Intervista a Francesco D'Alessio e Matteo Rocchi, registi di G&T serie web gay italiana

G&T è la nuova serie web italiana che vedremo online a partire da metà dicembre. La prima puntata è ambientata durante una feste studentesca con Giulio e Tommaso (G&T, appunto) che sono molto amici e, a un certo punto, inizieranno a baciarsi con passione. Passano gli anni, si perdono di vista e ognuno si costruisce la propria vita: Tommaso lavora con Serena, la sua futura moglie, in un’azienda biologia, e Giulio è un architetto di Torino che convive con la sua migliore amica, Sara. Per alcune questioni di lavoro si ritroveranno e allora…

La regia di G&T è di Francesco D’Alessio (che interpreta Giulio) e di Matteo Rocchi (Tommaso nella serie). Abbiamo scambiato due chiacchiere con loro per conoscere un po’ meglio questa web serie.

Come nasce G&T?
Francesco: Da più di dieci anni il nostro gruppo lavora in ambito sia teatrale che televisivo e in questo periodo abbiamo spesso affrontato la tematica gay sotto vari punti di vista, sia sotto l'aspetto prettamente della commedia, sia con toni più drammatici; in G&T vengono affrontate le difficoltà personali dei protagonisti passando dai momenti più spensierati della commedia, tipici della loro giovane età, a toni più riflessivi.
Matteo: Nasce sicuramente da storie autobiografiche degli autori con degli spunti sulle vite delle persone che ci circondano e romanzando un po’ le stesse. E inoltre dal desiderio di mostrare a un pubblico variegato come quello del web, i sentimenti e le dinamiche di due amici che scoprono di amarsi.

Perché proprio una “mission impossible” di far innamorare un gay e un etero?
Francesco: Ci piaceva l'idea di raccontare l'amore impossibile tra un etero e un gay proprio perché è un tema che potrebbe appassionare molte persone; i protagonisti sono due ragazzi normalissimi nei quali molti potrebbero riconoscersi. Non la vedo come “mission impossible” ma come una possibilità differente, un'alternativa diciamo. Certo, raccontiamo una storia di fiction, molte cose che vengono dette sono prese da vicende realmente accadute ma naturalmente riadattate al contesto della storia per creare una serie tv. E poi personalmente quando guardo un film che racconta una storia d'amore mi piace sognare: a quel punto inizio a tifare inconsciamente per i protagonisti; e più la storia è complicata, più mi appassiono alla vicenda.

Cosa significa, secondo voi, raccontare l’amore gay in rete? E poi, ci sono differenza nel narrare l’amore gay e quello etero? Sempre di amore si tratta…
Francesco: L'amore è universale, sia per gli etero che per i gay e su questo non ci sono dubbi. Innanzitutto noi stiamo raccontando una storia; una storia che racconta l'amore tra due differenti realtà che si incrociano e ovviamente non è la storia di tutti: il mondo gay, come quello etero, è talmente variegato che ci possono essere mille sfumature. Noi per ora ne abbiamo colta una delle tante.
Matteo: Raccontare l'amore gay in rete è sicuramente utile considerando che le tv generaliste ne parlano poco e male: sono contento quando leggo che ci sono progetti di fiction a tematica, tutto serve per smuovere un po' gli animi degli italiani.

