Buio. Appunti di ordinaria omofobia

Quando si uccide la dignitàCi sono giornate in cui è un proliferare di notizie legate al mondo gay: la Binetti che dà voce al cilicio, gay che nuotano nudi in piscina, Thomas Beatie che fa l'ecografia in diretta mondiale, Gianna Nannini che si spoglia per Vanity Fair, Marcello Pera che - in Vaticano - parla di supermercato delle unioni e spara a zero contro le unioni di fatto e via dicendo.

In queste frenetiche giornate, ci sono anche notizie minori, che non vengono riportate da nessun mezzo di comunicazione e che, secondo me, contribuiscono a formare il pensiero e il modus vivendi delle persone dal profondo. E così, navigando su un sito - Crimelist - Approfondimenti di Intelligence - che si propone di essere una “guida telematica che racchiude i migliori siti web italiani attinenti la criminologia, l'intelligence, l'investigazione”, mi imbatto in un forum che parla del celeberrimo delitto di via Poma. Una utente - manu57 - sostiene di essersi fatta un'idea di chi potrebbe essere l'assassino. E qui via con i più beceri luoghi comuni che affiancano l'omosessualità alla malvagità.

Dice l'utente:

sono arrivata a figurarmi chi ha ucciso Simonetta come un suo quasi coetaneo nemmeno troppo appariscente. Insomma, una figura quanto più lontana possibile dall' energumeno con una forza spaventosa. Di spaventoso questo povero ragazzo aveva ed ha solo la psiche. Insomma, io vedo un "bamboccione" anti-litteram [sic!], che quando si è trovato di fronte il vaso rotto da cui aveva cercato di rubare la marmellata, ha chiamato mammina perchè lo aiutasse a raccogliere i cocci.

Ed ecco la chicca (la chicca, non la checca) - il corsivo è mio:

Probabilmente era al suo primo vero approccio sessuale, era alla fatidica, sempre rimandata, iniziazione di maschio. Ed ha fallito. Perché la sua vera natura è l'omosessualità. In un probabile approccio di petting spinto, forse Simonetta s'è lasciata sfuggire la fatidica parola: “aho', ma che s'è frocio?” ed è stata la fine: della vita per lei, della patetica e tragica finzione con se stesso per lui. Che in tutti quegli anni, a partire dalla prima adolescenza, aveva cercato in ogni modo di non razionalizzare, mortificando il corpo per ammazzare lo stimolo sessuale, che lo avrebbe allontanato inesorabilmente da quell'essere maschio: competitivo, fisicamente aggressivo e indipendente a cui probabilmente anelava e anela più di ogni altra cosa. Massacrando Simonetta ha tentato di ammazzare quella sua parte femminile che aveva preso il sopravvento.

E poi ecco che manu57, dotata di doti che noi umani non possiamo nemmeno immaginare, traccia un profilo del dramma interiore di quest'uomo nel corso del tempo:

E in tutti questi anni, questo povero essere così è rimasto: un omosessuale non dichiarato, senza una casa sua, senza una vera indipendenza dalla famiglia, senza la donna, senza un lavoro vero con vere responsabilità, che si crede furbo, per averla fatta franca con gli inquirenti ma che, anche se non in una prigione di Stato, la sua pena, povero essere, la sconta lo stesso.

E conclude, quasi non potendo più trattenere il daimon che le si agita dentro da tempo:

Scusate lo sfogo

Foto | Sir Sabbhat

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