Omaggio a Yves Saint Laurent

Yves Saint Laurent

Il primo agosto ricorreva l’anniversario della nascita di un mito della moda francese: Yves Saint Laurent (1936-2008). Un uomo non facile, schivo, introverso che ha creato abiti leggendari, collezionato squisite opere d’arte, perseguito a testa bassa un ideale di eleganza.

Dai lontani esordi nella maison di Christian Dior, ai giorni difficili della chiamata sotto le armi durante la guerra di Algeria, fino all’esaurimento nervoso che l’esercito pensò bene di curare con l’elettrochoc, la giovinezza di Saint Laurent si mosse spesso su un terreno minato.

Tornato a Parigi, il giovane couturier scoprì che il suo posto da Dior non era più disponibile. Senza perdersi d’animo, lo stilista intentò prima causa alla storica maison (che dopo la morte improvvisa di Christian Dior aveva salvato dal fallimento), poi, insieme al compagno, l’industriale Pierre Bergé, decise di tentare l’avventura ed aprire una propria casa di moda.

Il resto è storia, per alcuni addirittura leggenda. Dal lancio della sahariana all’abito Mondrian allo smoking da signora, i successi dello stilista dagli anni sessanta fino al suo ritiro nel 2002 non si contano. Oggi con un po’ di ritardo ci piace ricordarlo, anche se frettolosamente, anche se non in modo consono, con queste poche righe.

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