In un’Italia in cui l’omofobia è sempre più all’ordine del giorno, come pensate che verrà accolta la serie?
Francesco: In Italia è sempre difficile introdurre delle novità, il nostro Paese, sotto certi punti di vista, è molto legato al passato, e proprio per questo imporre una nuova serie, per giunta a tematica gay sarà complicato; ma confidiamo nel fatto che “G&T” è una serie tv che porta una ventata di aria fresca nel panorama televisivo italiano. Intendiamoci, noi non abbiamo la pretesa di fare la morale a nessuno, ci mancherebbe. È difficilissimo trattare un tema del genere in Italia. Noi vogliamo raccontare delle storie, con la speranza che chi le vedrà possa rispecchiarsi e magari trovare qualche spunto per riflettere. Ma non per forza sull’omosessualità: le storie che raccontiamo sono comuni, non poi così differenti da quelle che possono accadere a dei ragazzi eterosessuali. Il problema è che in Italia siamo tanto indietro su questo aspetto rispetto anche solo alla Spagna o alla Francia.
Matteo: Spero che venga vista, come la vedo io, come un prodotto innanzitutto artistico. Tutti i prodotti creati nella storia con intento rappresentativo, prima di trasmettere un messaggio sociale, vogliono semplicemente essere guardati e goduti come tali. Che si tratti di un film, un quadro, una canzone o un monumento, credo che il primo giudizio passi attraverso i sensi dello spettatore e non debba basarsi solo sul "messaggio" che vuole dare. Quindi, che la tematica affrontata sia condivisa o no, spero che G&T possa essere accolto, visto e giudicato in maniera oggettiva dal maggior numero di persone possibile e che, successivamente, ci sia la voglia e lo spazio per discutere di tutto quello che racconta.

Dopo aver lavorato alla serie è cambiata la vostra idea di coming out? È importante che le persone omosessuali si dichiarino o si può vivere serenamente la propria vita anche nascondendone una parte?
Matteo: Sinceramente non è una cosa su cui ho riflettuto, forse perché per quanto mi riguarda i gusti sessuali delle persone che mi circondano non sono mai stati un problema ne, tantomeno, una discriminante. D'altra parte, purtroppo, non per tutte le persone vale questo discorso e in molti casi ammettere che la tipologia di persone da cui si è attratti non è quella "tradizionale" diventa un'affermazione pericolosa. Mi sento quindi di dire che in un mondo ideale non esisterebbe neanche la parola "coming out" per come la intendiamo noi, ma che nel mondo in cui viviamo la scelta debba essere fatta dal singolo, in base al contesto affettivo in cui vive.

Quali sono stati i criteri del casting?
Francesco: Per quanto riguarda i protagonisti, il casting non è stato necessario poiché innanzitutto due degli autori siamo proprio io e Matteo, e l'idea è nata proprio vedendoci già nei ruoli di Giulio e Tommy. Per gli altri personaggi sono stati fatti i classici casting e ci auguriamo che le nostre scelte siano apprezzate anche dal pubblico. Particolare attenzione è stata fatta nei confronti del personaggio di Sara, la migliore amica di Giulio, per la sua spiccata personalità.

G&T è interamente autoprodotta e girata a budget zero: si è trattato di una scelta o di un ripiego perché nessuno ha voluto finanziare una serie a tematica gay?
Matteo: In realtà non si tratta affatto di un ripiego. Semplicemente in questo momento è difficile trovare delle realtà che abbiano la voglia e la possibilità di investire in un progetto che non assicura un tornaconto economico; c'è poco interesse anche nell'investire in nuove idee; e comunque, di aiuti esterni ce ne sono stati, e non pochi, anche se non di natura economica. Sto parlando di tutte le location dove abbiamo potuto effettuare le riprese senza che questo comportasse una spesa per noi e della disponibilità completa dataci da persone che non facevano parte del cast, ma che hanno voluto contribuire come potevano abbracciando totalmente il progetto.

G&T andrà online sulle principali piattaforme di internet quali Youtube, Vimeo e Facebook. Sono quattordici puntate. Con quale cadenza?
Francesco: Saremo in anteprima sul sito di Gay.it a partire da metà dicembre: proprio in questi giorni si stanno definendo le date di “messa online”. E dalla settimana successiva saremo free sulle altre piattaforme. La cadenza della messa in onda sarà settimanale, tranne i primi due episodi che saranno disponibili uno a distanza di un giorno dall'altro.

Le lettrici e i lettori di Queerblog dovrebbero vedere gli episodi di G&T perché...
Francesco: Dovrebbero vederlo perché se l'avesse girato qualcun'altro io lo guarderei :) Scherzi a parte, dovrebbero vederlo perché è un prodotto ben confezionato, con un linguaggio semplice e diretto, senza pregiudizi e senza falsi moralismi; con una storia accattivante e in grado di mandare messaggi chiari. Provare per credere.

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