello il momento di dirimere la questione, di tutte le fratture e degli attriti tra Arcigay, comitato Pride e Facciamo Breccia. So che a me sembrano più deleteri che altro.
Era una giornata festosa e pacifica, e io non avevo proprio voglia di litigare con nessuno.
Sono andata su e giù da quelle scale per un bel po’ di volte, perché c’era questo che voleva parlare con quella, quell’altra che voleva dare un bigliettino alla Luxuria. Mi sono resa disponibile con tutti, a rischio di andare a scocciare chi stava lavorando sopra e magari prendermi una rispostaccia. Ma mi sembrava corretto.
Così ho fatto con voi, sono andata a chiamare Porpora. Non poteva chiedere lei di farvi entrare? A questo non mi hai ancora risposto.
Il comitato Pride ha scritto che eravate in tanti perché, dopo l’arresto, un sacco di gente, giustamente indignata (per come hanno visto le cose loro) si è accanita contro i volontari, contro il comitato ecc… ed erano piuttosto incavolate. Tanto che sono volate anche delle sberle.
La mia collega, quella a cui ti riferisci immagino, penso fosse esasperata da una situazione che non credeva di dover affrontare e per cui era evidentementi impreparata (non che io invece sia avvezza). E’ molto più giovane di me e credo che abbia tirato fuori tutta la sua frustrazione. Un po’ come ha fatto Graziella cercando di passarci oltre in tutti i modi.
Da quando avete parlato con Porpora a quando siete entrati è passato almeno un quarto d’ora. Non vi è venuto in mente di fare niente altro in quel lasso di tempo?
Io sono più che disposta al dialogo e sono addolorata per il trattamento che Graziella ha dovuto poi subire.
Credo di essere stata piuttosto onesta nel parlare di quello che ho vissuto, ma sono anche disposta ad ammettere eventuali errori. Non mi trincero dietro a ideologie o bandiere. Sono una lesbica, sono un’attivista a mio modo, sono una volontaria e sono tanto frustrata da questo episodio.
Ma non sarò mai scoraggiata.
Paola Montermini
Massimo Mele
02 lug 2008 - 12:43 - #23Ok, ti ringrazio della risposta. Riguardo a Porpora, ci siamo detti semplicemente che avevamo lo striscione e lei ci ha detto che ce n´era giá uno sul palco. Quando parlottavamo era perché stavamo decidendo di lasciare lo striscione che avevo io in mano e unirci semplicemente agli altri, tutto qui. Porpora non aveva la gestione del palco e non le abbiamo chiesto il permesso di entrare, solo cercato di capire che cosa si era organizzato (lo srotolamento dietro di lei di cui noi non eravamo a conoscenza, questo per farti capire quanta fosse la premeditazione). Alle due ragazze che avevamo davanti abbiamo detto chi eravamo e cosa volevamo fare in modo tale che si spostassero e ci lasciassero il varco per passare. Comunque le tue parole sono preziose, riguardo il poliziotto che nessuno di noi sapeva essere tale. Ho anche appena visto un video dell´arresto dove il poliziotto cammina piuttosto spedito. Bé, altro che menisco rotto! Ora spero davvero che si riesca in qualche modo a ritrovare la strada del dialogo. Anche per me era stata una bella giornata. Noi del MOS eravamo tanti, circa una quarantina ed é stato tutto molto divertente … fino a lá.
PS: la volontaria a cui io ho detto tutto non é molto alta, piuttosto robusta, giovane, capelli neri e corti. Chi fosse non lo so. Forse aveva un orecchino al naso, ma non sono sicurissimo
Paola Montermini
02 lug 2008 - 13:16 - #24Sì ma quello che dico io è che Porpora avrebbe potuto chiedere a qualcuno del comitato di intercedere per voi per farvi entrare. E cmq quando siete entrati lo avete fatto con lo striscione in mano… se non sbaglio lo tenevi in mano tu.
