Speciale e i gay. Soprattutto intelligenti.

Ebbene, visto lo scalpore suscitato, qui e altrove, dalle disgraziate dichiarazioni di Del Vecchio, ecco che il Popolo delle (voraci, veraci, ma non veritiere) libertà, accorre a preparare la controffensiva populista. E stavolta di gran carriera con un emulo del generale. Ma le capacità strategiche dell'uomo a cavallo le conosciamo bene.

E allora ecco Roberto Speciale. L’ex Comandante Generale della Guardia di Finanza, quello del caso Visco, gioca con Berlusconi, che lo ha candidato in Umbria alle elezioni 2008. Ovviamente non ha nulla a che fare con l’Umbria. “Mi sono candidato, perché il Pdl rappresenta i valori ai quali sono stato educato dai salesiani". Orrore.

Dio, Patria e Famiglia, ma anche legalità, sicurezza e impresa. C’è da stupirsi. «Io qui sono venuto a combattere. La situazione è difficile, ma sono uno che non ha paura di nulla e di nessuno», aggiunge il generale. Ray-Ban scuro, tolleranza zero. «Tolleranza sotto zero con gli immigrati, ovviamente. Serve qualcosa di più della Bossi-Fini».

Al giornalista de La Stampa si raccomanda di non metterlo nei guai come è capitato al generale Del Vecchio. E alla domanda sui gay e l’esercito il neocandidato risponde «Ma non ci penso neppure. Ho troppo rispetto per le persone, anche per la loro diversità. Un gay potrebbe essere un ottimo combattente. Io ne ho avuti durante il mio periodo di comando ed era gente che sapeva stare al suo posto, fare il proprio dovere. Anzi avevano un pizzico di intelligenza in più. Ma la famiglia deve essere fatta da un maschio e da una donna, auspicabilmente benedetta da Dio con un matrimonio cattolico». Questa è come la solita storia tritissima della sensibilità e della simpatia dei gay. La fiera delle amenita’.

via: La Stampa

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