Chiesa episcopaliana pro sacerdoti transessuali e liturgia nuziale gay

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Chiesa episcopaliana pro sacerdoti transessuali e liturgia nuziale gay

Nuovo passo in avanti nel rispetto dei diritti di tutti da parte della chiesa episcopaliana, il ramo statunitense degli anglicani, la cui conferenza annuale dei vescovi ha approvato sia l’ordinazione sacerdotale di persone apertamente transessuali (quella per le persone omosessuali era già permessa da tempo) che la creazione di un rito liturgico di benedizione per le coppie dello stesso sesso.

In realtà, la chiesa episcopaliana non aveva una politica precisa in merito alla ordinazioni di persone transessuali, ma i vescovi di quella confessione hanno deciso di eliminare qualunque scappatoia e includere esplicitamente tra la condizioni che non possono essere causa di discriminazione l’identità di genere.

Per quel che riguarda la creazione di un rito comune di benedizione per le coppie dello stesso sesso, i sacerdoti episcopaliani potevano benedire questo tipo di unione già dal 2009, ma non esisteva una liturgia definita e ognuno lo faceva a proprio modo. Quest’ultima decisione è stata presa con 111 voti a favore, 41 contrari e 3 astensioni.

Gli episcopaliani, dunque, continuano nella loro idea di voler conferire al matrimonio tra persone dello stesso sesso lo stesso carattere sacramentale che ha il matrimonio eterosessuale. La decisione di creare una liturgia specifica, infatti, ricorda, a livello religioso, quello che rappresentano le unioni civili rispetto al matrimonio: un’istituzione che considera in modo differente quello che dovrebbe essere uguale.

Si tratta, in ogni caso, di un passo molto significativo, soprattutto tenendo presente la posizione contraria degli anglicani inglesi nei confronti dell’approvazione del matrimonio civile tra persone dello stesso sesso (come proposta dal Governo britannico) come anche della celebrazione di unioni civili in una chiesa o luogo di culto, cosa che la legislazione britannica permette dallo scorso mese di dicembre.

Ricordiamo che la chiesa episcopaliana all’interno della comunione anglicana è quella che ha compiuto maggiori passi avanti nella piena integrazione dei fedeli lgbt. Già nel 2003 fece scalpore l’ordinazione episcopale di Gene Robinson, gay dichiarato, scelta confermata nel 2009 quando ordinò vescovi e vescove persone apertamente omosessuali, così come decise di benedire le unioni gay. Diametralmente opposta alla chiesa episcopaliana, ma sempre all’interno della confessione anglicana, abbiamo le chiese anglicane africane, alcune delle quali sono molto omofobe. In mezzo, la chiesa d’Inghilterra con l’arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, che cerca di mantenere l’equilibrio tra le due posizioni.

Via | Dos Manzanas

 

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    breather
    Io non penso che questa benedizione sia un passo avanti. Il passo avanti che io vedo è la risoluzione che istituisce una Commissione di studio sull'estensione del matrimonio religioso ai fidanzati dello stesso sesso; la risoluzione che invece istituisce questa benedizione -benedizione che a quanto pare è apposita per omosessuali- rischia di essere più che altro un ostacolo a un eventuale futuro sì ai matrimoni religiosi tra fidanzati dello stesso sesso. Difatti gli oppositori ora possono dire "adesso le nozze ce le avete, non rompete con sta richiesta del matrimonio propriamente detto". Se questa risoluzione sulle coppie riguardasse i legami non matrimoniali in generale, sarebbe tutt'altra storia: non istituirebbe nozze ghetto in cui confinare l'esigenza dei fedeli gay di poter anche loro contrarre matrimonio e quindi sarebbe priva di effetto controproducente cioè non darebbe a nessuno l'opportunità di dire ai gay "le vostre nozze le avete già quindi lasciate stare il matrimonio"… in quel caso sì che potrei considerarla positiva, un passo avanti. Come nelle leggi civili, io sono sempre per provvedimenti rivolti a tutti. I provvedimenti 'per omosessuali' sono ghettizzanti e assai controproducenti.
    #1 - Scritto il