Gay Pride, cultura laica vs clero

«Abbiamo forti dubbi che una manifestazione di costume come il Gay Pride debba rientrare nella programmazione culturale del Comune di Bologna. Cultura è al contrario tensione all’elevazione dello spirito, espressione della ricerca del bello. Guglielmi tace sugli autentici fatti culturali di cui il suo ufficio dovrebbe occuparsi. La cultura bolognese è stata fatta grande nel mondo non da rivendicazioni di identità sessuale ma, per esempio, dalla sua università e dalla coltivazione del diritto. Dopo questa uscita infelice non ci resta che sperare che Guglielmi tiri finalmente i remi in barca prima che in barca ci vada il suo assessorato».

Il settimanale della Curia "Bologna Sette", inserto domenicale di informazione dell'arcidiocesi di Bologna del settimanale di Avvenire, la testata ciellina diretta da Dino Boffo, braccio destro di Ruini, critica così l’assessore alla Cultura del comune di Bologna Angelo Guglielmi. Pronta la risposta di Grillini: «La Curia di Bologna si rassegni: gli assessori per ora li nomina il sindaco e anche le deleghe. Non c’è ancora quello Stato teocratico nel quale si chiede il permesso alla Curia prima di assumere decisioni amministrative. L’articolo di "Bologna Sette"sul Gay Pride ci dice che la manifestazione non piace alla Curia di Bologna. Lo sapevamo già, nemmeno la politica della Curia piace a noi per cui siamo pari». Il presidente dell’Arcigay ha aggiunto un consiglio alla diocesi bolognese: «Evitare gli insulti se si vuole una manifestazione che non ricambi e non rispedisca al mittente i toni offensivi dell’articolo. La Curia si metta il cuore in pace e rispetti il Pride».

Tempi bui per la riappropriazione dei corpi e del territorio, tempi bui per i diritti civili. Ma soprattutto tempi bui per la cultura italiana.

via: L'Espresso

foto philippe leroyer

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