Metti la tresca (gay) a un funerale

Una scena del film Funeral PartyUn funerale è uno di quei momenti della vita in cui, volenti o nolenti, ci si pongono delle domande. A volte si danno anche delle risposte. Altre volte si scoprono delle situazioni che non ci si immaginava nemmeno. Così avviene nel simpatico film Funeral Party di Frank Oz (regista di In & Out e La donna perfetta), con Matthew MacFadyen e Rupert Graves (il bell’Alec del Maurice di Ivory).

La trama del film è di per sé banale e vista: una serie di situazioni tragicomiche che avvengono in occasione di un funerale. Ma c’è l’elemento dell’omosessualità che viene spesso taciuto dalle varie recensioni: il defunto, oltre ad essere un buon marito e un buon padre, era anche un focoso amante. Ed è proprio l’amante comparso dal nulla – Peter (Peter Dinklage) – che creerà non pochi problemi nel corso della cerimonia di addio.

Interessante le parole di commiato di Daniel (Matthew MacFadyen), quelle che pronuncia d’impeto, non quelle preparate. Il fatto che il defunto sia suo padre e sia stato un buon padre è per lui motivo di vanto, anche se aveva fatto “certe cose”…

Il film – che ha vinto il premio del pubblico al festival di Locarno 2007 – è leggero e non ha pretese e non è paragonabile ad In & Out dello stesso Oz. Come dicono gli amici di Cineblog è “caruccio”, ma senza molte lodi. Ma per passare una serata spensierata va benissimo.

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