23 Glbt Torino Festival: sabato 19 aprile

Gwen Haworth

Andiamo immediatamente a riassumere i film visti per voi in questo ricchissimo sabato del 23esimo Torino GLBT Film Festival. Grande inizio nel secondo pomeriggio con la visione dei cartoni animati anime omoerotici "Kaze to Ki no Uta", cartone di 60 minuti che racconta la storia di un ragazzo, Serge, appena entrato in un college dove risiede un personaggio misterioso con il quale interagirà tra mille drammi e difficoltà (un fragilissimo ragazzo omosessuale chiamato Gilbert).

A seguire "Aoki okamitachi no densetsu", con ambientazione futuristica, tra guerre stellari, nemici alieni da combattere e omosessualità tra abuso e amore. A seguire incredibile kermesse di corti in concorso, dei quali vi segnalo l'islandese "Wrestling", storia di due repressi omosessuali che praticano wrestling islandese, gestendo con fatica l'amore reciproco e le ristrettezze create dalle rispettive situazioni di vita.

Bellissimo anche il corto di 15 minuti brasiliano "Something like that", dove un ragazzo gay e una ragazza etero minorenni, ex fidanzati e profondamente legati, vanno in un locale gay e scoprono l'amarezza di una separazione ricercata ma non voluta. In serata il film in concorso "She's boy I knew", incredibile documentario realizzato dalla protagonista Gwen Haworth (presente in sala) che racconta tra testimonianze e filmati del periodo la sua transizione da uomo etero sposato a donna lesbica. Emozionante e divertente.

In seconda serata la sperimentazione di Queerevolution, una serie di cortometraggi molto bizzarri, più scenografici e suggestivi come accompagnamento visivo da discoteca che prodotto cinematografico godibile. In "L'Homme au gant" un uomo descrive la sua ossessione erotica per il quadro omonimo e poi si masturba su di esso.

A chiudere la giornata il meno deludente film porno "Rush and Release" della Falcon, decisamente più bello e ben costruito del film con Parker Williams visto il giorno precedente.

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