I vincitori del 23 Torino GLBT Festival (+ trame)

Ecco la lista dei vincitori del Torino 23 GLTB Film Festival:

Premio Internazionale Lungometraggi: La León di Santiago Otheguy (Argentina/Francia, 2007)

Trama: Alvaro vive in un mondo di fiumi e canali. Conduce una semplice esistenza su un isola al largo dell’Argentina, dove il tempo sembra essersi fermato. L’omosessualità di Alvaro lo rende un outsider quanto il suo amore per i libri. L’unico legame tra l’isola e la terraferma è il battello di El Turu, “El León”, che ogni giorno porta gli isolani avanti e indietro Uomo rozzo e violento, El Turu è convinto che Alvaro rappresenti una minaccia per la piccola comunità isolana e per i suoi valori.

Premio Speciale Lungometraggi della giuria:
Was am Ende zählt (Nothing Else Matters) di Julia von Heinz (Germania, 2007)

Trama: Carla è scappata di casa per studiare moda a Lione. Alla stazione le rubano tutti i bagagli e così deve restare con Rico che le offre un lavoro nel suo cantiere. Nello stesso luogo, in una barca che deve essere trasformata in un bar, vive Lucie con il fratello Michael. La barca è la sua casa, il posto dove vuole vivere per sempre. Lucie e Carla pur avendo visioni del mondo opposte sono riunite dal destino. Quando Carla si accorge di essere incinta pensa che il suo sogno sia infranto. Ma Lucie, che vuole disperatamente che Carla resti con lei, le propone uno scambio: “Avrai il bambino fingendo di essere me e io me ne prenderò cura”.

E: Les Chansons d’amour di Christophe Honoré (Francia, 2007)

Trama: Per ravvivare la loro relazione stagnante, Ismaël e Julie invitano Alice a vivere con loro, formando un triangolo amoroso carico di emotività. Julie confessa a sua sorella Jeanne e a sua madre che ama il suo fidanzato ma che non riesce a fare a meno di Alice. Tutto è destinato a cambiare quando la tragedia irrompe nella storia e i giovani protagonisti devono confrontarsi non solo con la realtà della perdita ma anche con la paura che l’amore possa non tornare mai più. Per Ismaël, questo processo significa un avvicinamento a Erwann, uno studente di college che gli offrirà un altro tipo di futuro, grazie al suo affetto e alla sua innocenza. Un musical dal regista di 17 fois Cècile Cassard, presentato al Festival nel 2003. Nel cast, tra gli altri, Louis Garrel, Ludivine Seigner, Chiara Mastroianni.

Premio Internazionale Documentari: A Jihad for Love di Parvez Sharma (USA/Germania/UK/Francia/Australia, 2007)

Trama: Sei storie di violenza ed oppressione, ma anche d’amore, di altrettanti omosessuali musulmani. A Jihad For Love squarcia finalmente il velo sulla controversa questione della percezione dell’omosessualità nel mondo islamico. Girato in nove lingue diverse attraverso dodici nazioni di quattro continenti e in più di cinque anni e mezzo.

Menzione speciale a: Darling! The Pieter Dirk Uys Story di Julian Shaw (Australia, 2007)

Trama: Quando lo sceneggiatore e regista Julian Shaw aveva quindici anni ha visto a Sydney uno spettacolo che ha cambiato per sempre la sua vita. Sul palco c’era un solo uomo: il comico politico Pieter-Dirk Uys, famoso oppositore dell’apartheid che è diventato attivista per le campagne di informazione sull’AIDS, e che può essere considerato l’alter ego della “più famosa donna bianca” del Sudafrica, Evita Bezuidenhout. Uys ha presentato uno spettacolo gratuito sulla prevenzione dell’AIDS a un milione di studenti. Darling! segue Uys per le strade del Sudafrica, mostrando momenti salienti del suo show.

E a: Behikvot Ahatiha Ahasera (The Quest for the Missing Piece) di Oded Lotan (Israele, 2007)

Trama: “C’era una volta un bambino nato in un piccolo paese sul mare. Otto giorni dopo la sua nascita, i genitori celebrarono una cerimonia antica e misteriosa...”. The Quest For the Missing Piece è un’approfondita indagine sulla tradizione della circoncisione e sulle sue implicazioni; l’indagine è condotta dal regista con il pretesto comico di cercare il suo “pezzo mancante”.