Il problema è che anche se mi avete detto chi eravate io non potevo farvi passare.
Il poliziotto in borghese, per quanto nemmeno io condivida un intervento simile, non era da solo. I primi ad arrivare erano in divisa. Io non avrei mai lasciato Graziella nelle mani di uno in borghese. Non volevo casini, mi sembra ovvio.
La Volontaria che ricordi tu è l’altra ragazza che era con me. Io sono la prima con cui avete parlato.
Paola
Manifestante
02 lug 2008 - 13:28 - #25Io sono un semplice manifestante di quel giorno (”privato” e in nessun modo collegato ai gruppi) e, per quanto valga, ripeto l’inquietudine per quello che è successo.
Noto una certa sproporzione in questa diatriba (uso un eufemismo) soprattutto da parte del comitato (o meglio della sua componente più, giustamente, potente e direttiva).
Sarà anche vera una certa animosità di Facciamobreccia (che comunque, da spettatore, mi pare una delle pochissime realtà a spendersi e spendersi in tante occasioni), ma erano tanto le realtà quel giorno non meno variegate; non vorrei che tutti i volontari del pride ora siano strumentalizzati dai loro “padroni” (ironicamente, ma magari capi e capetti per pararsi il sedere e la posizione enfatizzano lo scontro).
Chiedo comunque anche a Facciamobreccia di comprendere che da situazioni così belle e complesse come il pride non si può pretendere una organizzazione certosina che preveda tutto: è una festa, un marasma anche, e tutti dovrebbero mettere il proprio senso di responsabilità. Sono quelle tipiche situazioni in cui ognuno ha messo la sua piccola dose di stupidità e/o approssimazione.
resta solo un fatto: l’esito di una partecipante (voglio usare questo termine al posto di militante) al pride portata via a forza dalla polizia è aberrante. Non doveva semplicemente accadere.
Quando poi leggo su vari blog che è una “alcolizzata, vecchia isterica, impazzita” mi chiedo che dignità abbiano coloro che scrivono queste cose.
Le dichiarazioni, poi, di Benedino che alludono al riprorevole tasso acolico del pride, sono loro stesse riprorevoli.
Concludo: nei comunicati del comitato e/o arcigay si stigmatizza l’operato di facciamobreccia in toto, dipingendola come una associazione notoriamente e sempre violenta: come potete appoggiare simili stupidaggini? Si nota un livore che non so se sia pregiudizievole o di comodo a cose fatte.
Poi, vi faccio una domanda da gay: ditemi se tutto questo problema è vostro (intenso come associazioni) o riguarda anche il “popolino” come me, perchè ho l’impressione che vi sfugga (a tutti) cosa possiamo pensare.
E’ vero che veemenza e “violenza” non portano lontano e sono sgradevoli, ma qualcuno si chieda anche come ci si sente a vivere nell’atmosfera ammorbante di questi tempi, dove anche la sinistra “progressista” (sic!) sembra rifiutare ogni sbavatura sopra le righe. Un ecumenismo che non è realmente l’accoglimento di tutti, ma una asfittica palude dove mediocrizzare tutto.
Un caro saluto.
calci-in-culo
03 lug 2008 - 06:49 - #26La Bertozzo è stata un’incivile violenta,chi c’era puo’ confermare e non ci si firma perchè già detto, la mafia non esiste solo in Sicilia…….
Manifestante
03 lug 2008 - 07:00 - #27Tirare in ballo mafia…..è molto….mafioso!
calci-in-culo
03 lug 2008 - 09:15 - #28semmai il contrario….. non dirmi che le mafie gay a Bologna non esistono
Emanuele PO
03 lug 2008 - 10:18 - #29Non mi risulta che Facciamo Breccia abbia locali che figurano come circoli culturali o soci che fanno una tessera associativa per poter aver accesso ai suddetti locali, ma che poi magicamente figurano come soci attivi … bel giochino!! Questa come chiamarla? Co-dipendenza? Un locale per essere com’è deve risultare un circolo privato, altrimenti non vi si potrebbe far sesso no? Ed Arcigay abbisogna di sbandierare tanti soci per fingere d’essere la grande associazione che raccoglie tutti i gay e da un po’ anche le lesbiche (allora che cosa è Arcilesbica?). Questo è davvero un bel giochino.
