D'Alema: nozze gay offensive per molti italiani

Ecco qui. Gratta gratta, anche sotto il vecchio ex comunista batte un cuore che pende per il Vaticano. Non basta essere ateo, non basta essere (o essere stato) materialista a Massimo D'Alema per sfuggire ai cliché dell'italiano medio, che deve interpretare il senso religioso della (presunta) maggioranza.

A colloquio con gli studenti di un istituto tecnico, il ministro degli Esteri ha espresso il proprio pensiero sul matrimonio fra persone dello stesso sesso. E non è un pensiero molto libertario o di sinistra.

«No, non sono favorevole al matrimonio tra omosessuali perché il matrimonio tra un uomo e una donna è il fondamento della famiglia, per la Costituzione. E, per la maggioranza degli italiani, è pure un sacramento. Il matrimonio tra omosessuali, perciò, offenderebbe il sentimento religioso di tanta gente. Due persone dello stesso sesso possono vivere uniti senza bisogno di simulare un matrimonio. Lo Stato, però, deve riconoscere loro diritti civili e sociali. Mi accontenterei di fare la legge...».

Un misto di disinformazione e ideologia. Prima la solita favola della Costituzione, che non parla mai di matrimonio fra uomo e donna, ma si limita a parlare di famiglia. Poi la storia del sacramento: chiaro esempio della confusione tra sfera dello stato e sfera religiosa, che sono e dovrebbero restare separate. Il matrimonio sarà un sacarmento per quel 20% (se va bene) di italiani che vanno a messa ogni domenica. Per gli altri è un contratto sottoscritto davanti alla legge.

E poi il disprezzo verso gay e lesbiche che vorrebbero "simulare" un matrimonio. Non più di quanto D'Alema tenti di simulare di essere di sinistra. Ma si vede benissimo che non lo è.

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