La dichiarazione di Ahmadinejad e considerazioni sull'elettorato gay

La dichiarazione di Ahmadinejad e considerazioni sull'elettorato gay

Certo viene da chiedersi cosa possa produrre, in termini di rispetto della persona, dichiarazioni che liquidano frettolosamente questioni come le differenze sessuali “Secondo Ahmadinejad”, scrivono le agenzie stampa, “l’omosessualità è una condotta molto brutta” a suo dire condannata “da tutti i profeti, tutte le religioni e tutte le confessioni”. Ma quello che mi stupisce, è la frase di Ahmadinejad che segue: secondo il presidente iraniano chi si rende schiavo delle lobby gay lo fa solo per guadagnare “tre o quattro voti in più”, aggiungendo:

Questo tipo di supporto all’omosessualità è ancorato unicamente nei pensieri dei capitalisti incalliti e di quanti sono favorevoli ad accrescere il capitale, più che ai valori umani.

La dichiarazione di Ahmadinejad e considerazioni sull'elettorato gay

Ecco si tratta di una dichiarazione che apre anche a un problema eminentemente politico: i gay come elettorato. Appoggiare o no i diritti civili, indi di tutti, diventa una specie di totovoto. A dar retta alle logiche politiche, il prendere posizioni in merito, che possano essere schierarsi pro matrimonio gay, adozioni, diritti paritari, diventa una mera convenienza, ovvero: porta consensi? Secondo Ahmadinejad no, è solo una scelta di chi sta dietro ai soldi e non ai veri valori.

In America, sembra che sia anche a colpi di dichiarazioni pro matrimoni gay, che si giochi la presidenza di Obama espressa nella già storica intervista rilasciata a Robin Roberts, che dice:

A un certo punto, ho semplicemente concluso che per me, personalmente, è importante andare oltre e dire che le coppie dello stesso sesso dovrebbero avere la possibilità di sposarsi.

Se il dovere di ogni partito è tener conto delle esigenze del proprio elettorato, quindi, la grande lotta per il potere si gioca fra l’elettorato gay e l’elettorato cattolico diametralmente opposti? No, perché le esigenze sono diverse, e in un certo senso anche complementari. Dare importanza all’unione fra due esseri umani, al concetto di famiglia, significa estenderle e non negarle ad alcune fasce delle società. Oltretutto se il matrimonio, istituzione già di per sé in grande crisi, diventa una scelta a cui tutti, senza distinzione, possono fare riferimento, l’elettorato omosessuale non avrà acquisito un potere, ma solo un diritto civile.

Appena un paio di giorni fa la dichiarazione dell'ex presidente della regione Piemonte, Mercedes Bresso, con l'invito "a non accontentarsi"e a chiedere il matrimonio. È un errore macroscopico, politico e umano, considerare una lotta di questo tipo al pari di un mantenimento di privilegi o sacrosanti diritti già raggiunti.

Ma è proprio vero che gli elettori sono divisi in maniera così netta?   Sbagliato contrapporre la "famiglia laica" alla "famiglia cattolica" dichiara il Cardinal Bagnasco che considera le unioni civili un'"imposizione".

Quanti credenti sono gay, ad esempio? Lo stesso Nichi Vendola, presidente della regione Puglia, è un cattolico, nonché omosessuale. Senza parlare dei valori umani, che non sono certo esclusivo appannaggio dei credenti religiosi.

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