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Giuliano Ferrara parla dei gay: amore profano e sterile

Pubblicato: 11 gen 2008 da nalk

Giuliano FerraraNella rubrica del venerdì di Panorama Giuliano Ferrara questa volta parla di omosessualità. Anzi, di rischi successivi allo sdoganamento della libertà omosessuale.

Vi dirò, il suo discorso è molto complesso per certi versi, qualcuno potrebbe dire che è un po’ spocchioso, ma provo a riportarvelo correttamente. Tutto parte dalla sua comprensione della questione omosessualità e ciò che gli ruota intorno, rifiutando però una qualsiasi forma di adeguamento.

Riporto parafrasando. Nel passato l’omosessualità si ergeva su valori letterari di grande significato e spessore (quelli portati avanti da Socrate e Platone). Una sorta di gioco artistico pieno di magia e fascino culturale.

Nella situazione moderna invece si è passati da un cito “nichilismo desiderante e il disprezzo per la banale propagazione della specie” a qualcosa di ancora diverso negli ultimi anni. La nostra forma d’amore, ormai profana e basta, diventa reclamazione di un contratto fondato sulla volontà di omologazione fondato da una minoranza.

Da questo ne derivano per il giornalista e conduttore due conseguenze: la positiva è che questo nostro “amore profano” sterile e indifferenziato era coperto in passato a causa della religione da “un’aura demoniaca”, oggi parzialmente ripulita da una comprensione cristianamente intesa del peccato.

La conseguenza invece è che si abbasserebbe la “norma umoristica”. Rendere la condizione omosessuale paritaria ad altre situazioni normalizzate porterebbe (con uno slancio estremistico dell’autore) a non poter ridere degli omosessuali a non poterne più parlare.

Così i maschi e le femmine “integrali” (perchè noi siamo a metà forse, mi domando) saranno più poveri. Perchè sostanzialmente ironizzare sul mondo omosessuale non sarà più possibile in ogni sua forma.

Secondo Ferrara l’importanza nella prosecuzione di un atteggiamento discriminatorio come “capacità di discernimento, a difesa e a tutela dell’intelligenza e dell’ironia”, non sarà quindi pensabile. Così conclude:

Restano i protocolli un po’ burocratici del cerimoniale dei gay in via di assimilazione. E l’assimilazione, lo si sa dalla tragica storia dell’Ebraismo in Europa, è uno degli aspetti, quello illuminista, della soluzione finale di una questione posta da una minoranza dispersa ed eletta. Stavolta per fortuna sarà una farsa, ma è un peccato lo stesso.

A voi trarne le eventuali conclusioni.

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19 commenti

Commenti dei lettori

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  • giuseppe_

    11 gen 2008 - 19:20 - #1
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    oggi parzialmente ripulita da una comprensione cristianamente intesa del peccato

    Quale peccato? Secondo me se il suo ragionamento (che devo dire per mio limite - sicuramente - non ho afferrato fino in fondo) si regge su questo fantomatico peccato allora tutta la costruzione cade perche’ peccato sara’ per lui (che ormai e’ stato folgorato da ruini & co) l’omosessualita’.

    Poi per quanto riguarda l’ironia mi pare che la questione non si pone perche’ ancora oggi (dopo tutto quello che e’ successo negli anni ‘30 e ‘40) si ironizza sugli ebrei e sui loro difetti (almeno negli stati uniti).

    E in ogni caso la questione umoristica mi pare proprio tirata per un capello. Ormai lui si puo’ permettere di fare tutte le iperboli possibili e il loro contrario. E’ diventato una specie di tritatutto, una specie di fornace che ingoia ed erutta.

  • snapshot83

    11 gen 2008 - 19:40 - #2
    1 punto
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    Certo, perchè lui, per divertirsi deve necessariamente offendere la categoria..altrimenti che divertimento c’è?
    Mah……
    Luttazzi aveva ragione ad ironizzare su di lui, alle volte non per cattiveria, ma si ricambierebbe con la stessa moneta molto volentieri..

