"Gay contro natura", condannata la dottoressa Silvana De Mari

Il Tribunale di Torino ha condannato Silvana De Mari, imputata per diffamazione ai danni degli omosessuali e del movimento LGBT. La De Mari è un medico di 65 anni ed ha più volte definito "contro natura" gli omosessuali, rivendicando "la propria omofobia". Secondo la dottoressa, "tollerare l’omosessualità" equivale ad accettare la pedofilia, perché "se si stabilisce che l'omosessualità non è un disordine, allora anche la pedofilia lo può essere altrettanto". Considerazioni sconclusionate figlie appunto della sua omofobia, come quando ha definito il sesso anale uno dei metodi per "l'iniziazione al satanismo".

Proprio in virtù di queste sue affermazioni il Coordinamento Torino Pride e a Rete Lenford l'avevano denunciata con l'accusa di diffamazione aggravata dalla finalità della discriminazione e dell'istigazione all'odio razziale. Questa mattina, poco prima della lettura della sentenza - che l'ha condannata a pagare una multa di 1500 euro e una provvisionale di 2.500 euro al Coordinamento Torino Pride e a Rete Lenford - la De Mari ha preso la parola in aula per rilasciare spontanee dichiarazioni: "In questo processo è fondamentale parlare della questione di maggiore ‘morbidità’. Nel momento in cui dico che gli uomini che fanno sesso con altri uomini hanno rischi maggiori di contrarre malattie e tumori, è documentato. Se non ci fossero questi dati questo sarebbe un sacrosanto processo". E poi ha sostenuto che, in base ai suoi dati, "nel momento del gay pride le malattie sessualmente trasmissibili aumentano".

La De Mari ha annunciato che presenterà appello contro questa sentenza. Il 21 marzo prossimo, intanto, dovrà fronteggiare un altro processo, sempre per l'accusa di diffamazione, ai danni del Circolo Mario Mieli di Roma.

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