Quando il cardinal Martini disse di non condividere le posizioni della chiesa contro le unioni civili gay

Il cardinale Carlo Maria Martini è morto ieri. Aveva 85 anni ed era malato di Parkinson. Su di lui ne sono state dette di tutti i colori e molte polemiche non ci riguardano. Quello che è certo è che Martini era l'uomo del dialogo, anche con la comunità omosessuale. È stato scritto che lui, rispetto a Ratzinger/Benedetto XVI,

amava i territori inesplorati della teologia e dell’etica, dove spesso camminava rasente agli strapiombi, come emerge anche dai suoi più recenti scritti sull’eutanasia.

Il cardinal Carlo Maria MartiniPer quel che riguarda le coppie omosessuali recentemente ebbe a dire:

Non è male, in luogo di rapporti omosessuali occasionali, che due persone abbiano una certa stabilità e quindi in questo senso lo Stato potrebbe anche favorirli. Non condivido le posizioni di chi, nella Chiesa, se la prende con le unioni civili.

Certo, Carlo Maria Martini rimane un uomo di chiesa e non ci si poteva aspettare chissà quali aperture: lui infatti, al pari degli altri membri della chiesa cattolica, difende la famiglia e il matrimonio eterosessuale. Ma, e qui, secondo me, sta il punto importante, non chiude ad altre realtà:

Se poi alcune persone, di sesso diverso oppure anche dello stesso sesso, ambiscono a firmare un patto per dare una certa stabilità alla loro coppia, perché vogliano assolutamente che non sia?

Si griderà allo scandalo (è stato fatto), sia da un lato (noi gay), che dall'altro (i pii fedeli): rimane il fatto che lui, Carlo Maria Martini, è stato uno dei pochi (l'unico?) all'interno della chiesa cattolica a dire che non c'è assolutamente nulla di male nel fatto che due omosessuali vivano in coppia e che vedano riconosciuti i loro diritti. Il dialogo si costruisce a piccoli passi (e mi rivolgo a chi cerca il dialogo con la chiesa cattolica e con le chiese in genere): ed è innegabile che Martini sia stato l'uomo del dialogo.

Foto | © TM News

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