A margine della vicenda delle Pussy Riot: il punto di vista di Stephen Fry

A margine della vicenda delle Pussy Riot: il punto di vista di Stephen FryÈ appassionata la lettera che Stephen Fry scrive alle Pussy Riot e che è stata pubblicata sul sito della sezione di Amnesty International UK. L’attore, gay dichiarato, si professa “russofilo impenitente” e non riesce a comprendere come sia possibile che la Russia continui ad agire sempre nello stesso modo e, cioè, nell’allontanare chi la pensa diversamente. È in questo contesto che si riferisce alle leggi omofobe in vigore a San Pietroburgo e in altre grandi città della Russia come Arkhangelsk, Ryazan e Kostroma e commenta:

Trovo così difficile da sopportare che il paese di Tchaikovsky stia permettendo a una miscela tossica fatta di teste rasate nazionaliste e a fondamentalisti ecclesiastici di dettare le leggi sull’omosessualità, per esempio. Parte del vostro “crimine” è stato quello di sostenere i diritti dei gay. Mi stupisce vedere come la storia della Russia sembri ripetersi.

Non ha peli sulla lingua l’attore nell’individuare i mandanti di questo clima: le “teste rasate nazionaliste” e i “fondamentalisti ecclesiastici”. C’è bisogno di persone che, come Stephen Fry, dicano apertamente come stanno le cose. Nascondersi dietro le parole e i distinguo è del tutto inutile, oltre che controproducente.

Foto | © TM News

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