La differenza tra coming out e outing

Che i giornali o i media generalisti sbaglino è già di per sé inaccettabile, anche se forse più comprensibile.

Dico inaccettabile perché chi fa informazione, soprattutto ad un certo livello con la responsabilità di milioni di utenti, dovrebbe prendersi la briga di controllare, andare a fondo e dare una notizia corretta oltre che utilizzare una terminologia precisa. E invece da tempo è diventata una consuetudine leggere sui giornali o sentire in televisione utilizzare i termini "coming out" e "outing" in maniera errata.

Tanto che ormai persino all'interno della stessa comunità glbt, a cui i termini sono collegati, aleggia una certa confusione. E qui entriamo nell'inaccettabile. Un gay, una lesbica, un trans non possono usare a sproposito questi termini. Perché per essere capiti dobbiamo per primi essere chiari noi.

Noi che facciamo tanto invece, soprattutto in questa sede, per divulgare una corretta informazione su tutto ciò che concerne terminologie, usi, costumi, vizi e virtù della multisfaccettata popolazione omosessuale e transessuale, ci chiediamo a questo punto se anche voi, i nostri lettori, usiate correttamente questi termini.

Lo so che "outing" è più veloce e facile da ricordare, ma è cosa ben diversa da "coming out" e non si possono assolutamente confondere i due termini perché hanno significati diametralmente opposti (lo abbiamo spiegato anche qui). Nel caso, ad esempio, del coming out del giornalista Stefano Campagna è più facile sui motori di ricerca trovare la notizia sotto il termine "outing", che è sbagliatissimo!

Cerchiamo allora in questa sede di capire insieme quanta confusione ci sia intorno a questi due termini. Rispondete al nostro sondaggio. Analizzeremo poi insieme i risultati che spero saranno confortanti. Non confermateci il dato che sono proprio i gay a non sapere la differenza, vi prego...


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