È da un paio di settimane in libreria l’opera prima di Claudia Mauri dal titolo Come diventare gay in cinque settimane. Un libro ironico e intelligente per chi è sicuro di non essere gay, per chi è certo di non conoscerne, ma anche per chi gay lo è e vuole sapere come gli altri lo vedono. Un ottimo prontuario da mettere in valigia per le ferie: se non sarà utile a voi potreste prestarlo a qualche amico… e magari lo rimorchiate! Ecco una breve intervista che abbiamo fatto a Claudia Mauri.
Una curiosità: come mai definisci il tuo libro “accademico”?
“Accademico” mi è piaciuto perché nobilita un testo che dovrebbe essere apparentemente solo umoristico. In realtà, però, non è neppure una mera questione di satira: leggendo tra le righe si può scoprire qualcosa su un argomento di cui troppi parlano e su cui troppo pochi riflettono davvero. Giocare di ironia ed umorismo aiuta le persone a mettere a disposizione la loro intelligenza ed il loro tempo. Un vero “testo accademico”, tipo: La permeabilità sociale nell’Italia del XXI secolo rispetto all’omosessualità: problematiche, stereotipi e retaggio culturale sarebbe letto da venti persone. E invece bisogna parlarne.
Brevemente, ci illustri il programma delle cinque settimane per diventare gay?
Le cinque settimane scandiscono cinque momenti inevitabili nell’ipotetico passaggio da etero a gay: come ti vesti, parli e ti muovi; che lavoro fai, che sport pratichi e dove vai in vacanza; com’è il primo appuntamento, cioè come te lo procuri e cosa succede; com’è svelarsi con gli amici e sul lavoro; ed infine, cosa succede in famiglia. Bene o male, ci passano tutti.
Perché proprio cinque settimane?
In cinque settimane impari i rudimenti di tutto: ikebana, corsi di cucina, tango argentino… se hai del talento qualcosa viene fuori. Se in cinque settimane non ce la fai, allora sei etero. Sei condannato a farti la mille miglia per negozi con la tua fidanzata, o a guardarti tutte le coppe e coppette di calcio con il tuo ragazzo. Scherzi a parte, sono un escamotage per vivere quei cinque momenti di passaggio: le prime due settimane sono per lo più un volo radente sugli stereotipi, e sulle differenze tra gay ed etero. Le ultime tre sono sempre viste in chiave ironica ma fanno pensare un po’ di più, e dovrebbero aiutare gay ed etero a guardare cosa succede all’altro in modo più distaccato, obiettivo.
La cosa più curiosa che hai notato nella stesura del tuo testo?
Credo sia la differente percezione di gay e lesbiche nell’immaginario collettivo. Esiste un cliché di maschio gay, che viene spacciato continuamente nei film, come Il matrimonio del mio migliore amico, Will & Grace e via dicendo. L’identità delle donne gay è ancora confusa, difficile da gestire. In Italia non c’è una Ellen DeGeneres, eppure servirebbe…
So che sei golosa di marmellate… ci consigli un dolce che potrebbe essere utile per accompagnare la lettura del tuo libro?
Qualcosa che non vada di traverso. Si ride molto. Io nella mia marmellata di castagne metto del rum e/o del cacao. Una goduria.
Domanda che avrei dovuto farti all’inizio: ci racconti qualcosa di te?
In parte sono simile allo stereotipo che descrivo. Faccio tanto sport, vacanze faticose, sono molto cerebrale, e forse ho un pessimo carattere… Ma non sono mai stata così orgogliosa di quello che sono, fino a quando non ho avuto la possibilità di difenderlo con questo libretto. Rido, ma non scherzo.
costarom
02 lug 2008 - 12:15 - #1io per fortuna non ho bisogno di libri mi già naturale
Sjultz
02 lug 2008 - 13:00 - #2L’ho letto tre settimane fa: avevo le lacrime agli occhi per il ridere!
Un libretto assolutamente fresco e divertente!!!
vime
03 lug 2008 - 00:44 - #3E’ ovviamente un libretto ironico, si vede anche dalla copertina.
Ma per gli ignoranti non sarà un’incentivo a pensare che si può “scegliere” se essere gay o meno?
Astrix
03 lug 2008 - 14:07 - #4ottimo! mi incuriosiscono sempre molto questi libri e mi piace leggerli! grazie per la segnalazione!