Gerusalemme, Gay Pride senza seri scontri

Si è conclusa pacificamente a Gerusalemme la manifestazione che ha sostituito all'ultimo minuto il World Gay Pride che doveva essere celebrato nella Città Santa.

Circa quattromila persone hanno partecipato all'evento, scortate da tremila poliziotti, ma invece di manifestare liberamente per le vie della città (quello che sarebbe in realtà un vero Pride) sono dovute rimanere al chiuso, in un'area ben delimitata, lontano dai rabbini ortodossi e da tutti quelli che hanno tentato, riuscendoci, di bloccare una manifestazione libera in un paese democratico.

Nonostante una sentenza della Corte Suprema, gli scontri fra Israele e Palestinesi e gli interventi della Chiesa cattolica, dei rabbini e delle autorità musulmane sono riusciti a impedire un corteo già autorizzato. Un gruppo di gay, lesbiche e transgender che avevano provato a manifestare per strada è stato bloccato dalle forze dell'ordine.

Com'è distante quella Gerusalemme "Regno dei cieli", retta da Baldovino IV e sede pacifica di musulmani, ebrei e cristiani. Nella Gerusalemme di oggi le minoranze, soprattutto quelle sgradite alla religione, devono restare nascoste.

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