  • Anonimous

    11 gen 2008 - 19:48 - #3
    2 punti
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    Quelle di ferrara sono idee molto discutibili. Secondo me: la popolazione si va evolvendo verso un «modello unico», le differenze tra uomo e donna si attenuano. Questo, unito al fatto che, tra fecondazione artificiale e clonazione, il sesso non è più l’unica via per procreare, finirà col privare del tutto l’atto sessuale del suo fine riproduttivo. Il sesso resterà ma solo come gesto d’affetto, dunque non sarà più così importante se sceglieremo di praticarlo con un partner del nostro stesso sesso.

  • MarcoMi

    11 gen 2008 - 19:55 - #4
    3 punti
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    Che visione macchiettistica e distorta dell’omosessualità.
    Che pena.

  • Profilo di Mr Green

    Mr Green

    11 gen 2008 - 20:08 - #5
    2 punti
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    bisogna leggere bene il testo scritto da Ferrara. Lui stesso, e qsto va a suo merito, riconosce l’aspetto progressista della liberazione dell’omosessualità. L’intelligenza di Ferrara lo porta a vedere correttamente l’aggiornamento del soggetto omo dal pathos antico alle identità decostruite di oggi. Ma oltre nn riesce ad andare. Credo ke lui e tutti gli altri atei devoti nn riescano a vedere “nell’affermazione di un divenire gay” (Foucault) la tappa necessaria x preparare “mondi a venire.” Anke se ciò vorrà dire “assimilazione sacralizzante” della specificità del punto di vista omosessuale.
    x@Anonimus: sn cn te nel sostenere ke proprio il superamento dei sessi e della riproduzione sessuata quali pratiche discorsive ‘costruite’ dai poteri in migliaia d’anni è l’ultimo muro da abbattere :-)

  • Xandro86

    11 gen 2008 - 20:33 - #6
    1 punto
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    non sapevo Ferrare si fosse dato alla filosofia… peccato che non riesco a cogliere le fondamenta del discorso. Da dove e parte e dove arriva?? che vuole dire?

    CICCIONE INSULSO

  • fabio nolli

    11 gen 2008 - 20:56 - #7
    2 punti
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    La visione nichilista dell’omosessualità sembra copiata pari pari da Siti (chi ha letto Troppi paradisi sa di che parlo); il resto mi sembra un penoso tentativo di accreditarsi vieppiù presso Ruini & co come novello defensor fidei.
    Visto che Pera ormai è desaparecido, è rimasto solo lui a portare lo stendardo dei laici devoti; per cui deve arrampicarsi sugli specchi con tesi così. Eh, gli effetti collaterali del ruolo…

