L’ONU approva risoluzione che relativizza i diritti umani a fronte dei “valori tradizionali”

L’ONU approva risoluzione che relativizza i diritti umani a fronte dei “valori tradizionali”

Nel corso delle sessioni del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite tenutesi in questi giorni a Ginevra, è stata approvata una discutibile risoluzione russa sui “valori tradizionali”, dal titolo: Promuovere i diritti umani e le libertà fondamentali attraverso una migliore comprensione dei valori tradizionali dell'umanità.

In pratica, secondo questa risoluzione, i diritti umani vanno interpretati in linea con le tradizioni culturali dei singoli paesi. Quindi non ci sono più diritti universali e se un paese, culturalmente, non riconosce, per esempio, i diritti della comunità omosessuale, nulla vieta che li possa perseguire…

Tale risoluzione è stata approvata con venticinque voti a favore, quindici contrari e sette astenuti.

Hanno votato a favore: Angola, Arabia Saudita, Bangladesh, Burkina Faso, Camerun, Cina, Congo, Cuba, Ecuador, Filippine, Gibuti, Giordania, India, Indonesia, Kirghizistan, Kuwait, Libia, Maldive, Malesia, Mauritania, Qatar, Russia, Senegal, Thailandia e Uganda.

Contrari sono stati: Austria, Belgio, Botswana, Costa Rica, Italia, Mauritius, Messico, Norvegia, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Spagna, Stati Uniti d’America, Svizzera e Ungheria.

Si sono astenuti: Benin, Cile, Guatemala, Nigeria, Perù, Repubblica Moldova e Uruguay.

Pensare che solo qualche giorno fa il presidente francese François Hollande ha chiesto, durante l'Assemblea generale dell'Onu, la depenalizzazione dell'omosessualità nel mondo.

Foto | Flickr

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