Gay Pride di Roma e Milano: alcune considerazioni

Una coppia al Roma Pride 2008Con le sfilate di Roma e Milano è iniziato il periodo dei pride in Italia che culminerà il 28 giugno prossimo con il pride nazionale a Bologna e continuerà fino alla manifestazione catanese del 5 luglio. Il motto del Roma Pride è stato Testardamente dignità, parità, laicità, mentre quello del pride milanese era ... ma non togliamo il disturbo.

Quel che è saltato subito agli occhi è stata la grande partecipazione. A Roma gli organizzatori parlano di 500.000 presenze. Forse saranno stati di meno – di certo non diecimila come sostengono le forze dell'ordine – ma senza dubbio molte persone si sono riversate per le strade per testimoniare che noi ci siamo e continuiamo ad esserci. A Milano hanno sfilato meno persone.

Anche i mezzi di informazione hanno dato rilievo all'evento: le notizie online continuano ad essere molte e in continuo aggiornamento. E anche noi abbiamo seguito in diretta l'evento romano, grazie alla nostra inviata speciale Egizia. Alcune emittenti radiofoniche hanno dato rilievo alle manifestazioni. Le TV hanno mandato in onda dei servizi più o meno interessanti (a parte il TG2 che ormai è diventato inguardabile).

Sia a Roma che a Milano sono state intraprese azioni simboliche: il silenzio al passaggio davanti al duomo a Milano e l'incatenamento davanti a San Giovanni in Laterano a Roma. Personalmente avrei evitato la tentata occupazione di San Pietro in Vaticano per non dar adito a inutili strumentalizzazione da parte degli “avversari”.

Il mondo politico - come sempre - si è diviso tra partecipanti, sostenitori, patrocinatori, contrari, oppositori ed esortanti alla sobrietà. Del resto anche il mondo glbtq non è stato unito: se la pluralità di idee è senza dubbio una ricchezza per tutti, il voler cercare distinguo ad ogni costo produce l'effetto di mostrarci “sparpagliati”.

Interessanti le iniziative di emulazione matrimoniali, tenutesi nei giorni scorsi a L'Aquila ma anche oggi al Roma Pride. Forse, però, ci si potrebbe impegnare di più in prima persona chiedendo, ad esempio, la pubblicazione degli atti matrimoniali per quanti sono in coppia o iscrivendosi nei registri delle coppie di fatto laddove è possibile. Facciamoci sentire ad ogni livello ed anche singolarmente e non solo in occasioni delle grandi manifestazioni.

A quasi quarant'anni dai moti di Stonewall in Italia, purtroppo, siamo ancora a cara mamma (è di oggi la notizia del pestaggio di due ragazzi gay a Napoli). Manifestazioni come quelle odierne e come quelle che si terranno nei prossimi giorni in giro per il Bel Paese servono senza dubbio a far vedere – ai politici, agli altri e a noi stessi – che ci siamo e siamo parte del popolo italiano. E sono iniziative ottime. Ma devono essere supportate da un impegno personale costante e quotidiano. Altrimenti si rischia di fare solo una bella festa.

Foto | Corriere

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