  • Centro Studi Teologici di Milano

    11 gen 2008 - 20:58 - #8
    1 punto
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    ma questo si è bevuto il cervello!
    da quando ha fatto la dieta dimagrante, dev’essergli saltato il metabolismo, anche a livello delle sinapsi cerebrali…
    intanto non è originale affatto, dato che ripete a grandi linee la lezione ratzingeriana sull’omosessulità come amore debole o deviato, come mancanza della complementarietà affettiva e sessuale dei sessi diversi biologicamente … e via dicendo con trovate di pessimo gusto che è meglio tacere…
    sarebbe del pari come dire che gli ebrei non hanno che so l’attitudine dei napoletani a suonare il mandolino e cantare O sole mio! e per questo presentano rispetto alla napoletanità un deficit di reatività o di piacioneria ecc.
    e quindi l’avarizia proverbiale degli ebrei (mito dell’antisemitismo) si spiegherebbe anche con il fatto che non mangiano spaghetti e non suonano il mandolino!….
    questa cosa del resto sarebbe paradossalmente offensiva sia per gli ebrei in primo luogo, che , a ben vedere, anche per i partenopei perchè li riduce ad una caricatura “spaghetti e mandolino” (i vecchi macarons, in Europa ed America che indicavano non solo la pasta ma una predisposizione al crimine, i maccaroni…)
    Per farla breve: se gli omosessuali hanno un’amore “profano e sterile”, che passato dal “demoniaco” ad una migliore accettazione cristiana di oggi (bontà sua!), allora tutto ciò sta a significare che gli etrosessuali ne avrebbero uno, di amore, invece “sacro e prolifico” che era appunto il paradigma biblico stesso e della Chiesa cattolica di conseguenza.
    Ebbene, di fronte all’ignoranza grossolona teologica, di Ferrara, che del resto passa da temi teologici a temi sociali ed antropologici con una disinvoltura che lascia stupiti, attraverso una linearità contorta (ossimoro) del pensiero che farebbe invidia sinceramente alle filosofie e teorie naziste… si potrebbe obiettare che delimitare al sesso e all’amore eterosessuale la presenza di Dio nel mondo e nella storia umana, nei soggetti e nelle realtà sociali, significa misconoscere che la teologia biblica escludeva proprio i non etero-sessuali, cioè i gay, le lesbiche e i trans, perchè ritenuti reietti, secondo un pregiudizio atavico, una sorta di maledizione antica, poggiata su un apodittico (cioè non dimostrato e indimostrabile) assunto che questo sesso e questo amore era conro Dio.
    E’ più che vidente che chi ha scritto sui “diversi” queste deduzioni, era una persona con de pregiudizi, che però andavano proiettai sull’Essere Divino, affinchè ricevessero quella perentorietà e valenza assoluta che non avevano:
    due autori biblici fondamentali per capirci: nell’Antico Testamento il Libro di Genesi con l’episodio di Sodoma, e
    S. Paolo di Tarso per il Nuovo Testamento con la Lettera ai Romani.
    Cristo infatti, che è il creatore della nuova religione (usiamo questo termine approssimativo) , non dice una parola che sia una sull’omosessualità che certamente esisteva ed era praticata anche ai suoi tempi in Palestina…
    Tutte le interdizioni bibliche contenute nei passi del contesto deuteronomistico o levitico sulle questioni sessuali sono cadute, ad esempio quella sulle donne e la loro impurità di mestruate…ed altre che oggi fanno un po’ sorridere per la loro stramberia rispetto ad un pensiero moderno con conoscenze scientifiche.
    Noi non sappiamo cosa spinga Giuliano Ferrara a lanciarsi in queste assai discutibili e onestamente stucchevoli aggressioni verso gli omosessuali, che sono tra l’altro fatte con il suo linguaggio che mischia ad arte conoscenze colte con umori viscerali (tipici dell’uomo), in un miscuglio veramente pericoloso e ammantato di buon senso”.
    E’ ovvio che i gay siano “sterili” che scoperta!
    Due sessi uguali non ossono procreare, altra cosa è dire che non possano generare alcunchè…cme ad esempio relazione, amore, dedizione, empatia, insomma tutta una serie di realtà positive che anche gli eterosessuali , che procreano, se ne fossero privi sarebbero sterili di cose ben più gravi che non una sterilità fisica o biologica: una sorta di sterilità spirituale e dei sentimenti, che tra l’altro a dispetto dei grandi sostenitori della Famiglia, procurerebbe un danno e una ferita profonda agli stessi figli e a quella stessa prole che costituisce il vanto della coppia definita appunto sacra e prolifica.
    Ridurre i gay a sesso (o amore) sterile è un pregiudizio razzista e omofobo, ridurre del resto gli etero a sacralità e prole, ne fa’ una altrettanto caricatura, perchè allora i conigli che fanno fno a 16 o 18 piccoli, sarebbero l’emblema della sacralità.
    Se il mero sesso è vuoto, lo è altrettanto il sesso procreativo per pura continuità di specie: come macchina generatrice, dove il soggetto che agisce non conta neppure.
    Mettere poi i gay fuori dal sacro o dalla bellezza del Divino e gli etero invece al centro di questo un’operazione antiteologica e falsa, che non fa’ onore nè a chi la pensa (anche se fosse il Papa) ma soprattutto non fa’ onore a Dio stesso che per un cristiano (amante del Vangelo e non di una dottrina neo-farisaica ) è Padre di tutti, e cioè anche di gay e lesbiche o transessuali.
    Giuliano Ferrara, ateo devoto o giù di lì, al pari di quel che accade con Marcello Pera, filosofo ex Presidente del Senato, si è messo a fare il teologo: ma sono teologi malintenzionati davvero dai quali occorre guardarsi e dai quali occorre mettere in guardia!
    La loro teologia infatti disegna un Dio che di cristiano ha ben poco o nulla.

