Il racconto di una donna, di suo marito e dell'uomo di suo marito

Copertina del libro L'uomo di mio marito di Laura VongherLaura Vongher è un architetto ed è autrice del romanzo breve L'uomo di mio marito, il cui titolo è abbastanza esplicito. Una storia vera che si legge piacevolmente e che racconta dell'amore, in senso ampio, con le sue gioie, i suoi dolori, le sue scoperte, le accettazioni che ne derivano. Se si vuole, è anche una storia di corna, ma non solo e non principalmente. L'autrice ha accettato di rispondere ad alcune nostre domande sul suo libro.

Lei è un architetto: a quale costruzione si paragonerebbe per presentarsi ai lettori di Queerblog?
Mi piacerebbe, con un po’ di presunzione, paragonarmi ad un’opera di Gaudì, magari ad una sua casa… una solida struttura, ma aperta al movimento, alla creatività, alla vita!

E in questa costruzione, il suo libro che posto occupa?
Ciascuno è il frutto anche delle proprie esperienze di vita, oggi sono così anche grazie a quel mio “vissuto” che è diventato un libro; quindi quello stesso libro è allo stesso tempo un pilastro, un plastico terrazzo, un originale camino!

Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?
Non cosa, ma chi, perché l’ho scritto seguendo il consiglio di quello psichiatra al quale mi rivolsi all’indomani della scoperta dell’esistenza “dell’uomo di mio marito”. Lui mi consigliò di scrivere per esternare tutti i miei sentimenti, così iniziai, poi lo sospesi e soltanto poco tempo fa l’ho terminato.

Alla fine del suo romanzo breve, lei dipinge un quadro idilliaco (non lo sveliamo, però!): crede sia possibile nella realtà?
“Crede sia possibile nella realtà?”, “quadro idilliaco?” Ma questa è la mia realtà, di cui ne sono enormemente orgogliosa! Come ho specificato nel sottotitolo, nel libro racconto una storia vera ed altrettanto vero è il finale che rappresenta però l’inizio di un nuovo rapporto fondato su sentimenti sinceri. Certo, all’inizio non è stato facile ma poi l’affetto vero ha trionfato.

Che ne pensa dell’attuale dibattito – o non-dibattito, sarebbe meglio dire… – in merito alle coppie di fatto, alle unioni civili, alla possibilità di adottare da parte di una coppia gay?
“Verso l’omosessualità ho sempre avuto un atteggiamento di totale rispetto, ho sempre pensato che loro sono così, come io sono castana con gli occhi scuri…” Così si legge nel libro e così ancora penso oggi anche se dopo questa esperienza mi sento ancora più vicino ai gay. Ogni volta che mi guardo indietro e ricordo le mie sofferenze, comprendo quante però sia state quelle di “Luca” e quante, purtroppo, continua a provare troppo spesso nel quotidiano. Quindi un deciso sì alle coppie di fatto ed alle unioni civili, ma da mamma non sono favorevole all’adozione, pur certa che una coppia gay abbia un'enorme quantità di affetto da donare.

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