Matrimoni gay: Scozia fa passi in avanti e la Polonia indietro

Nicola Stugeon, vice primo ministro scozzese

Continua la lotta per i matrimoni gay all'interno dell'Europa. La Scozia potrebbe approvare il matrimonio gay entro la fine dell'anno. Al termine del periodo di consultazioni, il governo scozzese inizierà l'itero per la legalizzazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso. Ad annunciarlo è la numero due del governo, la vice primo ministro Nicola Sturgeon (in foto), assicurando che

stiamo lavorando per una Scozia giusta ed egualitaria e per questo motivo cerchiamo di portare avanti piani che permettano il matrimonio tra persone dello stesso sesso come anche la celebrazione di cerimonie religiose per le unioni civili.

La consultazione popolare organizzata dal governo scozzese ha messo in luce come la maggioranza della popolazione sia a favore del matrimonio egualitario: il 65% delle risposte, infatti, è stata pro nozze gay e il 35% contrarie. Così Alex Almond, primo ministro, ha alle spalle un forte sostegno per portare avanti il suo progetto al quale si oppongono soltanto la chiesa cattolica e quella scozzese, mentre, per quel che riguarda le forze politiche, il consenso è pressoché totale.

David Cameron e la chiesa anglicana

In caso di approvazione, la Scozia diverrebbe la prima nazione del Regno Unito a rendere legale il matrimonio tra persone dello stesso sesso, sebbene il governo di David Cameron stia lavorando perché le nozze gay siano realtà in Inghilterra e Galles entro il 2015.

E a proposito della posizione intransigente della chiesa anglicana, David Cameron ha rivolto un appello ai religiosi durante un ricevimento di associazioni per la parità di diritto dei gay:

La chiesa di Inghilterra si deve svegliare. È una cosa in cui credo appassionatamente: Se il matrimonio va bene per me, il matrimonio deve andar bene per tutti e noi faremo una legge in proposito.

Il parlamento polacco non discute la legge sulle unioni gay

Notizie meno positive giungono, invece, dalla Polonia il cui parlamento ha rifiutato di discutere sulla legalizzazione delle coppie di fatto e le unioni gay. Concretamente parlando, 384 deputati hanno votato contro la proposta, mentre solo 80 erano a favore.

Tra i deputati a favore, diversi hanno esposto cartelli e bandiere rainbow per mostrare apertamente il proprio sostegno alla legge: tra questi figurano il deputato gay dichiarato Riczard Biedron e la transessuale Anna Grodzka, entrambi membri del Movimiento Palikot. La proposta è sostenuta anche da una piattaforma di trenta organizzazioni sociali che vogliono che le unioni civili, tanto etero quanto gay, possano godere degli stessi diritti di cui godono i matrimoni.

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