Pierluigi Bersani si definisce progressista e propone le unioni gay

Pierluigi Bersani si definisce progressista e propone le unioni gay

Pierluigi Bersani si definisce progressista e propone le unioni gay. Lo fa dalle pagine del Corriere della Sera, in un'intervista ad Aldo Cazzullo in cui parla della situazione dell'Italia, del Partito Democratico, della (nuova) discesa in campo di Berlusconi, del futuro di Monti.

Il segretario del PD si definisce progressista (cito: “Io sono progressista. Organizzo il campo dei progressisti”). Ma cum grano salis, aggiungiamo noi: infatti sembrerebbe un progressismo giolittiano o, se preferite, una politica cerchiobottista per non scontentare nessuno. Alla domande diretta di Cazzullo sulla bagarre per le nozze gay (“Vista la situazione drammatica del Paese, non è un errore che il Pd metta in scena una rissa su un tema pur importante come le nozze gay?”) Bersani afferma che loro sono l'unico partito che discute sul serio dell'argomento.

Pierluigi Bersani si definisce progressista e propone le unioni gayAfferma Pierluigi Bersani:

Siamo l'unico partito che discute sul serio. Non sempre i modi di discutere mi piacciono. Ho visto forzature e personalismi. La chiudo lì: noi proponiamo le unioni gay, nei dintorni della soluzione tedesca. A chi dice che è troppo, rispondo che non possiamo restare fermi alla legislazione di Cipro e Turchia. A chi dice che è poco, rispondo che chi vuol saltare tre scalini alla volta rischia di rimanere al palo. Ricordo che viviamo in un Paese dove non è stato ancora possibile approvare una legge contro l'omofobia.

Nel leggere queste parole del segretario del Partito Democratico, mi sono venute in mente quelle che Barack Obama ha rivolto alla comunità lgbtqqi statunitense lo scorso 15 giugno:

Io non vi consiglierei mai di avere pazienza. Non sarebbe giusto, come non era giusto dire alle donne di essere pazienti un secolo fa o agli afroamericani cinquant’anni fa. Dopo decenni di inerzia e indifferenza, ora avete tutte le ragioni e tutto il diritto di chiedere, a voce alta e con forza, l’eguaglianza.

Del resto, uno è presidente degli Stati Uniti d'America e l'altro no.

Foto | © TM News

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