    I TEOLOGI del
    CENTRO STUDI TEOLOGICI di MILANO
    Centro Ecumenico

    p.s. considerando le parole in libertà usate dal Direttore del Foglio : qualcuno potrebbe rinfacciargli che se i gay sono sterili e profani ed altre gratuite offese come quelle della “intergalità” del maschio e della femmina, allora nei confroti suoi si potrebbe dire che il suo essere imponente di fisico (grasso) dà fastidio ad una società di normali (cioè di integrità fisica non grassa e non imponente) che quando vi è poco spazio in un locale pubblico (ad esempio un bus o un metrò ecc) la sua presenza è disdicevole in quanto limita quella di chi ha una stazza meno imponente e meno estesa… e poi che d’estate, al pari dei gay che baciandosi danno fastidio alle famiglie vere e tradizionali,(e i soliti minori sempre tirati in ballo che vanno tutelati da scene così disdicevoli) chi come Lui è grasso e ha una stazza imponente, diviene sudaticcio e anche poco gradevole all’olfatto… insomma tutta una serie di considerazioni certamente poco piacevoli per il loro tenore di intolleranza e di strafottenza. Le stesse che Lui usa senza scupolo e senza accorgersi di ferire, in questo caso i gay…

  • Frate Pappone

    11 gen 2008 - 21:18 - #9
    2 punti
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    voci insistenti dicono che IL FOGLIO lo finanzia (dato che è in perdita secca…) una holding legata all’OPUS DEI…
    eco tutto spiegato: conoscendo il personaggio Ferrara che si era vantato di aver preso soldi dall’URRS Comunista perchè gli facevano comodo (cosa sostenuta in TV anni fa’)
    è ovvio che Lui scrive per chi lo paga: e cioè chi lo paga meglio!
    (se per ipotesi il movimento Gay, fosse come negli USA una potenza finanziaria e pagasse le perdite del suo sparuto FOGLIO, e anche i suoi stipendi, vedrete che Ferrara Giuliano comincerebbe a scrivere dei gay l’opposto, tipo:
    “L’amore gay è la vera frontiera dell’amore e del sacro, liberante, perchè si libera dalla costrizione della natura di dover continuare la specie, senza dare importanza al piacere del soggetto…”
    E’ un uomo prezzolato, quel che dice ormai non vale un fico secco, andato a male….

  • Profilo di SUPERMANN

    SUPERMANN

    11 gen 2008 - 23:17 - #10
    1 punto
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    “Noi non sappiamo cosa spinga Giuliano Ferrara a lanciarsi in queste assai discutibili e onestamente stucchevoli aggressioni verso gli omosessuali”

    lo sappiamo eccome !

    @ frate Pappone

    ti sei dimenticato del periodo in cui prendeva i soldi dalla CIA (continua a vantarsene…)

    concordo con tutti i messaggi, questo tizio è pericoloso, con le sue citazioni colte (!) permea il suo ragionamento astruso di una validità storico-letteraria-religiosa-intellettuale e pure biologica che non ha fondamento e purtroppo per le teste poco pensanti della destra e del centro (esiste?) bastano e avanzano.

    perché non s’accoppia con la Binetti ? se ce la fa…

  • Profilo di loran

    loran

    12 gen 2008 - 13:02 - #11
    2 punti
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    La cosa più penosa e becera è che oggi su qualsiasi argomento bisogna sentire certa gente che parla di cose di cui non sa nulla e lo fa solo perchè sta in televisione o scrive sui giornali.
    Io personalmente ne ho le scatole piene di guesti figuri che si ergono a paladini laici di tesi becere e che lo fanno solo per il loro tornaconto economico o peggio ancora per egocentrismo.

  • Profilo di daniela t.

    daniela t.

    12 gen 2008 - 17:08 - #12
    2 punti
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    Ferrara mente sapendo di mentire. Il suo ragionamento ricorda il “rimpianto” di Bertone per i sani comunisti d’una volta, senza contare che affiancare Pasolini e Testori a Gore Vidal (grandi tutti e tre, per carità, ma con sensibilità diversissime) è stupido prima che intellettualmente erroneo.

    Si basa sul postulato dell’”anormalità” o “mostruosità” della condizione omosessuale, esalta i suoi limiti - tipici di qualsiasi affetto umano - per ribadire una tesi vecchia, anzi, antiquata, per scagliare la sua critica marinettiana alla società borghese, omologatrice e decadente. Questi tardi eredi di D’Annunzio - anch’egli parlava di omosessualità, soprattutto voyeuristicamente al femminile, ma pure al maschile come espressione di diversità superomistica ecc. ecc. -, si sa come finiscono: a esaltare la reazione più sorda e bieca. Al tempo stesso si scaglia contro l’aborto, ma non contro la guerra, che anzi egli maschiamente sostiene, come “sola igiene del mondo”.