Premio cortometraggi:
Alguma Coisa Assim (Something Like That) di Esmir Filho (Brasile, 2007)

Trama: Due teenagers, Caio e Mari, escono per passare una notte di gran divertimento nelle strade di San Paolo del Brasile. Ballano, ridono, giocano. E imparano…

Menzione speciale va a: En liten Tiger di Anna-Carin Andersson (Svezia, 2006)

Trama: Simon non ha una mamma sola come tutti i bambini. Ne ha due; che vivono assieme e si baciano quando i vicini non guardano. E quando si è diversi, bisogna fare un grosso sforzo perchè gli altri ci considerino uguali.

Premio "Nuovi sguardi": Panorama di Loo Hui Phang (Francia, 2007)

Trama: Un film molto particolare. Una storia di complicità dai tratti perversi tra Pu Dchiè, fotografo e il suo vicino, un giovane studente. Una storia a fumetti trasformata in film, tra ossessioni e mistero.

E a:

Solos di Kan Lume e Loo Zihan (Singapore, 2007)

Trama: Ritratto realistico, ma finemente stilizzato, dell'egoismo dell'amore, Solos racconta la fine di una relazione di coppia e l'amore di una madre che teme che il figlio non tornerà più da lei. Boy vive con il suo insegnante, Man da tempo. Con il finire dell'adolescenza Boy inizia ad essere annoiato dalla relazione e cerca nuove avventure sessuali. man deve affrontare il suo invecchiamento e cerca senza successo di accettare l'irrequietezza del suo giovane amante.

Menzione speciale a: Love and Words di Sylvie Ballyot (Francia, 2007)

Trama: Dalla regista Sylvye Ballyont: "Vado in Yemen per riprendere una donna yemenita. Le riprese si interrompono pochi giorni dopo perchè mettono in pericolo la sua vita. Cosa filmare ora che il mio progetto originario si è rivelato impossibile? Inizio ad incontrare persone e ad interrogarle sull'amore e la vita. Le parole non vengono facilmente. Confrontando i loro discorsi con la mia esperienza, decido di espormi in prima persona, così come fanno loro davanti alla cinepresa".

Premi del pubblico:

Miglior Lungometraggio: Were the World Mine di Tom Gustafson (Usa, 2008)

Trama: "Il cattivo umore di Timothy si risolleva quando il suo eccentrico insegnante gli assegna il ruolo di Puck ne Il sogno di una notte di mezz’estate. Scivolando in un fantastico sogno-musical ad occhi aperti, Timothy scopre la ricetta per creare il magico filtro d’amore usato nella commedia di Shakespeare. Con la sua nuova arma, il folletto Timothy fa diventare gay gran parte della sua bigotta cittadina, gettando nel caos famiglia, amici e nemici. Quando, con riluttanza, è costretto a restituire il libero arbitrio a tutti, scoprirà con sorpresa che il vero amore rimane".

Miglior documentario:Darling! The Pieter-Dirk Uys Story di Julian Shaw (Australia, 2007)

Trama: Quando lo sceneggiatore e regista Julian Shaw aveva quindici anni ha visto a Sydney uno spettacolo che ha cambiato per sempre la sua vita. Sul palco c’era un solo uomo: il comico politico Pieter-Dirk Uys, famoso oppositore dell’apartheid che è diventato attivista per le campagne di informazione sull’AIDS, e che può essere considerato l’alter ego della “più famosa donna bianca” del Sudafrica, Evita Bezuidenhout. Uys ha presentato uno spettacolo gratuito sulla prevenzione dell’AIDS a un milione di studenti. Darling! segue Uys per le strade del Sudafrica, mostrando momenti salienti del suo show.

Miglior corto: Café com leite di Daniel Ribeiro (Brasile, 2007)

Trama: Danilo è sul punto di lasciare la casa dei genitori per andare a convivere con il fidanzato Marcos, quando sua madre e suo padre muoiono all’improvviso in un incidente. I suoi piani per il futuro cambiano e lui si ritrova responsabile del fratello Lucas, che ha dieci anni. Tra i tre si creano nuovi legami. Mentre i due fratelli devono imparare tutto quello che non sapevano l’uno dell’altro, Marcos cerca di scoprire se c’è uno spazio per lui nella nuova organizzazione familiare del fidanzato.

  • shares
  • Mail