Sogna la danza, i compagni gli rompono il ginocchio

Un ragazzo di 13 anni frequenta la seconda media in provincia di Torino, suona la chitarra e sogna di diventare un ballerino classico come Rudolf Nureyev. Ogni giorno studia danza e fatica in palestra per coronare il suo sogno: è così appassionato da parlarne anche in un tema che scrive per la scuola.

Un tipo così, che non si appassiona al calcio e non fa cose "da maschi" va punito, avranno pensato due suoi compagni di classe, che da tempo lo prendevano di mira, lo insultavano ed erano arrivati a ficcargli la testa nel gabinetto. Qualche giorno fa racconta La Stampa di Torino lo hanno aggredito e picchiato, facendo molta attenzione a colpirlo proprio alle gambe, quelle che gli servono per danzare. Risultato: i tendini di un ginocchio rotti e diversi ematomi sulle gambe.

Andrea ha entrambe le gambe fasciate, adesso, e deve riposare assolutamente. La madre ha denunciato i bulli, ma è probabile che se la cavino con poco. E che, soprattutto, non riescano a capire il male gratuito che hanno fatto a un ragazzo, colpevole solo di avere gusti diversi da quelli dei suoi coetanei. In molti citano il film Billy Elliot, in cui un ragazzino lottava per diventare ballerino, nonostante l'opposizione del padre e le persecuzioni della signora Tatcher. Qui però siamo nella vita reale e forse Andre non tornerà più a ballare.

Ci libereremo mai da episodi del genere? Dalla violenza che nasce da idee patriarcali? Forse solo se la scuola avrà il coraggio di affrontare queste questioni - le differenze, le minoranze, la diversità - invece di voltare sempre la faccia da un'altra parte.

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