La rapsodia infinita di Earl WIld

Earl Wild

Il momento fortunato nella vita dell’americano Earl Wild, virtuoso del pianoforte già in forza all’Orchestra sinfonica della NBC, arrivò quando nel 1942 Arturo Toscanini gli chiese di suonare Rapsodia in blu di Gershwin. Un concerto che conquistò il pubblico americano, portandogli una celebrità quasi istantanea.

Sempre in quegli anni di guerra, il giovane pianista accompagnò Eleanor Roosevelt da un angolo all’altro del paese, suonando l’inno americano al pianoforte prima che la first lady iniziasse a parlare alla folla.

Ma Earl Wild non fu solo uno dei più grandi pianisti del secolo scorso, ma anche un compositore di talento, che nel corso della sua lunga carriera creò opere di grande suggestione come Revelations nel 1962 e The Turquoise Horse nel 1976.

L’artista, ricordiamolo, fu anche uno dei pochi a vivere senza maschere la propria omosessualità. La sua lunga storia d’amore con Michael Rolland Davis, suo compagno per quasi quarant’anni, fu vissuta fin dalle prime battute alla chiara luce del sole.

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