Francesco Rutelli dice di essere favorevole alle adozioni gay. In un’intervista a Pubblico Quotidiano afferma:
Mettiamo che io, Francesco Rutelli, sia un giudice di un tribunale dei minori. Se mi trovassi a decidere il destino di un ragazzo orfano, lo affiderei anche a una coppia gay. O anche a un gay single.
Il politico che fino a poco tempo fa era tutto pappa e ciccia con Paola Binetti, come sottolineano i colleghi di Polisblog, ora si lancia in affermazioni molto progressiste:
Io parto da una considerazione semplicissima. La famiglia di oggi non è mica quella dei telefilm quand’ero bambino io, in cui c’era Doris Day che faceva la mammina impeccabile, in cui il papà tornava ogni sera a casa dal lavoro e i bambini educatissimi. È un casino. Gente che divorzia, poi si risposa, magari va a vivere coi figli del nuovo compagno o della nuova compagna, mentre i propri, di figli, vivono altrove. Sembra che solo i gay vogliono sposarsi.
Rutelli ci ha abituati ai continui cambi di casacca: staremo a vedere.
Foto | Flickr

4 COMMENTIAGGIUNGI IL TUO
loran
Sarò puntiglioso ma è quel "anche" che mi convince poco, anche se è apprezzabile il fatto che se fosse un giudice darebbe in adozione quel bambino invece che correre il rischio di farlo crescere da solo.
#1 - Scritto il
breather
Questa intervista mi lascia a dir poco perplesso. Rutelli si limita a parlare di "affidamento", e continua a parlare di "affidamento", anche laddove il discorso verte sull'adozione… ma affidamento e adozione sono due cose ben diverse: l'una è una soluzione del tutto temporanea in attesa di crescere in un nucleo familiare, l'altra è avere dei nuovi genitori -e lui questo lo sa bene. Tra l'altro, se non sbaglio, in Italia è dal 2001 che i single -anche omosessuali: la legge non pone divieti- possono ricevere in affidamento dei minori (vedi <a href='http://goo.gl/9I0xs' rel='nofollow'>http://goo.gl/9I0xs</a> ); quindi se Rutelli, in un'ipotetica veste di giudice, affidasse un bambino a un gay o a una lesbica non farebbe altro che applicare le regole vigenti in materia da oltre un decennio… niente di innovativo… certo, apre all'idea di affidamento a coppie dello stesso sesso, ma -siamo ancora qui- non sarebbe comunque adozione. Mi piace poco anche il pezzo dell'intervista in cui dice: "A Nichi rispondo con le parole di un suo conterraneo … Lino Banfi. 'Nessuna mamma è poco. E due so’ troppe'. Come a dire, un bambino ha diritto a una mamma." Ecco, appunto. Sono parole che la dicono davvero lunga su di lui.
#2 - Scritto il
ari72
Opportunista
#3 - Scritto il
smarten
Pagliacci!!!
#4 - Scritto il