Repetita iuvant: i diritti son quelli che dico io. Parola di BXVI

Benedetto XVI durante il discorso all'ONUDella visita di Benedetto XVI negli USA ne parlano tutti i mezzi di comunicazione. E la Rai ci propina dirette a non finire. Qualche gruppo gay si arrampica pure sugli specchi, dicendo che il papa li ha guardati negli occhi e li ha salutati benedicendoli (ammesso che li abbia visti, che doveva fare? Il digitus impudicus?) Risalto è stato dato anche al discorso tenuto all'ONU. Come sempre, i giornali evidenziano alcuni passaggi e tralasciano altri. Tra quelli tralasciati c'è quello che riguarda i diritti. Essendo stato fatto in una sede così importante, crediamo sia bene riportarlo, citando dalla traduzione ufficiale.

L’esperienza ci insegna che spesso la legalità prevale sulla giustizia quando l’insistenza sui diritti umani li fa apparire come l’esclusivo risultato di provvedimenti legislativi o di decisioni normative prese dalle varie agenzie di coloro che sono al potere. Quando vengono presentati semplicemente in termini di legalità, i diritti rischiano di diventare deboli proposizioni staccate dalla dimensione etica e razionale, che è il loro fondamento e scopo. Al contrario, la Dichiarazione Universale ha rafforzato la convinzione che il rispetto dei diritti umani è radicato principalmente nella giustizia che non cambia, sulla quale si basa anche la forza vincolante delle proclamazioni internazionali.

Quindi precisa:

Tale aspetto viene spesso disatteso quando si tenta di privare i diritti della loro vera funzione in nome di una gretta prospettiva utilitaristica. Dato che i diritti e i conseguenti doveri seguono naturalmente dall’interazione umana, è facile dimenticare che essi sono il frutto di un comune senso della giustizia, basato primariamente sulla solidarietà fra i membri della società e perciò validi per tutti i tempi e per tutti i popoli. Questa intuizione fu espressa sin dal quinto secolo da Agostino di Ippona, uno dei maestri della nostra eredità intellettuale, il quale ebbe a dire riguardo al Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a teche tale massima “non può in alcun modo variare a seconda delle diverse comprensioni presenti nel mondo” (De doctrina christiana, III, 14). Perciò, i diritti umani debbono esser rispettati quali espressione di giustizia e non semplicemente perché possono essere fatti rispettare mediante la volontà dei legislatori.

Nel commentare questo passaggio durante la trasmissione televisiva A sua immagine di oggi, è stato fatto un esempio di diritto naturale: il matrimonio è diritto naturale e si deve difendere. Di tutto il resto non è nemmeno il caso di parlarne.

Foto | Corriere

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