    Poi, chiaro, anche certi militanti hanno le loro colpe: portano in tv determinati, scadenti personaggi, si affidano ai Cecchipaoni e alle Malgioglie, si ostinano a ricercare la gaiezza in personaggi che non lo sono - vedi Ramazzotti - e si adontano se quelli, a un certo punto, dichiarano di averne piene le tasche delle loro illazioni. L’emarginazione non si supera cercando di dimostrare che son tutti gay. Perché non è vero.

    Va da sé che la vita di tutti i giorni è pappa, a volte noia, che il nostro amato si sveglia coi capelli in disordine e la barba lunga, che la passione erotica non dura a mille per tutta l’esistenza. L’amore non è pura istintualità. Non è una fiaba e non esiste alcun principe azzurro. L’amore si educa: ma non si capisce perché l’erotismo omosessuale sia così immaturo e incapace di crescere e di evolvere.

    C’è, nelle parole di Ferrara, lo stesso compiacimento che in Walter Siti si colora di narcisismo, il rimpianto per la propria sterilità, il sogno fantastico - uso l’espressione nel senso manzoniano - di castità, il miraggio di una vita serena e tranquilla che appare irraggiungibile dopo anni di debosce. Il maturo scrittore dalle carni ora flaccide e il corpo ormai privo di seduzioni che vuol farla pagare in anticipo ai giovani che ormai non può più possedere, ricordando loro che l’omosessualità è sterile, infeconda, mera pulsione…

    Sì, alcuni ragionano e vivono così. E solo costoro Ferrara mostra di considerare omosessuali “autentici”. Quelli che non “scimmiottano” gli etero e continuano, coerentemente, a vivere da outsider, con uno stile di vita pungente e privo di regole morali.

    Non so voi, ma io conosco omosessuali diversi. Conosco omosessuali che intendono condurre una vita dignitosa, che sentono forti richiami all’etica, che non confondono necessariamente la loro tendenza con la laicità - cosa c’entra? -, che non sono insaziabili né promiscui né pervertiti. Provano a crescere. A volte riescono, a volte no, come tutti. Non sono quelli che ci presentano i media, d’accordo, non sono i letterati libertini di Ferrara, non sono i kitsch pseudo-provocatori di Sgarbi. Sono persone normali, sì, normali, la parola che incute più paura. E attenzione: scrivo normali, non normalizzanti. Sono alla ricerca di una propria strada, coscienti dei propri difetti e delle proprie particolari ricchezze. Invece di parlare di aria fritta e d’incantarsi basiti di fronte all’eloquio ridondante di Ferrara, sarebbe il caso di guardare l’occhio del vicino. Finché è onesto e limpido, quell’occhio, io lo seguirò.

    E a tal proposito, segnalo umilmente un mio studio sul mistero dell’omosessualità presso gli antichi: http://www.gionata.org/notizie/approfondimenti/dante-gli-antichi-e-il-mistero-dellomosessualit-3.html . Una prospettiva diversa da quella dell’esimio Ferrara. Si apprezzerà almeno il fatto che io, al contrario di lui, non perseguo alcun secondo fine.

  • fabio nolli

    12 gen 2008 - 19:00 - #13
    2 punti
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    @ daniela: d’accordissimo su tutto con te. Una sola precisazione: non è il mondo gayo a proporre come modelli la Malgy o la Checca Paona (che non mi risultano amatissimi dall’ambiente, anzi!). Diciamo che fa comodo all’ipocrisia dominante vederci & catalogarci così, piuttosto che mostrare esempi come quelli giustamente da te citati.
    Quanto alle prospettive: quando leggo cose così

    http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/politica/partito-democratico-16/ferrara-riunione/ferrara-riunione.html

    diciamo che la depressione aumenta. E molto

  • Profilo di pinafantozzi

    pinafantozzi

    12 gen 2008 - 20:22 - #14
    2 punti
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    Dategli un tavor.

