Il moralismo bigotto del nuovo millennio e la libertà degli anni '80

Chi mi conosce sa che sono un “ottantologo” ovvero un vero patito degli Anni 80. Ma non lo sono da quando sono tornati di moda, lo sono sempre stato, ho sempre apprezzato l’estetica sperimentale, la musica pop e underground e i concetti del decennio più lungo della storia occidentale. Ma a noi che ci interessa? direte voi, effettivamente avete ragione ma questa premessa mi è necessaria per motivare la riflessione che mi è venuta in mente questa mattina.

Volendo trovare il mio modo per augurarvi buone feste ho pensato di farlo mettendo il manifesto di Vacanze di Natale dei fratelli Vanzina vero e proprio cult e manifesto dell’opulenza, della superficialità, dei miti degli Anni 80.

Pensando a quel film e a molti altri usciti in quel periodo mi è venuto in mente quanto fossero meno bigotti, quanto tantissimi temi, oggi ancora tabu o sdgonati per bisogno di far notizia lì c’erano ed erano “normali”, ma non solo nei film, anche nelle canzoni, nelle trasmissioni tv ecc.

L’omosessualità, ma soprattutto quel gusto camp che caratterizza la cultura queer, erano rappresentati senza troppi problemi, forse erano macchiette, ma si viveva uno stadio embrionale dei temi trattati, almeno da noi in Italia il politicamente corretto non aveva ancora reso tutti moralisti e minimali.

Sotto il vestito niente”, non sto qui discutendo sulla qualità o meno dei film che citerò, per quello è più logico leggere Cineblog, parlava non solo del mondo della moda ma anche, o forse soprattutto, di un rapporto lesbico; “Via Montenapoleone” aveva come protagonista nella Milano da bere il gay Luca Barbareschi; “Vacanze di Natale” ha il suo massimo quando i genitori scoprono a letto Christian De Sica con Zartolin.

In “Cuori senza età” si parlava senza problemi di lesbiche e trans FtM, al centro di “Tre cuori in affitto” c’è la finta omosessualità del protagonista che riesce così ad avere la casa.

Poi ovviamente ci sono state pellicole bellissime e ben fatte come “Amici,Complici, Amanti”, “Maurice” con Hug Grant: storie difficili e meno futili. Il cinema impegnato si sa serve soprattutto per far riflettere.

I testi delle canzoni erano molto più espliciti di oggi, da Madonna a Marcella, tanto per non prendere due estremi, il sesso era esaltato senza troppi pudori, la famiglia del Mulino bianco era sì il modello dominante, ma non era un valore da difendere in Parlamento, Boy George i Dead Or Alive, la Smalltown boy dei Bronsky Beat con tanto di video denuncia sull’omofobia.

La moda era sperimentazione vera, l’arte, la Carrà poteva permettersi di apparire alle dodici praticamente nuda a cantare di mogli tradite che invece di disperarsi lasciano la faccia di bronzo a casa.

Esempi se ne potrebbero fare molti per dimostrare la mia tesi, ma mi fermo qui perché sicuramente sarete ancora impegnati con i pacchetti, i pranzi, le tombolate vi auguro davvero BUONE FESTE

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