È morto Gore Vidal. Per primo parlò di omosessualità nel romanzo “La statua di sale”

Gore Vidal è morto a 86 anni

Era infastidito dalle sue bugie necessarie. Come desiderava dire a tutti esattamente quello che era! A un tratto si domandò cosa sarebbe successo se ogni uomo come lui fosse stato naturale e onesto. La vita sarebbe stata senz'altro migliore in un mondo dove il sesso venisse considerato come quelcosa di naturale e non spaventoso, e gli uomini potessero amare gli uomini naturalmente, secondo la loro inclinazione, proprio con la stessa naturalezza con cui amavano le donne. Ma anche mentre era seduto a tavola, meditando sulla libertà, sapeva che era pericoloso essere un uomo onesto; e alla fine gli mancò il coraggio.

Così scriveva Gore Vidal ne La statua di sale (1948), uno dei primi romanzi a trattare il tema dell'omosessualità. Ora Gore Vidal è morto, a 86 anni, e ci lascia in eredità dei libri bellissimi, come questo o l'audace e inattesa commedia satirica transessuale Myra Breckinridge (1968) di cui è stato scritto “donna Trionfante, prototipo di una nuova genia di esseri dotati di intelligenza superiore, bellezza indiscutibile, ambizioni altissime e di una fantasia smisurata che non si contenta di vagheggiamenti”

Ci ricorda il Corriere:

Per circa trent'anni, Gore Vidal ha vissuto in Italia, prima a Roma (in Largo di Torre Argentina) e poi a Ravello in costiera amalfitana. È apparso nel film di federico Fellini «Roma». Dopo la morte nel 2005 del compagno di una vita, Howard Austen, ha venduto la villa La Rondinaia a Ravello ed è ritornato stabilmente a Los Angeles

Noi di Queerblog lo ricordiamo con l'esplicit de La statua di sale:

I contorni degli edifici divennero nitidi e chiari. Sapeva esattamente dov'era e chi era e che non c'era più nulla da fare se non continuare, come se nulla fosse successo. Ma anche mentre formulava questo proposito, gli tornò alla mente la luce del fuoco e sentì ancora il rombo del fiume. Nessuna visione si esauriva se non in qualcosa di vivido e nuovo, e non c'era nulla di nuovo per lui. L'amante e il fratello erano scomparsi, sostituiti da un ricordo di carne illividita, lenzuola aggrovigliate, violenza. Provando panico, pensò alla fuga. Sarebbe tornato in mare. Avrebbe cambiato il suo nome, i suoi ricordi, la sua vita. Andò verso ovest in direzione del porto. Sì, si sarebbe imbarcato di nuovo e avebbe conosciuto altra gente. Ricominciato.

Poi, all'improvisso, fu sul molo, intorno a lui le navi silenziose. L'aria era fresca. Il mattino era vicino. Ai suoi piedi l'acqua si sollevava e si abbassava lentamente, gentilmente, come il respiro di un mostro enorme. Una volta di più fu sulla riva di un fiume, finalmene conscio che lo scopo dei fiumi è di sfociare nel mare. Niene cambia. Eppure nulla di ciò che è, potrà mai essere ciò che è stato. Rapito, guardò l'acqua frangersi fredda e scura contro l'isola di pietra. Presto sarebbe andato via.

Foto | © TM News

  • shares
  • Mail