Per il resto i timori per Facciamo Breccia sono pura e semplice fantasia, il tentativo di criminalizzare una parte del Movimento GLBT che non dialoga con gli Itali di turno, che di laicità ne ha sempre parlato, anche quando la dirigenza Arcigay ne parlava davvero poco.
Associare Facciamo Breccia alla mafia è gravemente offensivo, mistificante ed infantile. Il legame invece fra Arcigay ed i locali è evidente, basta aprire un qualsiasi Pegaso e contare i circoli culturali ed i locali, basta paragonare i numeri dei soci attivi a quelli di chi fa uso dei locali e basta, questo è un fatto concreto.
Di Italo si può avere paura, non certo di Facciamo Breccia e delle realtà bolognesi che vi partecipano … fatemi e fateci ridere suvvia!!!
Massimo Mele
03 lug 2008 - 12:55 - #30Dai, ma perché vi arrabiate con calci-in-culo, giá dal nome si capisce che é solo uno sfigato masochista e anche un pó vigliacco. Magari é proprio Italo. Si sa che i nazi sono estremamente vigliacchi, fanno gli splendidi solo quando sono in gruppo. Scrivere il proprio nome é un´assunzione di responsabilitá e una dimostrazione di orgoglio. Chi non lo fa per me non esiste, perché quello che scrive non é verificabile.
calci-in-culo
03 lug 2008 - 15:30 - #31IO mi riferivo a Arci…. le pasticche e la roba che gira al Cassero… he he he… vi trema il culo?
Astrid M.
04 lug 2008 - 14:38 - #32Volevo delle delucidazioni da Massimo Mele su cosa intende precisamente quando afferma che il suo non era “riso” ma un “sorriso” durante i tentativi di noi volontari di rimandare Graziella oltre le transenne (perchè io mi sono sentita presa per il culo da quel sorriso) e cosa intende per “Potrei dire che una volontaria mentre era carponi le ha preso la testa e la ha sbattuta violentemente a terra.”.
Ringrazio la mia mogliettina,
L’altra volontaria…quella tronfia. -.-”
graziano cristini
05 lug 2008 - 16:31 - #33A margine della diatriba che si è sviluppata dopo il Pride, mi premeva lasciare il mio piccolo contributo.
Spero che Facciamo Breccia venga spazzata via dalla faccia della Terra il più presto possibile.
E vi spiego perchè.
Non è che una scoria di un’epoca passata, un residuo bellico che danneggia il cammino di tutta la comunita’ verso il riconoscimento dei propri sacrosanti diritti. Non è in grado di gestire eventi di massa come il Pride, perchè in fondo non li capisce. E ne vediamo tutti le conseguenze. L’azione effettuata a Roma in cui alcuni militanti hanno occupato Piazza San Pietro mi ricorda altri e ben più tragici fatti avvenuti molti anni prima in quella stessa piazza.
E’ questo il problema: sono rimasti a vent’anni fa. Adesso, seppur lentamente e con grandi diffcolta’ la societa’ italiana è molto cambiata ed è più aperta nei confronti degli omosessuali. Azioni del genere ci allontanano dalla societa’ di cui vogliamo far parte pienamente, ci autoescludono.
Queste azioni folli ed autolesioniste sono perpretarate al solo scopo di dare visibilita’ a chi le commette e nocumento all’intero movimento. Non sono che l’estremo tentativo di un agonizzante che cerca disperatamente di restare a galla. Facciamo Breccia continua a demonizzare il Papa perchè sa che finchè ci sara’ un nemico da combattere, allora ci sara’ anche una ragione che ne giustifichi l’esistenza.
