
Dichiarazioni post Carfagna che meritano attenzione. Arturo Iannaccone, deputato del Movimento per l’Autonomia (MpA) dichiara:
“Bene ha fatto il ministro Carfagna a negare il patrocinio al Gay Pride, una parata pittoresca e stravagante, un’inutile ostentazione che paradossalmente finisce col danneggiare gli stessi promotori”
Aggiunge:
“Ho sentito che la Palermi (Comunisti Italiani, ndn) ha parlato di omofobia, la invito a pensare agli omosessuali cubani che sono perseguitati dal regime comunista dei fratelli Castro del quale la stessa Palermi e il Partito dei comunisti italiani sono convinti sostenitori”
Come dire, da che pulpito viene la predica. Poi conclude:
“Non è giusto che il danaro pubblico venga sperperato per manifestazioni del genere - sottolinea il parlamentare - credo piuttosto che sia utile concentrarsi sulla lotta ai fenomeni residui di discriminazione, di intolleranza e di violenza contro gli omosessuali tuttora presenti nella nostra società. Negare il patrocinio ad una carnevalata come il gay pride non è omofobia, come la Palermi vuole far credere al Paese. Il nostro è un Paese tollerante e il Governo rispetterà sempre le minoranze e le diversità”.
C’è la vaga sensazione che le cose non stiano esattamente così “residue”. C’è la vaga sensazione che si scavalchi il problema quando la lotta è ad un passo decisivo in tutto il mondo. E qui invece solo muri di “massì, vabbeh”.
Non vi è dubbio che il Paese viva altri drammi di maggiore urgenza (posto che le violenze di matrice politica non siano un dramma) e che il Gay Pride abbia dei tratti di superficialità estetica a volte discutibili. Ma condannare un evento che storicamente ha dei connotati ben precisi illudendo l’opinione pubblica che gli omosessuali siano solo guidati da finti bisogni viziosi, è inaccettabile.
franzzisco
20 mag 2008 - 14:11 - #1La prossima volta che vedrò un elicottero militare in volo, mentre trasporta una delle sette copie autenticate della statua di Fatima, anche io urlerò allo spreco di danaro pubblico.
Voglio vedere cosa mi risponderà Iannaccone.
cinsky77
20 mag 2008 - 14:23 - #2Non so di chi si tratta ma dubito che in Italia sia mai stato ad un pride, magari lo scorso anno, dove su cento persone ce ne era una sola mascherata e forse sono in difetto!! Non so dove vivano questi come la ministra, conoscono la realtà italiana solo per ispirarne gli istinti più beceri…
E purtroppo devo dire che fra poco ci supererà anche Cuba, chi segue queste tematiche lo sa (vedi la figlia sessuologa di Castro)!
jonny
20 mag 2008 - 14:39 - #3Difatti questo governo che dichiara che in Italia non ci sono discriminazioni contro i gay, è la madre dei pregiudizi nei nostri confronti…..
Mark85
20 mag 2008 - 15:21 - #4Ma qui si sfiora il ridicolo!
Qui si gira la frittata alla propria maniera e come fa più comodo!
Di sicuro (a mio parere) il gay pride fa più danni che altro, ma che quella z…la della Carfagna ce la voglia far passare pure per un atto di lungimiranza verso i gay, per non danneggiarli, è la follia.
Poi cosa c’entrano i perseguitati dal regime comunista? Cos’è, si guarda chi sta peggio al posto di migliorarsi? Oltretutto questo atteggiamento del tipo “dai, omosessuali, state buoni e zitti che già parlate pure troppo per i nostri gusti” è davvero ridicolo. E irritante.
PopkillerM
20 mag 2008 - 17:37 - #5Ha! La Carfagna cita Cuba per invidia di dittatura evidentemente non gli basta quella italiana…cosa centrano i comunisti italiani con quelli cubani…i soliti discorsi da bar che si mangiano i bambini… Lei “cita” il “folklore” del gaypride, ma che si guardassero prima in parlamento, farebbero prima ad affittare un pullman e andare in giro per tutta Italia come gruppo country!
a me me piace
20 mag 2008 - 17:44 - #6“un’inutile ostentazione che paradossalmente finisce col danneggiare gli stessi promotori”
Io questo lo sottoscrivo in pieno.
Per il resto hanno solo tutto il mio disprezzo, è evidente che stanno facendo di tutto per affossare qualunque proposta di apertura al mondo gay.
Che pena!
Astrix
20 mag 2008 - 23:27 - #7per la verità neanch’io ho mai capito dove stesse la necessità di fare una manifestazione di rivendicazione dei diritti gay mezzi nudi…in un certo senso era come un voler confermare lo stereotipo del gay che pensa solo al fisico e al sesso…fatto sta che il gay pride andrebbe patrocinato comunque. si può discutere su come realizzarlo (a me la pagliacciata non piace) però una manifestazione di rivendicazione ci dev’essere