Susanna Tamaro antifemminista?

Stamattina alle 10.20 Susanna Tamaro è stata ospite del conduttore Luca Giurato nella trasmissione Uno Mattina su Rai1, per presentare il libro appena uscito per Rizzoli della scrittrice triestina, "Ascolta la mia voce".

Alla luce del recentissimo (e castissimo) coming out di Tamaro, che ha dichiarato a Vanity Fair di avere una compagna da 18 anni, di cui ha scritto aelred qui su queerblog, ci saremmo aspettati che nella trasmissione di stamattina si affrontasse anche la vita privata della scrittrice, almeno con un accenno alla rivelazione. E invece niente. Si è fatto riferimento solo all'esistenza ritirata della donna, in campagna.

Susanna è come al solito pacata, serissima; cita i salmi della Bibbia a proposito del titolo del suo nuovo libro e dice che "siamo in un tempo in cui molti parlano e nessuno ascolta". L'intervista a Susanna Tamaro è cominciata, possiamo dire, sotto gli auspici dell'eterosessualità: un filmato ha infatti mostrato l'ospite e Giurato che si esibivano insieme in un poco aggraziato ballo nell'ambito di una puntata di Porta a Porta. La scrittrice ha commentato le immagini come "il primo e ultimo ballo della mia vita". E' curiosa l'inquaratura dal basso che riprende le caviglie di conduttore e ospite, che indossano gli stessi calzini o due paia molto simili, a fasce, colorati - e non è certo un modo di sottolineare la femminilità della scrittrice.

Ma il momento culminante della breve intervista ci è sembrata lo scambio di battute che raccontiamo qui di seguito. Luca Giurato ha ricordato che i lettori della Tamaro sono soprattutto donne, in tutto il mondo. Da qui è passato alla questione della posizione polemica della scrittrice nei confronti del Sessantotto e del femminismo, di cui credo si parli nel libro. Susanna ha rettificato che non si tratta di polemica ma di una "serena osservazione col senno di poi" sul femminismo, che la scrittrice dice di aver conosciuto da vicino, pur non avendolo vissuto da protagonista. "Della fiammata di liberazione non è rimasto molto", ha commentato seccamente la donna. (E infatti a noi la Tamaro stessa sembra abbastanza spenta.) Vorrei aggiungere soltanto che mentre avveniva questo ultimo scambio di battute, scorreva in sovrimpressione sullo schermo una dichiarazione della scrittrice contro l'uso degli embrioni e contro la fecondazione assistita: "cosa sarei oggi se fossi stata tre anni in un freezer come embrione?".

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