  • Profilo di Mr Green

    Mr Green

    12 gen 2008 - 23:49 - #15
    0 punti
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    ho riletto il testo di Ferrara e i commenti lasciati e credo ke Ferrara sia liberissimo di nn adeguarsi ai diritti delle persone omosessuali, personalmente di quello ke pensa e scrive nn mi interessa poi molto.
    x @daniela: nn convidido fino in fondo il tuo punto di vista, nn sn una persona omosessuale alla maniera di Walter Siti o dei libertini d’antan e neppure vivo la mia affettività cn persone del mio stesso sesso entro relazioni stabili eppure la normalità di cui parli ritengo ke sia soltanto una modalità compromissoria (ma necessaria si intende) di interazione con un ordine normosessista ke è indifendibile. Pieno corso al matrimonio tra persone dello stesso sesso e all’omogenitorialità ma nell’ottica ke rappresentano soltanto un primo passo x una rifondazione delle relazioni affettive umane oltre quei codici comportamentali di cui parli xchè sn questi costruiti su inaudite violenze e malintesi antropologici di antikissima origine. La visione etica di cui parli è il punto di vista di una civiltà ke nn ha + ragion d’essere, va fatta implodere dall’interno, ri-traducendo gli stessi istituti socio-relazionali ke è venuta elaborando nelle epoke storike. E qui sta il punto: il futuro est a reinventer, le relazioni affettive da venire nn possono ricalcare le modulazioni sature e destinate al + tragico dei naufragi della convivenza matrimoniale e della cellula familiare. Le soggettività devono essere liberate dalle gabbie dei generi e dall’intelleggibilità dei sessi (x Monique Wittig ank’essi costruiti dal Potere). La riproduzione umana ank’essa liberata dal dominio dei generi. E’ da qui ke bisogna ripartire

  • sempreio

    13 gen 2008 - 03:19 - #16
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    Va detto che l’articolo di Ferrara appare accanto all’inchiesta di copertina, dedicata ai genitori gay. Se uno riflette sul fatto che Ferrara non ha figli, pure essendo eterosessuale e sposato, tutto il suo discorso diventa ancora più ridicolo. I gay possono avere figli, spesso e volentieri ce l’hanno. Questa è la verità. Sterile è, tecnicamente, Ferrara. E tutto il clero.

  • Profilo di SUPERMANN

    SUPERMANN

    13 gen 2008 - 04:59 - #17
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    bravissimo sempreio !

    ci sentiamo dare dello “sterili” da vecchi prelati che una donna non l’hanno mai toccata (in teoria…) e da Ferrara che probabilmente non sc*pa la moglie da trent’anni (e lo si capisce da come è perennemente inca**ata)

    gli omosessuali possono tranquillamente procreare e spesso lo fanno… :P

    ragazzi andate in giro a “seminare” e non fatevi tanti scrupoli… ;-)

  • fabio nolli

    14 gen 2008 - 17:27 - #18
    1 punto
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    ma stiamo parlando e diamo credito a uno così? [l’articolo è copincollato da L’Unità di stamattina]

    Ferrara è molto intelligente solo in Italia - di Marco Travaglio

    Il fatto risale all’ottobre 2003, quando Tabucchi inviò un articolo a Le Monde, ma se lo vide pubblicato, in anteprima e senz’autorizzazione, sul Foglio (un correttore di bozze del quotidiano parigino l’aveva inviato per amicizia a Ferrara, senza prevedere che questi l’avrebbe fregato e messo in pagina).

    Ora Ferrara dovrà sborsare 34mila euro in tutto: 10mila di multa allo Stato francese, più 3mila per aver appellato temerariamente la condanna di primo grado; 12mila di danni a Tabucchi; 9mila per finanziare la pubblicazione della sentenza su Le Monde, Le Figaro e Libération. Naturalmente, se Ferrara avesse vinto la causa, la notizia sarebbe uscita su tutti i giornali. Invece l’ha persa, dunque silenzio di tomba. Ma l’aspetto più interessante del processo non è la sentenza. È l’incredulità dei francesi - giudici, avvocati e giornalisti - di fronte a quel che dice Ferrara. Anzi, di fronte a Ferrara tout court, che al di là del Monginevro è visto come un fenomeno da baraccone. Il suo interrogatorio in tribunale è uno spettacolo da far pagare il biglietto.

