Una casa per i trans a Bologna

Il comune di Bologna sta studiando una proposta del Mit , il movimento d'identità transessuale, per istituire una casa d'accoglienza per le Trans che vogliono smettere di prostituirsi e, cosa più importante, di essere sfruttate.

Marcella Di Folco, presidente del Mit, ha spiegato al Corriere della sera il perchè della proprosta presentata al comune.

L’idea parte dall’osservazione che per i transessuali è necessario l’istituzione di una struttura specifica, mentre fino ad oggi essi sono stati assistiti in quelle esistenti per prostitute.

Occorre una struttura destinata in modo esclusivo ai trans. Può essere realizzata in città o comunque nelle vicinanze — ha detto la Di Folco —.

Noi abbiamo presentato la richiesta e siamo fiduciosi.

Puntiamo a un centro di accoglienza e assistenza che raccolga trans da tutt’Italia, e pensiamo che saranno giovani stranieri i più interessati a liberarsi dallo sfruttamento al quale sono sottoposti.

Se il comune di Bologna accettasse questa proposta potrebbe creare il precedente per un’esperienza a livello nazionale.

Anche noi come Marcella Di Folco vogliamo essere speranzosi.

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