Reazioni al divieto di celebrare il Gay Pride di Belgrado

Reazioni al divieto di celebrare il Gay Pride di BelgradoIl divieto delle autorità serbe di celebrare il gay pride domani a Belgrado, ha suscitato diverse reazioni in ambito internazionale. Navi Pillay, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, ha esortato le autorità serbe a riconsiderare la propria decisione. Pillay, che da sempre si batte per i diritti lgbt, ha qualificato come violazione dei diritti umani fondamentali il

rispondere agli attacchi violenti contro una comunità vulnerabile mediante il divieto di riunirsi pacificamente ed esprimersi liberamente. Gli Stati dovrebbero affrontare i pregiudizi e non arrendersi dinanzi a essi.

Dal Parlamento Europeo, la deputata britannica Sarah Ludford si è detta estremamente delusa:

La voce dell'odio e della discriminazione ha vinto di nuovo su quanti desiderano mettere in pratica il proprio diritto europeo alla libertà di espressione.

Reazioni al divieto di celebrare il Gay Pride di Belgrado

Sulla stessa linea anche Keith Taylor, parlamentare europeo dei Verdi, che aveva previsto di partecipare al Pride. E aggiunge:

Il tema del pride di Belgrado di quest'anno ruota intorno ai tre valori universali di amore, fede e speranza. Ma queste devono essere ben più che parole. In Serbia manca la comprensione e il rispetto per le persone LGBT.

Jelko Kacin, relatore per la Serbia presso il Parlamento Europeo ha detto che secondo lui il divietro è di natura politica e ha affermato che se le autorità avessero voluto, avrebbero potuto garantire la sicurezza della manifestazione.

Amnesty International, attraverso John Dalhuisen, direttore del Programma Europa e Asia centrale, illustra il suo punto di vista:

Al governo spetterebbe, in realtà, garantire che manifestazioni pacifiche come il Belgrado Pride possano svolgersi senza interferenze indebite. La decisione del primo ministro Dacic è in contrasto con le leggi e la Costituzione della Serbia che proteggono diritti fondamentali, come il diritto alla libertà d'espressione. Ma il governo serbo pare mancare della volontà politica di proteggere questi diritti. Invece, ha consentito al pregiudizio di vincere.

Ricordiamo che dal 2 marzo scorso la Serbia è diventata ufficialmente candidata per l'adesione all'Unione Europea.

Foto | Flickr - bizclir

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