Binetti, Gentilini & co: vota l'omofobo del 2007

Il 2007 è stato l'anno dell'omofobia? Non possiamo dirlo con certezza: di sicuro è l'anno in cui questa parola è diventata di dominio pubblico e ha cominciato a circolare sui giornali popolari e persino nei telegiornali. In nome di questa parola la senatrice Binetti ha quasi fatto cadere (per nulla, poi!) il governo Prodi al Senato; in Parlamento ci sono almeno un paio di proposte di legge per combattere l'omofobia, ma alcuni gay addirittura sostengono che l'allarme omofobia è un po' ingigantito.

Visto che con il passare del tempo perdiamo un po' la memoria, ho recuperato le più eclatanti dichiarazioni di stampo omofobico in Italia e ve le propongo, con un sondaggio: chi è il più omofobo del 2007?

Paola Binetti (senatrice del Pd): "Come neuropsichiatra ho esperienza decennale di omosessuali che si fanno curare. Non sono andata a cercarli io, sono loro che sono venuti in terapia da me perché dalla loro esperienza ricavano disagio, sofferenza, ansia, depressione e incapacità di sentirsi integrati nel gruppo. Non sono io a sostenerlo, è un dato oggettivo. Fino a poco tempo fa il Dsm4, la “bibbia degli psichiatri” cui fanno riferimento il ministero della sanità, le Regioni e i principali manuali diagnostici, ha sempre inserito l’omosessualità tra le patologie del comportamento sessuale. Poi la lobby dei gay l’ha fatta cancellare. Ma noi specialisti continuiamo a collocarla tra i disturbi del comportamento sessuale".

Clemente Mastella (ministro della Giustizia): prima scrive un disegno di legge con norme anti-omofobia, poi alla Camera i suoi deputati presentano emendamente per cancellare la parte della legge che contrasta l'omofobia.

governo Prodi: fa decadere il decreto sicurezza per non approvare subito le norme anti-omofobia

Massimo D'Alema: i matrimoni gay sono offensivi per la maggioranza degli italiani, i cattolici

Giuliano Amato (ministro dell'Interno): i matrimoni gay "sono in contrasto con l'ordine pubblico" (scritto su una circolare ministeriale)

Giancarlo Gentilini (vicesindaco di Treviso): «Darò subito disposizioni alla mia comandante (dei vigili urbani, ndr) affinchè faccia pulizia etnica dei culattoni - ha detto ai microfoni di Rete Veneta l’ex sindaco sceriffo della Lega, riportano i quotidiani locali - Devono andare in altri capoluoghi di regione che sono disposti ad accoglierli. Qui a Treviso non c’è nessuna possibilità per culattoni e simili»

Un professore di Gela: ha scoperto l’omosessualità di un suo studente e lo ha apostrofato: “Vai a casa e non venire più a scuola perché sei un gay”.

Letizia Moratti (sindaco di Milano): prima nega il patrocinio al Festival di cinema gaylesbico; poi cancella la mostra Arte e omosessualità, che aveva promosso.

Riccardo Di Segni (rabbino): L’omosessualità maschile è moralmente inaccettabile

Rosy Bindi (ministro della Famiglia): due uomini (o due donne) che vivono insieme non formano una famiglia. Quindi niente associazioni lgbt al Forum sulla famiglia.

Angelo Bagnasco (cardinale): “Se si approva una legge che regolarizza le unioni di fatto tra etero e omosessuali, poi si legalizzerà l’incesto e la pedofilia”.

Piergianni Prosperini (assessore lombardo): l’uso della garrota, non quella spagnola, il collare che si stringe lentamente alla gola a quell’indiana, pare degli Apache: una cinghia di cuoio bagnata attorno alle tempie che asciugandosi al sole si stringe ancora più stretta. Una modesta proposta contro una forma di devianza, quella dei gay che scendono in piazza a Roma, ma buona contro un’altra qualsiasi.

Giulio Andreotti: Sono all’antica e le unioni le vedo solo tra un uomo e una donna... Noi abbiamo sudato lacrime e sangue per fare la riforma agraria e dare la terra ai contadini. Invece, oggi, vogliono dare il contadino al contadino... Ora capisco perché mia madre da ragazzino non voleva mandarmi al cinema. Temeva facessi brutti incontri, perfino in quel cinemetto in via dei Prefetti, dove ti davano anche la merenda.

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