Il presidente della regione siciliana, Rosario Crocetta, si racconta al settimanale Oggi

Rosario Crocetta, presidente della Regione Sicilia, gay dichiarato

Bagno mediatico per Rosario Crocetta, neopresidente della regione siciliana. L'attenzione, oltre ad essere - doverosamente e giustamente - puntata sulle scelte politiche, vira anche su indiscrezioni, pettegolezzi, e scelte di "campo".

Dopo aver smentito, nel corso di in un siparietto telefonico con Fabio Canino e Lalaura a "Miracolo italiano"su Radio 2, la promessa di castità (cinque anni di astensione in caso di vittoria fatta in campagna elettorale) definendola una "stronzata", ovvero un'osservazione scherzosa fatta con leggerezza, la vita sessuale e sentimentale del governatore della Sicilia torna in primo piano; dopo la dichiarazione di Silvana Grasso (“Il nuovo presidente della Sicilia sarà gay, ma la nostra è stata una lunga storia d’amore. Virilissimo lui, femminile io: una passione che è stata stupore, meraviglia, magia”), dalle pagine di un settimanale che entra nelle case delle famiglia italiche da decenni, Oggi, registrandone il cambio di costumi, Crocetta si racconta.

Il presidente della regione siciliana, Rosario Crocetta, si racconta al settimanale OggiIl ritratto è frizzante, vivace – Crocetta credente fervente, gay dichiarato, non si sente osteggiato dalla Chiesa (“Siamo tutti peccatori. E io qualche volta penso di fare anche meno peccati di tanti altri. Sinceramente non ho mai avuto questa sensazione da parte della chiesa. Il mio vescovo mi adora, il mio parroco pure”) – e nell'intervista dice la sua sulle questioni più attuali della lotta LGBT:

Matrimoni gay? Sì, ma io non mi sposo. Che gli omosessuali si sposino pure, ma non vedo perché dovrei farlo io che sono una persona geneticamente libera. Non è una questione di moralismo. E poi faccio una considerazione: se mi fossi sposato avrei divorziato almeno tre volte e sarei nei guai come tutti quelli che debbono pagare gli alimenti… Scherzi a parte, uno come me che ha un problema serio con la mafia che più volte ha cercato di farmi la pelle, nel momento in cui sceglie di vivere con un partner si metterebbe nelle condizioni di esporlo a rischi incredibili.

Altro tema caldo, di cui si discute in questi giorni, le adozioni gay:

Il problema centrale è il dramma del bambino abbandonato. Si dice: ha bisogno di un padre e una madre! Certamente sì, ma, a volte, è meglio avere due padri o due madri che niente. I bambini siciliani, per esempio, mica li conoscono i loro padri, uomini all’antica che spesso si occupano poco dei figli. Io, per esempio, ho avuto due madri. Abitavamo di fronte a mia zia, che non aveva avuto figli e chiamavo mamma, mentre mia madre, per non confondermi, la chiamavo mammina. E non avvertivo nessun conflitto, anzi, mi sentivo veramente felice. Non trascuro comunque il problema sociale. Il bambino che va a scuola ed è figlio di due gay, qualche problema ce l’ha. E allora io dico: affrontiamo questi temi con moderazione. Non voglio essere indietro rispetto alla società, ma neppure tre passi avanti.

Foto | Getty

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