Via il decreto sicurezza per non inserire l'omofobia

Non so davvero se sia più inettitudine o malafede. Sta di fatto che, pur di non inserire il riferimento alla lotta all'omofobia, il governo Prodi preferisce far decadere il decreto legge sulla sicurezza, quello su cui il ministro Amato aveva minacciato le dimissioni. Lo ha annunciato il ministro Chiti alla Camera. Il dl in quetsione sarà lasciato decadere e il governo ne emanerà un altro entro la fine dell'anno, ma senza le norme sull'omofobia.

Il decreto - lo ricorderete - era stato varato sull'onda dell'omicidio di Francesca Reggiani a Roma; in Senato la sinistra aveva chiesto e ottenuto che fosse aggiunta la norma sulla lotta all'omofobia, ma proprio su questo punto era stato fatto un pastrocchio:la Binetti aveva votato no, anche se Prodi aveva posto la questione di fiducia, ma l'articolo che faceva riferimento al Trattato di Amsterdam (per non dichiarare esplicitamente che si tutelano tutti gli orientamenti sessuali) era sbagliato. Il decreto convertito in legge con quell'errore rischiava di non essere promulgato dal Capo dello stato.

Figuraccia, dunque, per il governo che ha aggiunto un nuovo schiaffo alla comunità lgbt: la prossima versione del decreto non conterrà le norme anti-omofobia perché "non riguardano la sicurezza", secondo il ministro Chiti. In fondo riguardano solo la sicurezza di gay, lesbiche e trans; e di quella importa poco a tutti. Le norme sull'omofobia entreranno in un disegno di legge (ddl), che poi rimarrà bloccato il qualche commissione e mai discusso. Scommettiamo?

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