In Italia come in Brasile la pallavolo è uno sport da gay

gay pallavoloIntervistato da "Il resto del Carlino", Angelo Vercesi, il capo allenatore della squadra di pallavolo femminile di Pesaro "Scavolini" chiarisce un punto culturale ancora abbastanza netto anche in Italia. Leggiamo prima la sua dichiarazione, poi un breve commento:

''Ho iniziato a giocare a calcio, ma il volley è sempre stata la mia vera passione. Anche se in Brasile quelli del calcio lo considerano uno sport per gay. Ho giocato per 18 anni nella stessa squadra, poi ho allenato il San Paolo. Ho conosciuto Zè Roberto come avversario. Lui mi ha chiesto di seguirlo in Nazionale come preparatore atletico e poi in Italia, a Pesaro. Gli devo tutto''

Inutile dire che a molti ragazzi gay la pallavolo è sempre stata preferita rispetto al calcio, anche se non è una regola. Questa preferenza è sempre stata additata dal mondo maschile come una scelta da gay. La realtà ancora più generalizzata è che chiunque non ami giocare a calcio viene additato come possibile omosessuale.

E' risaputo che questo luogo comune (ma anche no), ancora oggi nelle scuole italiane, è vivo e fervente. Qui, come in Brasile e dovunque la cultura dello sport è troppo concentrata su una disciplina e non sulla sua intera gamma.

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