Iannaccone (Mpa) sostiene Carfagna sul "Gay Pride"

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Dichiarazioni post Carfagna che meritano attenzione. Arturo Iannaccone, deputato del Movimento per l'Autonomia (MpA) dichiara:


"Bene ha fatto il ministro Carfagna a negare il patrocinio al Gay Pride, una parata pittoresca e stravagante, un'inutile ostentazione che paradossalmente finisce col danneggiare gli stessi promotori"

Aggiunge:

"Ho sentito che la Palermi (Comunisti Italiani, ndn) ha parlato di omofobia, la invito a pensare agli omosessuali cubani che sono perseguitati dal regime comunista dei fratelli Castro del quale la stessa Palermi e il Partito dei comunisti italiani sono convinti sostenitori"



Come dire, da che pulpito viene la predica. Poi conclude:

"Non è giusto che il danaro pubblico venga sperperato per manifestazioni del genere - sottolinea il parlamentare - credo piuttosto che sia utile concentrarsi sulla lotta ai fenomeni residui di discriminazione, di intolleranza e di violenza contro gli omosessuali tuttora presenti nella nostra società. Negare il patrocinio ad una carnevalata come il gay pride non è omofobia, come la Palermi vuole far credere al Paese. Il nostro è un Paese tollerante e il Governo rispetterà sempre le minoranze e le diversità".

C'è la vaga sensazione che le cose non stiano esattamente così "residue". C'è la vaga sensazione che si scavalchi il problema quando la lotta è ad un passo decisivo in tutto il mondo. E qui invece solo muri di "massì, vabbeh".

Non vi è dubbio che il Paese viva altri drammi di maggiore urgenza (posto che le violenze di matrice politica non siano un dramma) e che il Gay Pride abbia dei tratti di superficialità estetica a volte discutibili. Ma condannare un evento che storicamente ha dei connotati ben precisi illudendo l'opinione pubblica che gli omosessuali siano solo guidati da finti bisogni viziosi, è inaccettabile.

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