    Nell’articolo rubato, Tabucchi ricordava i trascorsi di Ferrara come informatore prezzolato della Cia. Il giudice domanda all’interessato se la cosa sia vera. Ferrara risponde che sì, fu lui stesso a rivelarlo sul Foglio. Ma era una balla, che lui chiama «provocazione»: tant’è che ¬ aggiunge ¬ non ci sono le prove. La nuova frontiera del giornalismo da lui inaugurata - spiega - prescinde dalla verità. Figurarsi la faccia dei giudici parigini dinanzi a questo «giornalista» ed ex ministro italiano che si vanta di raccontare frottole sulla propria vita e aggiunge: trovate le prove di quel che scrivo, se ne siete capaci.

    Lo condannano su due piedi. Lui ricorre in appello, eccependo fra l’altro sulla competenza territoriale del Tribunale parigino, manco fosse Previti o Berlusconi al Tribunale di Milano. Eccezione respinta con perdite. Quanto al merito, ricordano i giudici di seconda istanza, il Molto Intelligente è colpevole per definizione: «Il 4 novembre 2006 Ferrara veniva interrogato e sosteneva che in Italia è usanza giornalistica pubblicare documenti senza autorizzazione per rispondere a essi senza che la cosa comporti una contraffazione».

    Dopo aver finito di ridere, i giudici ribattono che pubblicare sul Foglio un articolo destinato a Le Monde «senza il consenso dell’autore né di Le Monde costituisce a pieno titolo contraffazione» e «non è seriamente sostenibile che un delitto di contraffazione sia legittimato da una sorta di diritto di replica preventivo rispetto alla pubblicazione».

    Ferrara, se voleva replicare a Tabucchi, doveva attendere che l’articolo uscisse su Le Monde. Il Tribunale aggiunge sarcastico che una diversa «eventuale usanza italiana, ammesso che esista, non si applicherebbe comunque al diritto francese». E conclude sottolineando «la piena consapevolezza che l’imputato (Ferrara, ndr) aveva del suo delitto e del cinismo con cui l’ha commesso», ergo «va dichiarato colpevole dei fatti a lui addebitati». Insomma: certi sofismi, furbate e corbellerie Ferrara li vada a raccontare agli italiani, che hanno smarrito il senso del pudore, della decenza e della vergogna.

    In Francia non attaccano. Infatti, riportando la sentenza, il Nouvel Observateur descrive Ferrara come nemmeno un giornale di estrema sinistra oserebbe dipingerlo. Cioè per quello che è: «maschera della tv trash», «specializzato nella denigrazione di chi si oppone a Berlusconi» e nel «servilismo giornalistico» che gli è valso la direzione di Panorama e del Foglio, sempre «indipendente come si può essere quando l’editore è la moglie di Berlusconi».

    Nessun accenno alla sua grande intelligenza. In controtendenza con la fuga dei cervelli dall’Italia, quello di Ferrara all’estero non lo nota nessuno. Non pervenuto.