La strada giusta non è questa, ma passa attraverso la nostra visibilita’ nella vita di tutti i giorni, nel condividere le nostre istanze con fasce sempre più ampie della cosiddetta societa’ civile.
Invito i militanti di Facciamo Breccia ad uscire per strada a sorridere alla gente, a stringere le mani di tutti, senza idee preconcette e demonizzazioni ideologiche.
E’ questo che ha portato 200.000 persone per le strade di Roma e Bologna a dichiarare al mondo di essere orgogliosamente gay. E saremmo potuti essere molti di più se le loro gesta non facessero da triste corollario a quella che deve essere prima di tutto una festa.
Graziano
Emanuele PO
07 lug 2008 - 09:36 - #34Difficile stabilire quante persone siano scese in piazza grazie a Facciamo Breccia e quante grazie ad Arcigay, o quante persone portano avanti associazioni e gruppi riconoscendosi in Facciamo Breccia e quante sono invece le persone che attivamente portano avanti i circoli culturali Arcigay. Non capisco il perchè dell’accanirsi a decretare sbagliata la modalità di Facciamo Breccia, non per discutere e confrontarsi, ma per affermare che la sua sola esistenza sarebe causa di fratture … E allora cosa dovrebbero fare le tante associazioni e i tanti gruppi che vi hanno aderito ed aderiscono? Non è l’alternativa ad Arcigay, ma se personalmente non mi trovo ad essere d’accordo con parecchie cose in Arcigay … solo per questo devo sentirmi “obsoleto”? Ritengo che al pari della politica non si possa immaginare e quindi pretendere che tutte le lesbiche, i gay, le/i bisessuli, le/i trans magicamente si ritrovino in un’unica voce e che questa sia quella di Arcigay. In ogni paese non esiste una sola associazione, neppure in Spagna!!
Personalmente con Italo non ci dialogo, parlaci tu prima che ti faccia la pelle col suo gruppo di nazifascisti, e questo non è un elemento irrilevante. L’antifascismo è un valore, ed il fascismo è anche Italo, non si tratta d’un simpatico puraido, ma dell’idea demenziale che bisogna includere tutto.
Quell’includere tutto che però vorrebbe poi cancellare, cancellarmi, togliere di mezzo, come affermato da Graziano, la mia peculiarità.
Ed invece desidero continuare ad essere un gay che pensa che in Italia non si sta tutto sommato bene perchè non ho ancora i miei diritti, che il papa è un nemico reale, ma con lui tutto lo stato estero del Vaticano, che la politica italiano (non solo di Destra) tutti i giorni cede qualcosa, che il crocifisso appeso nei luoghi pubblici non lo voglio, che la Chiesa deve pagare l’ICI, che l’ora di religione deve sparire, che la legge 40 fa schifo e va eleminata, che non si può assolutamente dialogare con chi vorrebbe rendere l’utero della donna meno di proprietà della donna stessa togliendolo alla sua autodeterminazione, che è assurdo stare assieme a chi nega i miei diritti continuando a sostenere che dovrei “guarire” e preferisce mettersi un bel cilicio (Binetti - PD), oppure organizza un convegno sulla famiglia e mi esclude (Bindi - PD).
Non sono “laicista” sono laico e l’Italia non è lo stato della Chiesa cattolica, pertanto non ci può essere dialogo con chi opera concretamente tutti i giorni per negarmi l’esitenza.
Facciamo Breccia per caso ritiene che anche Graziano debba manifestare nella stessa maniera?
Penserei di no, nessuna/o ha mai pensato di eliminare chi politicamente nel Movimento aveva ed ha preferenze politiche (perchè di fatto questo è) differenti, ma allo stesso tempo la mia richiesta è di smettere di pretendere una voce unica!!
Ho partecipato a tutte le edizioni di NO VAT e la gente è sempre stata sorridente, forse tu, Graziano, non c’eri e non lo sai.
