Philip Johnson, poeta dell'architettura moderna

L'architetto Philip Johnson

Molti conosceranno una delle sue opere più celebrate, la famosa "Glass house", residenza che Philip Johnson (1906-2005) si costruì a New Canaan nel 1949. Un concetto allora ardito che aveva come elemento fondante l’amore assoluto per la natura, per la bellezza del paesaggio che qui, tra gli alberi del Connecticut, diventava pura trasparenza, casa senza muro, vista sul mondo. Philip Johnson aveva viaggiato a lungo in Europa ed in Germania nel lontano 1928 aveva finalmente trovato in Ludwig Mies van der Rohe il proprio alter ego.

Fu sempre lui ad introdurre in America l’architettura di Le Corbusier e di Gropius. Ma la svolta arrivò nel 1956 quando insieme al suo maestro Mies van der Rohe, Johnson costruì la celebre torre di bronzo ed acciaio che ancora oggi campeggia in Park Avenue e che il New York Times, travolto dall’entusiasmo, definì la più importante costruzione del ventesimo secolo.

Del resto Philip Johnson, tra gli anni cinquanta e sessanta, inanellò tutta una serie di successi che stabilirono in modo definitivo ed inequivocabile la sua reputazione come uno dei grandi architetti di tutto il novecento. Legatosi per la vita a David Whitney (amico e confidente di Andy Warhol), i due morirono nel 2005 a pochi mesi di distanza l’uno dall’altro.

  • shares
  • +1
  • Mail