Libero e l'ignobile titolo sui gay. Di Maio: "Scriveranno idiozie senza fondi pubblici"

Libero ha colpito di nuovo. La prima pagina di oggi, mercoledì 23 gennaio 2019, rappresenta il peggio del giornalismo italiano. È vero, da Libero non ci si aspetta nulla di diverso, una pubblicazione che vede Vittorio Feltri - le cui posizioni sull'omosessualità sono ben note - come direttore editoriale ha perso da tempo ogni tipo di credibilità.

C'è poco da stare allegri. Calano fatturato e Pil, ma aumentano i gay. Apre così l'edizione odierna del quotidiano di Feltri, che nell'occhiello spiega: "Tre imprenditori su 4 fuggono dalla ricevuta elettronica e l'economia soffre. Gli unici a non sentire la crisi sono gli omosessuali: crescono in continuazione". Il nesso tra le due cose non c'è, ma il titolista non insinua soltanto che ci sia una correlazione tra le due affermazioni, aggiunge anche un commento negativo sul fatto che, secondo i dati alla base del pezzo firmato da Filippo Facci, sarebbe aumentato il numero delle persone che si identificano come gay, lesbiche, bisessuali, transgender o queer più in generale.

I dati arrivano dal Regno Unito e si riferiscono ovviamente al Regno Unito - e questo non viene fatto notare nella prima pagina, anzi tirando in ballo la ricevuta elettronica che è uno degli argomenti caldi di questo momento in Italia si vuole sottintendere che si tratti di una fotografia del nostro Paese. L'Office for National Statistics (Ons) ha pubblicato due giorni fa l'indagine annuale sull'orientamento sessuale in UK, rivelando che negli ultimi cinque anni le persone che non si identificano più come eterosessuali sono aumentate dal'1,5% del 2012 al 2% del 2017, mentre sono rimaste pressoché invariate rispetto all'anno precedente.

È un dettaglio di poco conto, soprattutto per l'Italia, ma è comunque interessate notare come secondo l'Ons le persone tra i 16 e i 24 anni sono più propense ad esplorare la propria sessualità rispetto a tutte le altre fasce di età e quindi a non voler restare incasellati nel box "eterosessuale". Questo non significa, come dichiara Libero, che "aumentano i gay", ma che aumentano le famiglie e i posti di lavoro sono più sicuri rispetto al passato e le persone LGBT si sentono più a proprio agio a fare coming out o anche soltanto a sperimentare un po' con la propria sessualità.

Lo studio si limita quindi a dare un numero alle persone LGBT nel Regno Unito e ad illustrare come la società sta cambiando e non fa in alcun modo correlazioni tra crisi economiche o, peggio ancora, fatture elettroniche. A quello ci pensa Libero, che evidentemente era alla ricerca di un titolo per vendere una manciata di copie in più, ben consapevole che l'immagine ormai distrutta del quotidiano non avrebbe potuto risentirne più di tanto.

Le reazioni al titolo di Libero

Quello che Libero ha fatto stamattina, inventando di sana pianta una correlazione inesistente, mettendo addirittura un commento negativo e facendo un minestrone di pessimo gusto, è qualcosa di aberrante che non può succedere in un Paese che si definisce civile come l'Italia e chi arriva a comportarsi così non può restare impunito. Non sappiamo se l'Ordine dei Giornalisti si sta già muovendo contro Feltri, Facci e il titolista, ma probabilmente sarà l'esecutivo di Giuseppe Conte a prendere qualche provvedimento contro questo tipo di stampa.

Il vicepremier Luigi Di Maio è intervenuto su Instagram per annunciare che quelli di Libero "continueranno a scrivere idiozie senza fondi" del governo:

Abbiamo fatto bene o no a tagliare i fondi a giornali del genere? Scriveranno queste idiozie senza più un euro di fondi pubblici. Vito Crimi ha avviato la procedura che azzererà i finanziamenti pubblici entro i prossimi tre anni.

Lo stesso Crimi, sottosegretario con delega all'editoria, aveva già commentato l'orribile titolo di Libero:

Provo disgusto per il titolo del giornale Libero. Un giornale che riceve soldi pubblici che prima pubblica titoli razzisti, poi oggi anche omofobi. Avvierò immediatamente una procedura interna per vagliare la possibilità di bloccare l'erogazione dei fondi residui spettanti ad un giornale che offende la dignità di tutti gli italiani e ferisce la democrazia. Mi aspetto che il giornalismo che tanto vede in noi il nemico, faccia sentire la sua voce. Probabilmente chi distrugge la credibilità della stampa sono proprio alcuni giornalisti.

Come dargli torto? Libero è da tempo una barzelletta, ma il fatto che continui ad agire indisturbato dando credibilità alle idee e le posizioni di un direttore editoriale che sembra la caricatura di sé stesso come se si trattasse di un diario personale rende chiara la necessità di un intervento da parte di chi finanzia una pubblicazione del genere.

Non possiamo non condividere il commento del deputato PD e attivista LGBT Alessandro Zan, che ha centrato in pieno il punto:

Il titolo è ignobile, perché probabilmente Feltri è un direttore disperato per il crollo delle vendite e utilizza questi titoli che sono falsi, perché le persone omosessuali come gli etero non è che aumentino o che diminuiscano, l'orientamento sessuale è una condizione dell'essere umano. [...] Semmai oggi i gay e le lesbiche italiane si dichiarano nei posti di lavoro, con gli amici, in famiglia e questo è il presupposto per essere felici come tutti gli altri. L'articolo, che è stato scritto bene, da una giornalista seria è stato in realtà ridicolizzato e totalmente mistificato da un titolo del giornale che racconta la qualità intellettuale di chi quel giornale lo dirige.

Caro #Feltri, i gay -per usare un linguaggio a te comprensibile- apprendono con gioia l’incredibile scoop che nel 2019...

Posted by Alessandro Zan on Wednesday, January 23, 2019
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