Ex Gay: Nicolosi e la testimonianza di Luca Di Tolve

ex gay

Mi piace un sacco questa cosa che qualcuno ci vuole curare. Nel senso che un po' ci riderei ironicamente. Un po' ci rifletto e vorrei andare fino in fondo al problema. Uniamo un po' i pezzi.

Non so se conoscete la storia del Dr. Joseph Nicolosi, psicologo terapista che da un po' di anni ha fondato il NARTH, associazione nazionale per la ricerca e la terapia dell'Omosessualità. Andiamo al punto: questo dottore più o meno dal 2004 ha creato una "terapia riparativa" per tornare etero. Non voglio essere semplicistico, ma il concetto è quello.

Secondo un ex paziente (di cui abbiamo già parlato su Queerblog) che ha avuto a che fare con il suddetto psicologo (ancora gay, ancora più convinto che pria) , il concetto di "guarigione" si fonderebbe sul fatto che i gay hanno una mascolinità danneggiata (espressione terribile, ma questo pare si dica) e che la ricerchiamo in qualcos'altro. Questo qualcos'altro si chiama omosessualità.

Quindi l'attrazione sessuale gay sarebbe una distorsione generata da un problema di natura comportamentale e sociale. In pratica non siamo attratti dai gay ma sfoghiamo in forma distorta altre problematiche che cambiano da soggetto a soggetto. Non è una questione nuova e in questi mesi tanto se ne è parlato nel mondo gay (anche con grande indignazione) per un'altra testimonianza video lanciata su Gay.it.

Parliamo di Luca Di Tolve, ex gay sempre paziente di Nicolosi, ormai alla soglia del matrimonio. Un'intervista per la stampa e due video che forse non hanno fatto abbastanza eco nel web, ma che condivisibili o meno, sono davvero topici e dovrebbero essere visti e commentati da ogni gay italiano.

Cercando di parafrasare le parole di Di Tolve, il discorso è piuttosto semplice: essere omosessuali può essere la risposta ad un problema (nel suo caso, la separazione dai genitori). La gay life omosessuale sarebbe, scusate il termine inesistente, "sessocentrica", perchè metterebbe l'erotismo al centro dei rapporti e delle relazioni.

L'erotismo come regola di vita porterebbe ad avere tanti partner, quindi la diffusione facilitata di malattie come l'Aids, che tra l'altro Andrea si è pure (purtroppo) preso. Il mondo gay descritto da Di Tolve è quindi un mondo poco sano (usa droghe e alcol...) dal quale oggi è uscito felicemente.

Vi consiglio di seguire i due video per farvi un'idea. Nel frattempo un ex ex gay, Michael Bussee, (era non gay poi si è ricoperto gay) fondatore di un'altra importante comunità statunitense ex gay (la Exodus) ha dichiarato quanto il metodo di "ricorversione della sessualità" sia inefficace.

Dove stanno le valutazioni superficiali, dov'è le verità? Chi ha ragione e chi ha torto in questa faccenda? Sono dubbi facilmente scioglibili forse, ma che meriterebbero un secondo di sana (ma anche indignata) riflessione.

Ultima nota a margine: Patroclo, blogger, rispondendo ai video dell'intervista a Di Tolve in merito alla questione nodale omosessualità uguale promiscuità più o meno uguale diventare sieropositivo scrive:

Con tutto il rispetto verso la malattia del ragazzo, una sola considerazione;
Se sei mignotta non è perchè sei gay, è perchè sei mignotta.
Se ti scopi sto mondo e quell'altro non è perchè sei gay, è perchè sei mignotta.
Se sublimi nel sesso carenze d' altro tipo non è perchè sei gay, è perchè sei mignotta.

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