Quando parli di fasce più ampie vorresti dire che secondo te la sorte di Facciamo Breccia dovrebbe essere simile a quella de La Sinistra?
Staremo a vedere, penso che un’unica ricetta non funzioni e che tutte e tutti abbiano il diritto di cercare nel PD un possibile referente politico, che secondo me non sarà mai viste le sue componenti omofobe e cattopapiste. Per non parlare poi di chi cerca a Destra risposte che ancora meno vedrà, ma chi sono io per dire … “siete matti/e”? L’unica cosa che mi interessa è poter continuare a portare avanti i miei ideali, nella realtà che più mi sembra li condivida …
ciao ciao
Marta presente all'accaduto
07 lug 2008 - 10:51 - #35Non sopporto più questi sopravvissuti e male a certa politica degli anni ‘70 che nelle sue espressioni peggiori doveva mettere il suo cappelletto a ogni manifestazione dei movimenti. Facciamo breccia è uno schifo da anni non fa che violenza verbale o fisica verso chiunque non condivida la loro stupida battaglia. La laicità sta a facciamo breccia come il papa sta alla lotta di liberazione dei diritti di lesbiche gay trans e tutte e tutti i discriminati. Ma sbattiamoli fuori civilmente anche dai nostri pensieri! Con loro è tutto tempo perso e battaglie politiche ancor più. Basta co sti deficienti
Emanuele PO
07 lug 2008 - 14:18 - #36“Facciamo breccia è uno schifo da anni non fa che violenza verbale o fisica verso chiunque non condivida la loro stupida battaglia.”
Un tantino pesante Marta no? Hai ragione era meglio Italo … sei sicura di non sbagliare Facciamo Breccia con Forza Nuova?
La “stupida battaglia” è la stessa che portano avanti altri ed altre … se poi intendi opporsi alle ingerenze vaticane … libera di offrire una ricetta migliore e maggiormente efficace, io tengo la mia e a me NO VAT sta bene, nessun problema se tu non lo condividi … non è obbligatorio, perchè vorresti invece eliminare me?
“Ma sbattiamoli fuori civilmente”
Cioè?
“Basta co sti deficient”
Grazie … libero di essere un deficient …
Emanuele
Facciamo Breccia
27 giu 2009 - 12:20 - #37A circa un anno dai fatti del Pride di Bologna del 28 giugno 2008 , in seguito ai quali veniva fermata, Graziella Bertozzo, attivista storica del movimento lgbtiq, ha ricevuto notizia dell´archiviazione delle accuse nei suoi confronti. L´attivista di Facciamo Breccia aveva l’intenzione di esporre, assieme ad altri/e compagni/e della rete, sul palco del Pride uno striscione con la scritta “28 giugno 1982. Indietro non si torna. Facciamo Breccia” per ricordare la “presa” del Cassero di Porta Saragozza, uno dei momenti fondativi del movimento lgbt italiano, ed era stata bloccata da volontarie del Comitato Pride e da un agente in borghese e in seguito ammanettata e portata incomprensibilmente in questura, indagata per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni finalizzate alla resistenza, rischiando così alcuni anni di carcere.
Ringraziamo anzitutto gruppi, associazioni e singoli/e che hanno espresso solidarietà a Graziella e a Facciamo Breccia e condiviso le spese legali mentre esprimiamo amarezza per chi, avendo già anticipato una sentenza colpevolista o solertemente fornito alle forze dell´ordine dichiarazioni spontanee e pubbliche a carico della supposta colpevolezza di Graziella, non voglia nemmeno oggi ricredersi.
Facciamo Breccia non può che accogliere con sollievo la notizia dell’archiviazione, anzitutto per la vita di Graziella, rivendicando contestualmente le nostre pratiche di lotta gestite sui concetti di autodeterminazione, costruzione dal basso e orizzontale e rifiuto del rpincipio di rappresentanza, non per questo violente o prevaricatrici come rischiano di suggerire striscianti tentativi di criminalizzazione.
Coordinamento Facciamo Breccia