Di questo passo si sposeranno anche le scimmie

Chiedete ai vostri amici etero di fare un giochino: per un mese provare a non menzionare mai il marito/la moglie o i figli nelle loro conversazioni, a descrivere esperienze vissute con il/la partner come se le avessero vissute da soli, a dire sempre "io" anche quando dovrebbero dire "noi".

Chi si è sottoposto all'esperimento lo ha trovato semplicemente debilitante. Molti omosessuali si trovano a vivere questa situazione per anni, a volte per tutta la vita.

E questo è solo uno degli elementi che compongono l'insieme dei disagi dovuti all'appartenenza a una minoranza.

Ne parla lo psichiatra e psicoanalista Vittorio Lingiardi nel suo nuovo libro, Citizen Gay - Famiglie, diritti negati e salute mentale, appena uscito per il Saggiatore.

Spiegando che il minority stress è il risultato di tre componenti principali: l'omofobia interiorizzata (il rifiuto dei propri desideri), lo stigma percepito (che produce la paura di essere identificati come gay) e le esperienze di discriminazione vissute.

Insomma, sopravvivere a tutto ciò è un'impresa dura. Sdrammatizzare aiuta a guardare avanti ma secondo Lingiardi è possibile opporre argomenti forti all'orientamento omofobico delle nostre istituzioni.

Il libro espone con chiarezza i punti fermi della scienza a proposito delle persone omosessuali: sono sane come gli altri, possono sposarsi, fare figli, adottare.

Insomma, dal punto di vista medico le discriminazioni sono una follia. Una follia dannosa.

Penso che per la maggior parte delle persone la possibilità di costruire una famiglia sia fonte di soddisfazione e sicurezza. E che uno Stato i cui cittadini
sono più felici sia uno Stato più forte .

Più chiaro di così.

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