Maschile e femminile nel romanzo “Tutti i colori del mondo” di Giovanni Montanaro

Giovanni Montanaro, Tutti i colori del mondoCarmine Abate con La collina del vento ha vinto il Premio Campiello 2012. Il libro è stato ritenuto il migliore tra i cinque che erano arrivati in finale.

A proposito della cinquina finalista, un libro interessante per noi di Queerblog (a mio vedere si tratta di ottimi libri, in ogni caso) è Tutti i colori del mondo di Giovanni Montanaro. Un libro scritto molto bene e con una storia interessante anche se, purtroppo, si è classificato ultimo tra i cinque in lizza.

Il romanzo racconta di un incontro tra la protagonista e un giovane Vincent Van Gogh che ancora non si era dedicato alla pittura. La storia affronta il tema del maschile e del femminile in un modo molto interessante e particolare: per non svelare troppo, però, preferisco rimanere sul vago. Ne consiglio, comunque, la lettura a chi abbia voglia di leggere un bel romanzo, che altro non è che una lunga lettera, che della varietà dei colori – intesi in senso ampio – fa una sorta di vessillo.

Giovanni Montanaro, finalista al Campiello 2012 con “Tutti i colori del mondo”

Alle prime pagine troviamo la descrizione di un prete che si scandalizza dell’omosessualità in natura e di come la natura quasi si vergogni di questo prete.

Il vicario di Torsten guardava davanti a sé, sconsolato, quando all’improvviso ha visto due gatti che si accoppiavano. Per un po’ ha fatto finta di niente, ma poi li ha fissati […] Si è avvicinato per guardare meglio. E li ha riconosciuti: erano quello bianco-rosso del mugnaio e il randagio nero che stava sempre lì intorno.

Mio Dio: due maschi!

Due maschi che si saltavano l’uno sull’altro, appiccicati con la pece. Era intollerabile, contro natura! Il vicario ha preso un sasso da terra e glielo ha lanciato contro. Ne ha centrato uno in pieno; i gatti si sono messi a correre verso la brughiera.

Ma quando la pietra ha colpito l’animale il cielo si è oscurato, è diventato color rame, e il sole è scomparso. Una brezza ha cominciato a muovere gli sterpi, impercettibile. Il vicario si è ritirato in chiesa; avrà pensato che non è saggio arrabbiarsi con Dio.

Rileggere questo passo dopo aver terminato il romanzo è illuminante, perché in nuce contiene molti elementi che troveremo poi disseminati lungo il testo.

Molto più avanti nella narrazione troviamo un altro passo, questa volta molto drammatico e testimone di quella netta divisione che vorrebbe la realtà bianca o nera (per dirla con Kinsey)

Un maschio deve sapere di essere un maschio; una femmina, una femmina. Se anche la natura fa confusione, l’uomo deve intervenire, ristabilire l’ordine. La natura commette errori, non conosce cosa è giusto e cosa è sbagliato, cosa è morale e cosa no. Questo compito è dell’uomo […] Ognuno poteva essere quello che doveva essere.

È un po’ quello che avviene oggi: la natura fa tutto bene, soprattutto quando essa si accorda con le nostre teorie…

Giovanni Montanaro
Tutti i colori del mondo
Feltrinelli, 2012
pp. 138, euro 14
disponibile anche in eBook a euro 9,99

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 5 voti.  
  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE DONNA DI BLOGO