L’omofobia fa comodo, soprattutto ai gay

Il recente caso dell’omicidio di Gabriele Vescovini da parte del padre, con le relative dichiarazioni di Grillini e il solito tran tran di gente pronta a scandalizzarsi, porta in auge per l’ennesima volta il tipico atteggiamento di certi gay, che sono pronti a vedere l’omofobia ovunque.

Guarda caso, i fatti di cronaca sono strumentalizzati in questo senso sempre da personaggi provenienti dall’Arcigay o associazioni simili. Queste associazioni, infatti, sono nate per difendere giustamente i diritti dei gay ma, per sopravvivere, hanno bisogno di appellarsi a tutto pur di dimostrare l’omofobia latente e manifesta nella nostra società e, dunque, dimostrare la necessità dell’esistenza delle associazioni stesse.

Quindi ogni ragazzo gay ucciso è stato ucciso perché gay. Ogni ragazzo gay che si suicida si è suicidato perché gay. E così via. Anche se non ci sono prove dimostrabili che sia andata veramente in quel modo, si grida all’omofobia perché ciò fa comodo a chi deve la propria ragione di esistere all’omofobia.

Pensate a un mondo dove non esista l’omofobia. A cosa servirebbero Arcigay e compagnia bella? Proprio a un bel niente. Per questo è bene fomentare e allarmare oltre ogni misura, per far credere alla gente che loro sono lì per noi, per difendere i nostri diritti, per scovare l’odio anche negli angoli più remoti, per costruire una società più giusta ed equa. Ma c’è ancora dell’altro.

Al di là dell’ideologia associazionista, pensate seriamente a un mondo dove non ci sia più l’omofobia, dove due ragazzi o due ragazze che si baciano per strada non facciano più né caldo né freddo a nessuno, dove gay ed etero siano veramente equiparati su tutto, senza nessuna distinzione. Un paradiso, direte voi.

No, un inferno, dico io. Anche se nessuno lo ammetterebbe, a molti gay fa piacere sentirsi odiati, discriminati, additati, perché così si sentono protagonisti, si sentono investiti di un’identità per contrasto, per così dire. Grazie al mondo che li odia tanto, i gay possono assurgere al ruolo di vittime perenni.

Quando essere omosessuale non farà più notizia, quando nessuno farà più caso a noi, ho i miei dubbi che saremo felici e contenti. Più probabilmente, ci verrà una crisi isterica.

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