NO alle Unioni Civili a Roma, le prime reazioni

Dopo il No all’istituzione di un registro delle Unioni Civili a Roma è arrivata la prima,dura, reazione da parte del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, che in un comunicato stampa diramato ieri ha annunciato la sua intenzione di uscire dal Tavolo di coordinamento per orientamento sessuale ed identità di genere istituito dal Comune di Roma.

Il Mario Mieli ritiene conclusa la propria esperienza all’interno del Tavolo

in quanto è uno strumento, essenzialmente politico, che presupporrebbe una concreta e non ambigua volontà di affrontare tutte le questioni lgbt con spirito d’innovazione e cambiamento, verso la costruzione di una città solidale e aperta a tutti, omosessuali e trans compresi.

Il No, sempre secondo il Mario Mieli,

e’ carico di un particolare significato, considerando che il sindaco di Roma e’ anche leader del Partito democratico, determinante ai fini di qualunque approvazione parlamentare futura in materia di diritti civili.

Immediata la risposta dell’assessore alle Pari Opportunità Cecilia D’Elia delegata del Sindaco per i lavori del Tavolo, Assessore a cui il Mieli ha voluto ribadire la propria stima,nella nota diffusa l'Assessore afferma di rendersi conto

dell’amarezza per l’esito del Consiglio comunale, ma ritiene sbagliata la scelta del Circolo Mario Mieli di abbandonare il Tavolo permanente orientamento sessuale e identità di genere promosso dal Comune di Roma.

Personalmente ritengo invece coraggiosa, doverosa per i propri soci e coerente la scelta del Circolo Mario Mieli.

Il registro romano com’è logico avrebbe avuto un significato politico fortissimo, quel No è stata sì un’occasione persa per la comunità romana, ma almeno ha reso chiaro qual è l’orientamento reale del tanto decantato PD.

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