Nella mattinata del 15 luglio 2010 e dopo quindici ore di dibattito parlamentare, la Repubblica Argentina approvava la legge 26.618 sul matrimonio ugualitario. Da allora sono circa seimila le coppie dello stesso sesso di tutto il paese che hanno scelto di unirsi in matrimonio.
Stando ai dati del registro civile, in questi due anni sono stati celebrati 5.839 matrimoni egualitari, la maggior parte dei quali (1.455) nella provincia di Buenos Aires, nella città di Buenos Aires (1.405) e a Santa Fe (664).
In quell’occasione la Presidente dell’Argentina, Cristina Fernandez de Kirchner, salutò l’approvazione del matrimonio egualitario come un trionfo della società tutta: parole, queste, che oggi per noi italiani sono ancora un’utopia (e una speranza), viste anche le recenti, vergognose bagarre di quello che si definisce il primo partito in Italia e che dovrebbe lavorare anche per i nostri diritti e invece rema contro.
Facciamo presente, inoltre, che lo scorso 3 luglio la presidente Cristina Fernandez de Kirchner ha eliminato per decreto alcuni aspetti incerti della legge e consegnato documenti d’identità a dodici persone transessuali e a vari neonati di coppie lesbiche.
César Cigliutti, presidente della Comunidad Homosexual Argentina, ha così commentato:
Le statistiche sono solo un punto di riferimento per comprendere ancora più pienamente che la legge del Matrimonio Egualitario è una necessità per la comunità lgbtqqi argentina. L’aspetto fondamentale è che da due anni abbiamo questo diritti, è che lo Stato riconosce le nostre famiglie e che la democrazia del nostro paese rispetta la diversità, come dovrebbe essere in ogni parte del mondo.
Anche Esteban Paulón, presidente della Federación Argentina de Lesbianas, Gays, Bisexuales y Trans, dice la sua:
Siamo molto felici che a distanza di due anni dall’approvazione della legge sul matrimonio egualitario, circa seimila coppie abbiano oggi più diritti e uguaglianza. I numeri sono chiari e parlano del vuoto che questa legge ha coperto.
Unioni civili o matrimoni?
Questo mese di luglio porta con sé anche un altro importante anniversario per la comunità lgbtqqi argentina: il prossimo 18 luglio, infatti, si compiranno nove anni dall’entrata in vigore della legge 1004 sulle unioni civili nella città di Buenos Aires, la prima di questo tipo in tutta l’America Latina. Si è trattato, senza ombra di dubbio, di un importante passo che ha contribuito a legalizzare l’amore tra persone dello stesso sesso. Lo stesso 18 luglio di nove anni fa si celebrò la prima unione civile, tra César Cigliutti, il presidente della Comunidad Homosexual Argentina di cui sopra, e il suo partner Marcel Suntheim.
A oggi la città di Buenos Aires offre entrambi i diritti. Ma quale preferiscono le persone lgbt? Guardando ai numeri e riferendoci solo al periodo luglio 2010-luglio 2012, in quella stessa città si sono avuti 1.405 matrimoni egualitari e si sono registrate 77 unioni civili.
Come si può notare, ci sono diverse coppie dello stesso sesso che continuano a scegliere l’unione civile anche se,
a partire dall’approvazione del matrimonio egualitario, il totale annuale è sceso di circa il 64% (da 161 nel 2099 a 58 nel 2010).
Ma, al di là dei numeri e delle scelte che operano le singole coppie, la celebrazione è doppia, perché in meno di dieci anni, gli argentini hanno conseguito diritti per poter celebrare il loro amore.
Via | Sentido G

2 COMMENTIAGGIUNGI IL TUO
dert86
che emozione queste immagini. Noi le vivremo fra 100 anni?
#1 - Scritto il
ottavio78
Si parla tanto di comportamenti "innaturali," ma chiunque abbia nozioni aggiornate di etologia sa benissimo che l'omosessualità si manifesta in oltre 450 specie diverse, e non ha mai portato all'estinzione di nessuna. Ci si chiede piuttosto se sia naturale che una società mantenga per oltre 20 anni una natalità vicina allo zero? Proprio in Italia, paese di cattolici che si dichiarano difensori della vita e della famiglia, si è registrata per anni la natalità più bassa del mondo. Paradossalmente invece, in paesi dove le unioni omosessuali sono ammesse da tempo, la natalità risulta più alta che in Italia, e la popolazione più giovane. Sembra evidente che non sono le unioni omosessuali a indebolire una società, ma problemi economici e culturali molto più complessi.
#2 - Scritto il