Il popper e l’hiv vanno a braccetto

Il popper è sempre più diffuso e non solo tra i gay. Si è sempre detto che il suo uso nel sesso è rischioso perché, al pari delle altre droghe, abbassa il livello di guardia, ma ora arriva una nuova campagna del Terrence Higgins Trust che ci dice che la probabilità di contagio dell’hiv aumenta in caso di sesso anale non protetto accompagnato dall’uso di popper, anche per motivi fisiologici.

La campagna di informazione e prevenzione si basa su recenti ricerche che avrebbero dimostrato un’alta incidenza di uso di popper nei casi di sieropositività. Ovviamente stiamo parlando sempre di sesso senza preservativo.

Sembra infatti che l’incremento di afflusso di sangue nel retto (essendo il popper un vasodilatatore) aumenti il rischio di sanguinamento. Inoltre, abbassando le inibizioni, il popper potrebbe portare a sessioni di sesso più lunghe e più audaci, con conseguente aumento del rischio di abrasioni sul pene e nel retto.

Dopo l’alcol e il tabacco, il popper sembrerebbe essere la terza droga più usata dai gay. Almeno in Inghilterra, dove i gay londinesi fanno uso di droghe oltre tre volte tanto gli etero. E in Italia? Anche a me sembra che il popper sia sempre più in voga, non più solo tra gli adepti del fetish e delle maniere forti, ma anche tra svariati insospettabili.

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