  • Stewart Newby ex Kleinwort Benson

    26 set 2008 - 00:13 - #19
    0 punti
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    Giuliano Ferrara gia’ omosessuale ( come da libro di suo fratello massone Pino Nicotri, l’Arcitaliano; Pino Nicotri e sua nicotrina, dello stesso, ora, infatti, corruttissimo servo), gia’ depravato super pornografo e masturbatore compulsivo, ora mero impotente, paga gigolo x..
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    Milano, via Bartolomeo D’Alviano 7, zona Piazza Frattini, tel 02.36525126. Vi abita una spia tutto sesso compulsivo e fascismo: Teresa Kozak ( Mata Hari of two thousands: varii mariti e 250 amanti avuti in tre decadi; anche se per lo piu’ per “ragioni professionali”; in che senso? presto detto). Massonissima, antiCristiani al calor bianco, ex amante anche di Licio Gelli, Marcello Dell’Utri, Pippo Franco e addirittura Sandro Bondiiiiiii, ovviamente Berlusconianissima. Funzionaria nella “incappucciatissima”, massonononona, super piduistissima Bnl per venticinque anni. Pre pensionata da detta banca, incredibilmente, gia’ a 50 anni circa, come gesto di ringraziamento per i suoi serivizi “por-nazi/spionistici” forniti a massonerie copertissime filo piduiste italiane da fine anni 70 in qua. Amantissima di sesso orale, nudismo, pornografia “ extreme”, “ sesso con giovincelli”, orgie a casa di Ignazio La Russa, this is Teresa Kozak, nicked “Teresa Kosciak”, non per niente. Veniamo comunque ai giorni d’oggi. Su ordine del fascista puzzone Giuliano Tavaroli, della serpe Emanuele Cipriani, del mafioso sanguinario Marco Mancini, del delinquente fascio Gaetano Saya, della biscia nazista Riccardo Sindoca, con dietro ancora, ovviamente, i maf..ascisti assassini Berluscones, specialmente nella figura, anzi, figuraccia, del citato ex omosessuale, ex masturbatore compulsivo, ora mero impotente Giuliano Ferrara ( l’Mi 6 a Londra e’ sicurissimo, avendo di tutto cio’ varii videos, che egli paghi ora gigolo facenti sesso con sua moglie Anselma Dell’Olio, davanti a lui, in quanto egli spera, cosi’, a fronte di qs penosissima visione, di superare il suo problema attuale, configurantesi in una, per lui, deprimentissima impotenza precoce), andava a letto con non Berlusconiani, fingendosi di essi innamorata, per carpirne segreti, passarli poi ai Goebbelsianoni qui appena citati, e cio’ allo scopo di sbracare, poi, completamente la vita di qs grandi non Berluscones stessi. Secondo regime nazindranghetaro, quello Berlusconiano degli anni 2001/2006 . Faceva ella tantissimo sesso, allo scopo appena descritto, guarda caso, specialmente negli anni 2002 e 2003, gli anni “ double Abu”: Omar e Ghraib. Coordinava dietro lei ovviamente, anche la Cia “nazismoderna” di qs ultimi anni, quella dell’Hitleriano putrido Jeff Castelli, del vermino Bob Seldon Lady, incoraggiata in cio’ tantissimo anche dal massimo fan di Licio Gelli americano, il pericolosissimo tipo Edward Luttwack e dal sempre assetato di sangue Mel Sembler, come dal killer invisibile Douglas Mc Elhaney, e anche dall’attuale chief di Villa Taverna, il “moderato modernazista” Ronald Spogli, noto per le sue frodi elettorali ordinate sempre contro il centrosin, sia nel 2006, come nel 2008, da cui i famosi “Ronald Spogli elettorali”. Piu’, ovviamente, la banca fascismoderna Morgan Stanley, quella della precedente gestione dei “dirty thieves” Daniel Hegglin e Philip Purcell. Mai stato antiamericano, a volte, ben anzi, ma come dicono a Napoli: “wagliunce’, akka nisciuno e’ fesso, amico mio”. Saluti, “Mata Hariuzza ei Budapest”.
    Ps 1 aaaa scordavo, tramava dietro anche il cocainissimo, parimenti simil maniaco sessuale Attilio Ventura. Un assassino vero e proprio che indusse al suicidio l’otto per cento, ripeto, l’otto per cento, del proprio personale nella Banca Leonardo che dirigeva, prima che dalla stessa, infatti, lo cacciassero. Cacciatolo da li dove e’ egli ora. In consiglio Mafiaset Nazistset Porciset Assassiniset Ladroniset Mediaset. Gli antichi celtici dicevano un interessante proverbio: “alla fine tutti i porci si ritrovano nei porcili”. Parlando del nazifascista ebreo Attilio Ventura ( dovrebbe essere contraddizione di termini, invece, con qs serpe, incredibilmente…), come di Hitlerset Everisivissimiset Sbracadremocraziaset Piduistoniterroristiset Mediaset, direi che ci stra siamo.
    Ps 2 Attenzione a qs altro nome Michele Calzolari “ il corrottissimo”. Trattasi di un mini neo Licio Gelli italiano. Capo della Borsa di Milano ( di fatto) attuale, impone stecche a chiunque all’interno della stessa, minacciando se no dispetti e ricatti, a non finire. Michele Calzolari, un estortore incravattato, sia dell’Opus Dei, che di massonerie coperte satanistissime ( come dire: “piu’ mi paro e’ meglio e’”). Che stra schifo qs Italia neomonarchica, neomedioevale, nazindranghetara Berlusconicchia, bleaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaah

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